sabato 4 gennaio 2014

MARIA ANNA BERTI


E' deceduta ieri dopo una terribile malattia Maria Anna Berti. Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo agosto. Avevo conosciuto "Annina", come la chiamavano gli amici, quando, dopo l'esperienza di cinque anni come assessore ai Lavori Pubblici nell'ultima Giunta Mattei, divenne Presidente della Circoscrizione Prato Est.
Lei si era presentata con la lista della "Margherita", in coalizione con i Democratici di Sinistra ed altri partiti. Risultò essere, con le sue quasi 150 preferenze personali, la più votata dall'elettorato del Centrosinistra ed anche per questo fu eletta a capo della Circoscrizione Prato Est.
Giunsi in Circoscrizione sul finire della sindacatura Romagnoli. Incontrandola per la prima volta ebbi immediata la sensazione di non trovarmi di fronte al solito "politico". Anna non lo era affatto. Era una "politica" assai anomala. Persona affabilissima suscitava immediata empatia negli interlocutori. Pur essendo preceduta da una "fama" politica di soggetto non immediatamente inquadrabile tra i sostenitori dell'allora maggioranza di sinistra Anna Berti m'accolse benissimo! Ne nacque una collaborazione professionale eccellente. Ed, anche, una certa condivisione di idee, vedute, giudizi. Spesso, dopo aver sbrigato le "faccende" della Circoscrizione con il piglio "aziendalistico" che la caratterizzava, ci fermavamo a fare quattro chiacchiere su amici comuni, situazione politica locale e nazionale. Frequentemente trovandoci in sintonia su giudizi e previsioni. Anna, ad esempio, previde la successiva sconfitta della sinistra nelle elezioni del 2009. Analizzando, non proprio dall'interno del partito in cui ormai militava dopo la confluenza (2007) dei margheritini nel PD, tutti gli errori che stavano compiendo i dirigenti locali. Anna Berti era una persona profondamente libera. Proprio l'esempio di una cittadina che avendo dedicato tutta la sua vita a lavoro e famiglia decide di impegnarne una piccola parte nel servire civicamente l'amministrazione pubblica della sua città. Rimase sempre, tuttavia,solidamente agganciata alla sua cultura di imprenditrice. Non si lasciò mai irretire dalle logiche, spesso perverse, della politica. Non facile fu, ad esempio, il suo rapporto con i rappresentanti del PD all'interno del Comitato Esecutivo (la giunta) della Circoscrizione. Non la vidi mai anteporre l'interesse della sua parte a quello del pubblico. Quasi sempre di buon umore ed allegra sapeva mettere a loro agio i frequentatori del suo ufficio. Che, naturalmente, era  una postazione "produttiva". Sapeva far fruttare, per la lunga esperienza che le derivava dal suo impegno principale, le riunioni che vi si svolgevano. Pure le non tantissime adunate del Consiglio di Circoscrizione erano da lei dirette con le medesime caratteristiche. Sapeva praticare l'obbiettivo senza disperdere energie e forze. Energia e forza che emanava da quel suo fisico minuto ma potente. Conclusa la sua esperienza d'amministratrice pubblica era tornata, assai volentieri a sentir lei, alla sua attività di sempre. Dalla quale, probabilmente, aveva sempre tratto assai più soddisfazioni che dal breve impegno nella politica attiva. Sentitissime condoglianze a tutti i suoi famigliari. Ciao Anna. Arrivederci "Annina"!!      
Vittorio Giugni    

TOSCANA ENERGIA


Vediamola allora più da vicino questa Toscana Energia che per i prossimi 12 anni avrà diritto a distribuire il gas metano a tutti gli utenti di Prato.
Nel 2004 Fiorentinagas e Toscana Gas (frutto della fusione, avvenuta lo stesso anno, di Ages e Publienergia, le società che servivano i territori di Pisa, la prima, e Pistoia ed Empoli, la seconda) avviarono il percorso che ha portato alla creazione di Toscana Energia.
Il nuovo soggetto industriale è stato fortemente voluto dai soci, in particolare, dai Comuni di Firenze, Pisa, Pistoia ed Empoli, e da Italgas (Gruppo Eni), per competere più incisivamente sul mercato liberalizzato e offrire, così, nuove prospettive alla Toscana. Con la firma dell’atto costitutivo siglato dai rappresentanti di 90 Comuni e di Italgas (Gruppo Eni), il 24 gennaio 2006 nasce ufficialmente Toscana Energia S.pA..
I Comuni di Firenze, Pisa e Pistoia, insieme ad altri 91 Comuni delle medesime province, possiedono oggi il 51,25% di T.E.; Italgas (Snam-ENI) possiede il 48,08%; Monte dei Paschi (0,59%) e Banca di Fornacette (0,08%) detengono la quota rimanente.
Presidente di T.E. è Lorenzo Becattini, nato a Reggello nel 1955, laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze. E' stato Sindaco di Reggello, Assessore all’Economia del Comune di Firenze e Segretario Metropolitano dei Democratici di Sinistra del capoluogo toscano.
Amministratore Delegato è Eduardo Di Benedetto (Italgas)
Nel Consiglio d'Amministrazione di T.E. composto da 9 persone, 5 rappresentano i soci pubblici. Tra questi c'è da segnalare Guido Ferradini, fondatore di "Officine Democratiche" a Firenze e renziano della prima ora!
Toscana Energia serve 106 Comuni (94 sono suoi soci), nei quali gestisce la rete di distribuzione del metano; gestisce 11.000 km di condotte che trasportano annualmente 1 miliardo e 70 milioni di metri cubi di gas ai 702.000 utenti allacciati alla sua rete. Prima della vittoria nella gara di Prato T.E. gestiva il 35% del mercato toscano del gas.
Dunque la gara è stata effettuata tra Estra e Toscana Energia. Le aziende invitate a presentare la propria offerta erano cinque. Ma solo Estra e Toscana Energia hanno poi presentato la loro proposta finale. Il punteggio assegnato dalla Commissione esaminatrice ha visto prevalere T.E. per 1,5 punti (98,1 contro 96,6). L'offerta economica a favore del Comune di Prato era uguale (18.000.000 di euro per entrambe). La tariffa del gas è identica perchè predeterminata dalla competente Authority. Quel punto e mezzo di vantaggio di T.E., pertanto,  è da attribuire solo e soltanto alla migliore valutazione del progetto che è stato presentato dall'azienda fiorentina. Se verrà realizzato si tradurrà in migliore capacità d'investimento nella rete di distribuzione (tubature, contatori ecc.) ma per le "tasche" dei cittadini non cambierà assolutamente niente. Le tariffe applicate resteranno immutate. Non ci si fraintenda. Siamo lieti al 100% della batosta "politica" rimediata da Consiag ed Estra (intese come dirigenze politiche..). Tuttavia quel che conta davvero nella vicenda non è l'esito della gara in sè (che rappresenta una vittoria/vendetta politica contro un management arrogante e assurdo..) ma l'accordo "segreto" sottoscritto da Cenni con Estra e Consiag. E' quell'accordo che ha assegnato ad Estra/Consiag la proprietà delle reti, fissato l'indennizzo, abbonato tasse a Consiag ecc. ecc.. Sono quei 90,5 milioni di euro che T.E. dovrà pagare a Estra il "danno" causato a Prato. Pare evidente, infatti, che quei milioni (dei quali T.E. rientrerà in possesso al termine dei 12 anni di convenzione..) verranno investiti da Estra in altri territori. Ma non più a Prato. L'accordo e la gara, dunque, pur essendo una netta ed inequivocabile vittoria politica sono invece una vera e propria sconfitta per Prato. Che dopo aver perduto la propria banca a favore di Vicenza, perde adesso anche la sua maggiore azienda pubblica (a favore di Arezzo e Siena). Certo che i campanilisti che non volevano "finire sotto Firenze" hanno avuto un bel risultato. Adesso Toscana Energia diventerà, per forza di cose, l'azienda leader assoluta in Toscana nel ramo gas e dintorni. Il ruolo di Estra e Consiag sarà sempre più residuale. Così come sempre più marginalizzato sarà anche il ruolo in Toscana della nostra città.
Map data ©2014 Google, basado en BCN IGN España

MappaSatelliteoli: dunque la gara è stata effettuata tra Estra e Toscana Energia. Il punteggio finale ha visto prevalere T.E. per 1,5 punti (98,1 contro 96,6). L'offerta economica era uguale (18.000.000 di euro per entrambe). La tariffa del gas è identica perchè predeterminata...Dunque quel punto e mezzo di vantaggio di T.E. si trova solo e soltanto nel progetto che è stato presentato. E che se verrà realizzato si tradurrà in migliore capacità d'investimento nella rete di distribuzione (tubature, contatori ecc.) ma per le "tasche" dei cittadini non cambierà assolutamente niente. Non mi si fraintenda. Sono felice al 100% della batosta "politica" rimediata da Consiag ed Estra (intese come dirigenze politiche..). Tuttavia quel che conta davvero nella vicenda non è l'esito della gara in sè (che rappresenta una vittoria/vendetta politica contro un management assurdo..) ma l'accordo "segreto" sottoscritto da Cenni con Estra e Consiag. E' quell'accordo che ha assegnato ad Estra/Consiag la proprietà delle reti, fissato l'indennizzo, abbonato tasse a Consiag ecc. ecc.. Sono quei 90 milioni che T.E. dovrà pagare a Estra il danno causato a Prato. Pare evidente, infatti, che quei milioni (dei quali T.E. rientrerà in possesso al termine dei 12 anni di convenzione..) verranno investiti in altri territori. Ma non più a Prato. L'accordo e la gara, dunque, pur essendo una netta ed inequivocabile vittoria politica sono invece una vera e propria sconfitta per Prato. Che dopo aver perduto la propria banca a favore di Vicenza, perde adesso anche la sua maggiore azienda pubblica (a favore di Arezzo e Siena). Certo che i campanilisti che non volevano "finire sotto Firenze" hanno avuto un bel risultato. Adesso Toscana Energia diventerà, per forza di cose, l'azienda leader assoluta in Toscana nel ramo gas e dintorni. Il ruolo di Estra e Consiag sarà sempre più residuale...

MARCO CAPPATO

ospite del Notiziario di Radio Radicale

MARIA STELLA GELMINI

Forza Italia: intervista alla nuova coordinatrice regionale della Lombardia, Mariastella Gelmini

venerdì 3 gennaio 2014

GIOVANNI BAMBAGIONI


Passando, qualche anno fa, per la campagna di Gonfienti, oltre la Villa Niccolini e nelle immediate vicinanze dell'ingresso della città etrusca, avremmo visto una squadra di tecnici al lavoro lungo una viottola. Erano armati di georadar per la prospezione ed i rilievi delle profondità del terreno. Accanto a loro altri tecnici, usando un apposito martello pneumatico facevano la stessa operazione utilizzando un geosonar. Eseguivano una ricerca per conto del Comune di Campi Bisenzio condotta dall'Università di Firenze, Facoltà di Scienze della Terra. Cercavano, pare, un giacimento di acqua termale. Acqua calda. Che avebbe potuto avere diversi scopi. Dal teleriscaldamento alla produzione di energia elettrica. Non se ne è saputo più niente. Forse l'acqua calda non esisteva. Oppure c'era ma non economicamente sfruttabile.
A Prato, comunque, c'è chi, proprio oggi, ha scoperto l'acqua calda! Caldissima! E' il segretario provinciale dell'UDC Giovanni Bambagioni. Bamba jr, in un editoriale per l'embedded pagina locale di un quotidiano fiorentino, la scopre abbondantemente.
Giacchè raffigura un quadro politico immaginario e fantasioso che dovrebbe portare il sindaco Roberto Cenni a riproporre la sua candidatura per le prossime amministrative.
Bambagioni dipinge un progetto del tutto simile a quello che nel 2009 portò all'elezione dell'ex imprenditore dell'abbigliamento usa e getta!!
Ma Giovanni Bambagioni dimentica di ricordare che quel progetto, al quale anche noi demmo il nostro contributo, è miseramente fallito. Se non nell'aver, meritoriamente, interrotto 63 anni di governo di una sinistra esausta e tutta presa dai giochi di potere interni al maggior partito.
Che il progetto di Cenni e del centrodestra sia fallito non lo diciamo noialtri. Non vogliamo affatto maramaldeggiare! Il fallimento del progetto Cenni è certificato proprio dalle sue componenti interne.
Se prendiamo la situazione politica come era uscita dalle elezioni del 2009 e la confrontiamo con quella d'adesso ci accorgiamo, inevitabilmente, dei grandi cambiamenti intervenuti. Al di là degli accadimenti nazionali (la scomparsa del PDL e la sua scissione in due partiti differenti..) ci vuol poco ad evidenziare lo squagliamento della maggioranza consiliare del centrodestra (da 25 consiglieri agli attuali 21..). La scomparsa od il passaggio all'opposizione della Giunta di alcune Liste Civiche che erano state in coalizione con Cenni.
La fine della Lega Nord (da tre consiglieri all'unico adesso rimastole, ancorchè paradisiaco...). Nello stesso partito di Bambagioni la minoranza interna pare intenzionata ad appoggiare soluzioni diverse dalla riproposizione di Cenni.....D'altra parte, correttamente, lo stesso Roberto Cenni ne ha perfetta cognizione.
Dunque riproporre, come fa Bambagioni, il medesimo progetto del 2009 anche per il 2014 è un nonsense. Ovvero la scoperta dell'acqua calda!! Non si vede proprio come possa fare il povero Cenni a rimettere in piedi uno schieramento unitario che ormai gli s'è sgretolato tra le mani. Ed al di là delle mancate decisioni e delle gaffes degli ultimi mesi (nuovo stadio alla pista d'atletica comunale; Monumento al Vento; case ai cinesi; soldi a Calamai ecc. ecc.) proprio questa incapacità politica del sindaco di tenere insieme i pezzi della sua maggioranza configura il suo fallimento d'amministratore e di politico. Che, per altri versi, aveva visto la Giunta comunale compiere anche ottime azioni (per primo proprio con l'uomo di Bambagioni in Giunta, Roberto Caverni, avvezzo, però, a differenza del suo segretario più a fare che a parlare...) ed ottimi propositi per il futuro (il sistema integrato dei parchi cittadini, ad esempio...). Chissà se l'amico Giovanni (non ce ne voglia..) dopo aver scoperto l'acqua calda si metterà anche alla ricerca dell'erba verde....          

FORZA GAS (1)


“Nel prendere atto della deliberazione del Consiglio di Stato e in attesa del procedimento di merito del TAR della Toscana, Estra respinge ogni tipo di fuorviante strumentalizzazione sulla vicenda nella profonda convinzione di avere difeso i diritti e gli interessi della società e quindi della totalità dei suoi proprietari, ovvero una larga parte di Comuni della Toscana, e soprattutto dei suoi numerosi clienti”. 
“L’azienda non ha in alcun modo agito ‘per tornaconto clientelare’ ma come soggetto che opera nel mercato libero del gas e si è impegnata a fornire servizi di qualità con una particolare attenzione alla sicurezza delle proprie reti, puntando anche ad avere una solidità di bilancio, condizione essenziale per continuare a essere azienda leader nel mercato dell’energia..... La competitività e capacità di stare sul mercato trova ancora conferma nella recente aggiudicazione da parte di Estra Energie della gara appena bandita dallo stesso Comune di Prato per l’affidamento del servizio di fornitura di gas agli edifici pubblici. Sono in tutto 137 gli edifici a cui Estra Energie infatti fornirà il metano per i prossimi 12 mesi (con possibilità di procedere a uno o più rinnovi del contratto fino a coprire un massimo di ulteriori due anni). In merito a quanto affermato che ‘i cittadini di Prato si vedono riconosciuto oggi il sacrosanto diritto di vivere in un libero mercato’, Estra è pronta a misurarsi con le esigenze del mercato anche con la società di distribuzione, in attesa che vengano celebrate le gare d’ambito a cui intende partecipare con l’intento di aggiudicarsi una quota significativa di tali gare per garantire la qualità del servizio sui territori che gestisce ma anche su quelli che potrebbe gestire in futuro”.

Questo è la sintesi del comunicato con il quale Estra cerca di difendersi dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, la estromette, dopo 40 anni, dal mercato pratese!
Nel testo la dirigenza di Estra rileva come ultimamente la società si sia aggiudicata una gara dello stesso Comune di Prato. Omettendo di rivelare che, praticamente, nessun'altra azienda ha partecipato a quell'appaltino. Men che meno Toscana Energia. 
Ma è sulla prima parte del comunicato che merita di riflettere. Come già indicato nel post di ieri (http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/01/forza-gas.html) Estra e Consiag lungi "...di avere difeso i diritti e gli interessi della società e quindi della totalità dei suoi proprietari, ovvero una larga parte di Comuni della Toscana, e soprattutto dei suoi numerosi clienti”... si è frapposta con azioni politiche, più che aziendali, al bando di gara emanato dal Comune di Prato. Non possono in nessun modo essere considerati legittimi atti di difesa dei propri interessi economici le molteplici pressioni su sindacati, comuni, organi politici ecc. ecc. quanto solo e soltanto il tentativo di difendere la propria posizione dominante. Così come, peraltro, scritto nella sentenza di condanna da parte dell'AGCOM ed in quella del Consiglio di Stato. 
Crediamo, inoltre, che pure la posizione del sindaco Cenni e di Forza Italia  non sia così limpidamente chiara come vuol trasparire dalle loro dichiarazioni. Se l'aver imboccato la strada della gara è senza dubbio un titolo di merito occorre segnalare che tale direzione è stata intrapresa anche come "vendetta" politica contro la poco lungimirante scelta dei dirigenti Estra e Consiag (e della maggioranza dei soci..) di tener fuori dal board aziendale il Comune di Prato. Ovvero il socio di maggioranza relativa. Cercando, addirittura, di umiliarlo con l'offerta, poco dopo l'insediamento di Cenni a Palazzo Comunale, di una vicepresidenza per Prato in Estra!!
E' noto, altresì, che all'interno della stessa Giunta convivevano dall'inizio della vicenda due strade: una rappresentata dal sindaco Cenni favorevole a trovare un accordo di convivenza con la maggioranza PD delle aziende Estra e Consiag; l'altra, tenuta dall'assessore Filippo Bernocchi, favorevole a cedere le quote possedute dal Comune di Prato. Anche attraverso la revisione degli statuti aziendali che parevano contrastare (contra legem e contra diritto) a questa soluzione. Solo l'assoluta sorda arroganza, per timore di perdere posizioni di rilevante interesse politico-economico, da parte di Estra e Consiag condusse il Comune a bandire la gara. Non prima di aver sottoscritto, tuttavia, un accordo "segreto" Sindaco-Estra-Consiag sull'intera vicenda. Quell'accordo, poi recepito con una delibera di Giunta "secretata" anche al Consiglio Comunale deve ancora esercitare tutti i suoi effetti. Anche in campo giudiziario.   
Quel che interessa a noi in questo momento è, in particolare, quanto previsto al punto 4, terzo comma, laddove Cenni, Estra e Consiag convengono che "Quanto precede anche nella prospettiva di poter sviluppare un ulteriore percorso finalizzato alla costituzione di una multiutility a valenza regionale auspicando al contempo condivisione di responsabilità" che la dice lunga sulla sincera volontà da parte del centrodestra pratese di superare la lobbie della partecipata Estra/Consiag.
Sulla cui avvenuta costituzione il sindaco, non a caso, esprime un giudizio favorevole (punto 4, comma 2 dell'accordo)!!
Dal che è facile dedurre che ogni cosa si sarebbe potuta risolvere se fosse stata riconosciuta dal board di Estra e Consiag  l'auspicata (da Cenni) "..condivisione di responsabilità..)!!
Che questo fosse davvero il desiderio e l'auspicio del sindaco, se non di tutta la Giunta, lo dimostra l'atteggiamento che il centrodestra cittadino ha tenuto nei confronti delle altre aziende pubbliche. Una volta ottenuto il cambio politico degli amministratori Cenni si è ben guardato dal mettere a gara i pubblici servizi gestiti da ASM, GIDA, SO-RI, PUBLIES ed altri.  

DARIO NARDELLA

Intervista a Dario Nardella su discorso di Giorgio Napolitano e situazione politica in Italia


ACCORDO FIAT-CHRYSLER

Intervista a Ferdinando Uliano, della Fim Cisl


giovedì 2 gennaio 2014

FORZA GAS


“Il centro di potere che guida Estra-Consiag è stato prima sanzionato dall’Antitrust per aver illecitamente intralciato la gara del gas, poi è finito nel mirino della Procura della Repubblica e ora ha ricevuto l’ultimo schiaffo dal Consiglio di stato. Questo ci pare sia sufficiente per dire con chiarezza da che parte stava la ragione e da che parte il torto. Il Comune ha sempre agito con limpidezza, nella convinzione che il ricorso al mercato ed a procedure competitive assicurano standard qualitativi elevati e garantiscono efficienza nell’erogazione dei servizi con costi sostenibili per amministrazione ed utenti. Se avesse seguito i “consigli” dell’opposizione, il Comune (e di conseguenza i cittadini pratesi) avrebbe rinunciato a molti milioni di euro a tutto vantaggio della cassaforte del Pd (Estra e Consiag, appunto). Una logica che è prevalsa per sessant’anni, a tutto discapito di Prato, e che la giunta Cenni, con il determinante sostegno di Forza Italia, ha finalmente sconfitto”. 

Con questo comunicato di ieri il principale partito dell'attuale maggioranza scrive l'epitaffio finale, forse, sulla vicenda della gara comunale per la distribuzione del gas metano a Prato. In attesa che anche la maggiore forza dell'attuale opposizione consiliare, il PD, faccia sentite la sua opinione in merito, riteniamo corretto politicamente ripercorrere, in maniera sintetica ma crediamo esaustiva, i punti principali che hanno condotto fino alla sentenza recente del Consiglio di Stato.
Tutto ha inizio con la deliberazione n. 35 del 27 aprile 2010 del Consiglio Comunale (Delibera del Consiglio Comunale n. 35 del 27.04.2010 in formato .rtf 275 KB ). Con tale atto il Comune di Prato, prendendo atto che la gestione Consiag della distribuzione del gas sarebbe dovuta terminare, per fine proroga, il 31.12.2010, stabilisce di mettere a gara la distribuzione cittadina del metano.
Con successive delibere della Giunta Comunale n. 194 del 4 maggio 2010 ( Delibera della Giunta Comunale n. 194 del 04.05.2010 in formato .rtf 266 KB) e n. 96 del 25 marzo 2011 ( Delibera della Giunta Comunale n. 96 del 25.03.2011 in formato .rtf 176 KB ) vengono stabilite le modalità di effettuazione della gara ed indicato nell'ing. Lorenzo Frasconi il Responsabile del Procedimento (RUP).
Tra il maggio 2010 ed il marzo 2011 Estra/Consiag sviluppa tutta una serie di azioni e comportamenti tali da poter ritardare il più possibile l'effettuazione della gara ben descritti dalla stampa (http://www.lettera43.it/economia/aziende/38246/prato-la-cupola-del-gas.htm) e successivamente sanzionati pure dall'Autorità competente in materia di concorrenza (AGCOM).
Tuttavia l'atteggiamento ostruzionistico di Consiag ed Estra ottiene il risultato di un patto "segreto" tra il sindaco del Comune di Prato e la dirigenza di quelle aziende che riportiamo appresso.




  Questo accordo, senza data e protocollo, fu approvato dalla Giunta Comunale con il proprio atto n. 509 del 13.12.2011 (Delibera della Giunta Comunale n. 509 del 13.12.2011 in formato .rtf 216 KB ).
Derivano da questo accordo tutte le conseguenze che in questi giorni sono oggetto di osservazioni. Occorre precisare che l'accordo tra il sindaco e la dirigenza di Estra e Consiag non è mai stato portato in discussione in Consiglio Comunale e mai reso di pubblico dominio. La stessa Delibera di Giunta che lo approva non lo annovera tra gli allegati disponibili bensì tra gli atti amministrativi incogniti perchè custoditi nei cassetti degli uffici.
(continua)

2014


L'anno che si apre oggi per Prato sarà un anno molto importante. A maggio ci saranno le elezioni amministrative per rinnovare sindaco, giunta e consiglio comunale. Per effetto di recenti leggi nazionali i pratesi, viceversa, non eleggeranno più nè il presidente e neppure il consiglio della Provincia. Che in attesa di una riforma costituzionale proseguirà la sua stentata esistenza agli ordini di un commissario (il sindaco della città capoluogo). I cittadini non saranno più neppure chiamati ad eleggere i Consigli Circoscrizionali, aboliti per le città inferiori a 250.000 abitanti.
Ma, naturalmente, l'avvenimento principe del 2014 sarà il rinnovo di sindaco e consiglio comunale di quella che, oramai, è rimasta l'unica grande città del centro Italia in mano alle forze del centrodestra.
Paiono già in campo almeno tre candidati alla poltrona di sindaco. Fausto Barosco per il M5S (o, almeno, di una sua parte..); Simone Tripodi del Partito Democratico e Roberto Dei per una serie di Comitati cittadini.
Ovviamente questi tre nominativi non sono altro che l'avanguardia di altri personaggi che da qui al 23 febbraio (data fissata per le eventuali primarie del PD) scenderanno (saliranno?) sicuramente in campo. Nelle ultime elezioni amministrative i candidati sindaci furono, addirittura, 9!
Come nel 2009 le amministrative saranno abbinate anche quest'anno alle elezioni europee. Cosicchè ci troveremo ad entrare in cabina elettorale con due schede a disposizione.
L'attesa è per conoscere i candidati dei due schieramenti che, con ogni probabilità, si contenderanno la maggioranza del voto dei cittadini pratesi: centrosinistra e centrodestra.
Solo quest'ultimo avrebbe un candidato naturale e di diritto: l'attuale sindaco Roberto Cenni. Tuttavia le incertezze sulla ricandidatura dell'ex patron di Sasch ed ex presidente della Fondazione Cariprato sono notevoli. A parte le vicende giudiziarie che ancora lo riguardano (deve concludersi ancora il procedimento che lo vede avvisato per bancarotta..) sono quelle squisitamente politiche che fanno di Cenni una scommessa della città persa! E' infatti il suo progetto politico (un sindaco civico al di là ed al di sopra delle parti..) ad essere irrimediabilmente fallito. Cenni aveva aggregato intorno al suo nome tutti i partiti del centrodestra e molte liste civiche (non soltanto della destra politica..). Ebbene in questi quasi 5 anni s'è verificato il suo vero e proprio fallimento (politico). Adesso governa con uno striminzitissimo voto di vantaggio (il suo peraltro). La sua maggioranza amplissima ha subito defezioni su defezioni. Perfino il maggior partito, il PDL, non esiste più. Essendosi frazionato nella rinata Forza Italia e nel Nuovo Centro Destra. Delle liste civiche che lo appoggiarono nel 2009 gli rimane soltanto il consenso di "Giovani e Famiglia"......
Tutte le altre o si sono sciolte come neve al sole, o hanno fatto fruttare "alimentarmente" qualche centinaio di voti ricevuti, oppure adesso sono collocate, addirittura, alla sua opposizione.
Non vediamo, pertanto, nè le condizioni politiche e neppure un progetto nuovo (almeno per ora..) che consenta all'ex industriale dell'abbigliamento "usa e getta" di riproporre la propria candidatura.  
Nel campo del centrosinistra l'unico candidato possibile appare un uomo della "corrente" renziana. Difficilmente comprensibile a militanti ed elettori sarebbe, dopo i ripetuti ed amplissimi consensi mietuti in città da Matteo Renzi in tre primarie interne, la scelta di un candidato del PD e del centrosinistra esterno all'area del sindaco di Firenze!

CAPODANNO A REGINA COELI E REBIBBIA

Della delegazione, guidata da Marco Pannella, faranno parte Rita Bernardini, Laura Arconti, Mina Welby, Isio Maureddu, Paola Di Folco e Giulia Crivellini.

Dichiarazioni susseguenti alla visita

MAURIZIO GASPARRI

Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervista a Maurizio Gasparri


mercoledì 1 gennaio 2014

PRATO: LA SICUREZZA


"Prato è la provincia meno sicura d’Italia dopo Milano e Rimini: lo sostiene uno studio dell’università La Sapienza" (TVPrato)
E come TV Prato altri media cittadini hanno commentato alla stessa stregua la ricerca condotta dall'Università "La Sapienza" di Roma per "Italia Oggi". Prato, la nostra città, o meglio la nostra intera Provincia, sarebbe la terz'ultima nella classifica della sicurezza urbana!!
Una balla colossale!! 
Prato è agli ultimi posti della ricerca non per la "sicurezza" ma per la "criminalità"!! 
Essendo proprio la criminalità l'oggetto dell'indagine dell'Università romana. Pare evidente che i giornalisti abbiano voluto giocare sui due termini. Ma equiparando "criminalità" a "sicurezza" si è fatto del cattivo giornalismo. O del sensazionalismo politicamente mirato! Queste ricerche vanno prese non con le molle. Ma con le contromolle! Non esiste parallelo banale tra criminalità e sicurezza urbana. Ognuno è capace di intenderlo. Può esserci una città con un tasso elevatissimo di criminalità ma anche con un'elevata sicurezza dei cittadini. Prendiamo, ad esempio, la città di Medellin in Colombia. Quando era ai vertici del commercio internazionale della droga, Medellin era sicuramente una città ad alto tasso di criminalità giacchè vi operavano le bande criminali di trafficanti di coca più importanti del Sud America (e quindi del Mondo intero....) ma, nel contempo era, per i cittadini normali, una città sicurissima. Pensavano le stesse organizzazioni criminali a mantenere l'ordine e la sicurezza in città. Nessuno poteva sgarrare. La piccola criminalità (lo scippo, il furto, l'aggressione ecc. ecc.) risultavano quasi del tutto assenti. Cosicchè gli abitanti di Medellin potevano tenere la classica chiave nella toppa dell'uscio di casa. C'erano, ovviamente, le guerre tra bande. Che macchiavano di sangue locali, case e strade della città. E che rendevano Medellin il non plus ultra delle città ad alto tasso di criminalità. Ma, come in talune nostre città del Sud, i rischi per la sicurezza del cittadino comune erano quasi del tutto irrilevanti.
Dipingere come fanno alcuni media cittadini Prato come una delle città più insicure d'Italia non ha allora alcun senso. Così come poco senso ha basarsi sui dati della classifica stilata dal quotidiano economico per stilare commenti di tipo socio-politico sulla nostra realtà. Chi lo fa esercita soltanto una propaganda pro domo sua. Generalmente è la destra che si appropria di questo genere di risultati per le proprie campagne securitarie. Meraviglia che a Prato, in spregio nei confronti d'una Giunta di Centrodestra, siano dirigenti e militanti della sinistra a cadere nel trappolone della sicurezza. Prato non è affatto una città insicura! Se solo si potesse fare una ricerca sulla percezione che ne hanno i propri abitanti si scoprirebbe che Prato è invece, mediamente sicura. Ma non c'entra assolutamente niente la polemica politica. Prato è sicura adesso, con la destra che la governa, così come era sicura ieri. Quando a governare c'era la sinistra.
Il dato sulla criminalità deve essere letto, interpretato e spiegato. La ricerca della "Sapienza" si basa sul numero dei reati che vengono denunciati ogni mille abitanti. Ed è del tutto chiaro che per la nostra Provincia i numeri che dominano sono quelli riferibili al capoluogo. Che con i suoi quasi 200.000 abitanti rappresenta il 90% del dato demografico provinciale e, dunque, accentra pure la statistica dei reati che vengono compiuti. Andando a verificare la qualità dei reati denunciati scopriamo, inoltre, che per la stragrande maggioranza si tratta di reati contro il patrimonio.  
E dentro questa tipologia di reato c'è, ovviamente, di tutto. Certo anche il furto, la rapina ecc. ecc. ma pure reati di tipo, diciamo così, economico. Che, specialmente in un periodo prolungato di grave crisi, risultano nettamente prevalenti. Fallimenti, truffe, bancarotte, protesti, mancati pagamenti ecc. ecc. vanno ad ingrossare la statistica "criminale" della nostra Provincia. Tuttavia, e nonostante il giusto allarme sociale che destano, sono tipologie di reati che non vanno ad intaccare la sicurezza urbana. Intendiamoci, come qualsiasi grande e media città italiana, europea e del mondo anche Prato ha la sua quota di reati (aggressioni, furti in appartamenti, scippi, spaccio di droga, ecc. ecc.)  che invece alimentano il senso di insicurezza dei cittadini. Ma, anche in considerazione del melting pot di 110 etnie che convivono sul nostro territorio, il tutto deve essere considerato quasi fisiologico. Prato, in conclusione, al di là delle polemiche politiche, è e deve essere considerata una città sicura!! 

BUON 2014: CAPODANNO A RADIO RADICALE

Con Marco Pannella, Rita Bernardini, Laura Arconti, Valerio Federico, Valter Vecellio, Niccolò Figà Talamanca, Giorgio Pagano, Marco Cappato, Maurizio Bolognetti, Roberto Deriu, Marco Perduca, Valerio Spigarelli e Paolo Martini

MESSAGGIO DI BEPPE GRILLO

MANUELA VENA: MISSIONE UMANITARIA IN SIRIA

Intervista a Manuela Vena, presidente dell'associazione Fidem,  su sua missione umanitaria ai confini della Siria per il progetto "Nati nudi"


ITALIA-AFRICA

Per il rilancio delle relazioni con i Paesi dell'Africa sub-sahariana, promuovendo un articolato programma di iniziative che investono tutti i possibili ambiti di collaborazione

martedì 31 dicembre 2013

PAGELLE


Pagelle di fine anno. I voti meritati (a nostro insindacabile giudizio):

La Giunta comunale

Roberto Cenni            - 5 -
- Anno horribilis il 2013 per il sindaco. La Magistratura gli ha sequestrato nuovamente lo stipendio. Stavolta per l'intero importo. Vede la sua maggioranza politica liquefarsi. Infila una serie quasi infinita di gaffes (dallo stadio nuovo in Via San Martino per Galceti-angolo Via Tirso alla Torre del Vento; dall'elargizione di migliaia di euro al suo personale consigliere alla difesa dell'ex presidente del Consiglio Comunale Maurizio Bettazzi; dalla bocciatura del piano strutturale da parte di Provincia e Regione alla bocciatura del suo accordo personale con Enrico Rossi sul destino cementificatorio dell'area dell'ex Ospedale). Aumenta il suo punteggio a fine anno con la sentenza del Consiglio di Stato sul gas. Comunque la si veda rimarrà nella storia della città perchè interrompe il dominio monopolistico-politico di Consiag ed Estra;

Goffredo Borchi            - 6 meno meno -
- Raggiunge una risicata sufficienza per la proposta, anche se arrivata a fine anno, della città dei parchi verdi. Rischia qualche meno per la proposta di riallagare le Cascine di Tavola con l'acqua di Baciacavallo! Pessima idea!

Anna Beltrame               - 7 -
- Lo merita per la riapertura del Palazzo Pretorio e del Museo Civico. E per la splendida mostra "Officina Pratese" che ha saputo organizzare alla perfezione!

Filippo Bernocchi            - 5 e mezzo -
- Recupera qualche punto per aver, forse, portato in città i danari romani indispensabili per iniziare ad eliminare il nodo viario del Soccorso. Assai più punteggio recupera per via della sentenza del Consiglio di Stato sull'affidamento della distribuzione del gas. Anche se aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe voluto vendere le nostre aziende pubbliche. Da assente permanente a semipresente!

Roberto Caverni               - 8 -
- Si conferma il miglior assessore ai lavori pubblici degli ultimi 40 anni. Ha fatto! Solo la bella sistemazione di Piazza delle Carceri, che si candida alla lista dei beni UNESCO, vale due punti di valutazione.

Annalisa Nocentini            -. 6 -
- Titolare della delega al personale nella seconda più grande azienda pratese riesce a completare la sindacatura senza compiere malestri. Riapre al pubblico il sabato mattina gli uffici dell'Anagrafe centrale.

Aldo Milone                      - 5 -
- Dopo il rogo che ha visto morire al Macrolotto i 7 lavoratori cinesi tenta di fare ammuina con i suoi controlli di legalità. Asserendo che erano fatti per il bene dei cittadini asiatici. Mentendo spudoratamente poichè aveva ampiamente annunciato, in anni precedenti, che i "blitz" erano diretti a far andar via da Prato il numero più alto possibile di cinesi. Missione completamente fallita.

Dante Mondanelli              - 6 -
- Si sta "ingobbendo", come un gregario qualsiasi, nell'opera di "demolizione" sistematica del Nuovo Ospedale Santo Stefano. Tuttavia gli va riconosciuto il merito di aver messo tecnica, passione ed anima nell'incarico ricevuto. Sprizza simpatia da tutti gli artigli.

La Politica cittadina

Gabriele Bosi                     - 6 -
- Il neo segretario del Partito Democratico, premiato da un accordo tripartisan delle anime del PD pratese, mostra, per adesso, un apprezzabile aplomb. Lo attendiamo alle future impegnative prove.

Riccardo Mazzoni               - 6 -
- L'ex segretario dell'ex PDL ha aderito a Forza Italia. Particolarmente politicamente rilevante il suo giudizio sui CIE. Di cui dice tutto il male possibile ed immaginabile. Giustamente. E' atteso ad un compito superimpegnativo. Trovare un nuovo candidato alle elezioni amministrative di quest'anno.

Alberto Magnolfi                 - 6-- -
- L'ex capogruppo in consiglio regionale del PDL aderisce al NCD. La trascorsa esperienza socialista lo ha forse immunizzato dal confronto con la foltissima pattuglia ex democristiana con la quale si ritrova. Cerca di fare l'equilibrista su alcune questioni regionali che riguardano Prato. Ad esempio la nuova pista a Peretola.

Lamberto Gestri                 - 5 -
- Il presidente dell'ultima Giunta Provinciale e dell'ultimo consiglio provinciale non sarà rimpianto a lungo. Anche sotto la sua guida l'ente si è caratterizzato più per le dubbie operazioni di carattere immobiliare che per l'apporto alla soluzione dei problemi della città. Solo l'assessore Beltrame merita un plauso per le sue ultime posizioni sul Piano Strutturale del Comune e sulla destinazione dell'area dell'ex ospedale Misericordia e Dolce.

Fausto Barosco                    - 6 -
- L'ex candidato 2009 del M5S sarà anche il neocandidato per il 2014. A meno che le uggiose e fastidiose querelles con l'altro MU cittadino non portino ad altre soluzioni. 

Roberto Dei                         - 6 e mezzo -
- Sarà candidato sindaco per una lista civica derivante dai  numerosi Comitati cittadini che sta animando. Si merita gli auguri per l'impegno e la costanza dimostrati.

Simone Tripodi                    - 6 e mezzo -
- Quello che non ti saresti mai aspettato. Il capogruppo PD alla Circoscrizione Est esce dal gruppo ed avanza la sua candidatura a sindaco. Complimenti per il coraggio e la determinazione.

Maurizio Bettazzi                  - 5 -
- Per una fatturina di prestazioni professionali all'ASM interrompe bruscamente la sua ascesa politica. Ne valeva la pena?

Roberto Baldi                       - 7 -
- Il doc capogruppo dell'ex PDL e, probabilmente, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale ha gestito alla grande l'unico voto di vantaggio della maggioranza di centrodestra. Memorabile il suo intervento in consiglio versus Massimo Carlesi. Con l'unico scopo di far giungere un suo consigliere non presente.

Massimo Carlesi                   - 5 -
Capogruppo del partito divenuto di maggioranza non ha saputo sfruttare, in alcun modo, il suo nuovo ruolo. Opposizione sterile. Proposte assenti. "Guerreggia" in tono minore e su argomenti minori con l'attuale maggioranza. Viene beffato dal collega Baldi! 


BUON 2014

2013


Oggi chiude bottega il 2013. E' tempo di bilanci. E di ricordi. E di avvenimenti cittadini.
Il principale dei quali è stato, disgraziatamente e senza alcun dubbio, il rogo che nel Macrolotto 1 s'è portato via sette vite. Sette cittadini cinesi, sette lavoratori,  rimasti intrappolati nello stanzone andato a fuoco. Sette lavoratori immigrati. Quasi tutti clandestini. Qualcuno ancora privo di una precisa indentità. Per la prima volta nella storia della città è stato proclamato il lutto cittadino! Tante parole sono state spese. Tanti discorsi sono stati pronunciati. Tante promesse sono state fatte. Fino ad oggi restate, tuttavia, solo parole....
Il secondo evento di questo 2013 è recentissimo. La sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di Estra, Consiag e dei sei Comuni soci avverso alla gara che ha visto vincere la distribuzione del gas a Toscana Energia. E' una sentenza storica. Sancisce la fine di un regime. La fine di un modello di governance. La fine di una casta di tecnocrati-politici che si credeva invincibile!
L'apertura del Nuovo Ospedale di Prato è il terzo evento caratterizzante il 2013. E' il terzo nosocomio che la città si costruisce in mille anni di storia. Ce n'era bisogno? Certo che ce n'era bisogno!
Così come c'era bisogno della riapertura del magnifico Palazzo Pretorio. Il Museo Civico chiuso da 20 anni ha regalato ai pratesi, ma soprattutto alle decine di migliaia di visitatori italiani e stranieri, una splendida mostra sul Rinascimento Pratese.
Il 2013 è stato anche l'anno delle Piazze del Centro Storico. Mentre sta per essere completata la splendente Piazza delle Carceri che con il Santuario ed il Castello dell'Imperatore si candida ad entrare nella lista dei beni protetti dall'Unesco perchè patrimonio dell'intera comunità, altre piazze sono state ristrutturate o lo saranno a breve. Bravo assessore Caverni!
Sul piano squisitamente politico gli eventi più rilevanti sono state le elezioni politiche del febbraio scorso che hanno visto l'emergere anche a Prato del M5S come secondo partito e confermato l'estrema consistenza del Partito Democratico.
Il 2013 e' stato anche l'anno della liquefazione della supermaggioranza di centrodestra uscita vincente dalle elezioni 2009. Adesso il sindaco ha un solo voto in più della minoranza. Il suo. Ed al di là di tutte le chiacchiere sulla bontà o meno della Giunta Cenni il dato numerico indica, oltre ogni ragionevole dubbio, il completo fallimento politico del progetto Cenni. Come spesso lo stesso sindaco riconosce.
Il sindaco, da parte sua, ha inanellato nell'ultimo semestre tutta una serie di gaffes e sconfitte politiche non indifferenti. Ad iniziare dall'improvvida proposta, poi abortita, di costruire un nuovo stadio presso la Pista d'Atletica di Via San Martino per Galceti-angolo Via Tirso. Continuando per lo sbertucciato annuncio di realizzare un Monumento al Vento (500.000 euro di costo) sulla cresta calvanina di Castiglioncello. Fino alla concessione ad un amico consigliere personale di un contributo di 35.000 euro. Brutta notizia per Cenni anche il nuovo provvedimento giudiziario che gli pignora l'intero stipendio da sindaco.
Di grande rilevanza l'elezione del nuovo segretario provinciale del PD, Gabriele Bosi. Un giovane chiamato, da accordi tra le maggiori componenti interne, a guidare uno dei partiti più turbolenti della Toscana. Con il chiaro obbiettivo di riconquistare la maggioranza dei voti ed il sindaco alle prossime elezioni.
Particolarmente significativi a Prato i successi ripetuti di Matteo Renzi e dei renziani nelle varie primarie interne.    
Da ultimo occorre segnalare il fenomeno, forse peculiare a Prato, della nascita di innumerevoli Liste Civiche. Talune espressione dei malumori del centrodestra, altre dei malumori esistenti anche nel centrosinistra.
Vedremo quante di queste sopravviveranno fino a presentarsi alle amministrativa di maggio!!
Last but not least gli ultimi giorni dell'anno hanno visto pubblicato il decreto che sancisce la fine della Provincia. Per la quale non saremo più chiamati a votare. Un primo passo verso la totale abolizione di questo ente che particolarmente a Prato non ha dato buone prove di sè!!  


BUON 2014 A TUTTI
    


  







GIORGIO NAPOLITANO

Nato a Napoli il 29 giugno 1925, fin dal 1942, iscrittosi all’Università, ha fatto parte di un gruppo di giovani antifascisti e ha aderito, nel 1945, al Partito comunista italiano, di cui è stato militante e poi dirigente fino alla costituzione del partito democratico della sinistra. È stato eletto alla Camera dei deputati per la prima volta nel 1953 e ne ha fatto parte – tranne che nella IV legislatura - fino al 1996, sempre riconfermato. Dal 1989 al 1992 è stato membro del Parlamento europeo. Nell'XI legislatura, il 3 giugno 1992, è stato eletto Presidente della Camera dei deputati, restando in carica fino alla conclusione della legislatura nell'aprile del 1994. Nella XII legislatura ha fatto parte della Commissione affari esteri ed è stato Presidente della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo. Nella XIII legislatura è stato Ministro dell'interno e per il coordinamento della protezione civile nel Governo Prodi, dal maggio 1996 all'ottobre 1998. Dal 1995 è stato Presidente del Consiglio Italiano del Movimento europeo. Dal giugno 1999 al giugno 2004 è stato Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo. Nella XIV legislatura, è stato nominato Presidente della Fondazione della Camera dei deputati dal Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, mantenendo l’incarico fino alla conclusione della legislatura. Il 23 settembre 2005 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il 10 maggio 2006 è stato eletto Presidente della Repubblica con 543 voti.

31.12.2006 - Il primo....................



LA RUSSIA DI PUTIN

Il 2013 nella Russia di Putin: l'analisi di Anna Zafesova

Il 2013 tra Pussy Riots, liberazione di Mikhail Khodorkovsky, battaglia per l'Ucraina, contrapposizione con gli Usa su Siria e Iran, investimenti per i Giochi olimpici di Sochi e infine attentati di Volgograd. Ma il Pil è sotto le attese e l'economia resta legata all'andamento dei prezzi delle materie prime. I nuovi ricchi russi, il divario sociale: quanto è diffuso il benessere economico

FORUM CON EMMA BONINO

La risoluzione della vicenda che ha coinvolto Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov; la tendenza a politicizzare la gestione di casi affini a quello della Shalabayeva; la posizione dell'Italia rispetto allo scontro geopolitico del Medio Oriente, che si gioca all'interno del mondo musulmano (dalla Tunisia, all'Egitto, alla Siria, alla Turchia, all'Afghanistan); l'Iran, la questione economica, demografica e sociale, la politica estera dell'Unione Europea e degli USA in questo paese, la conferenza di Ginevra II; il sentimento anti-europeo che attraversa l'UE, in vista delle prossime elezioni del 2014; l'esigenza di una riforma della giustizia civile in Italia e la nostra difficoltà a recepire la flebile ripresa economica, le origini tutte interne di gran parte delle criticità italiane; il commercio estero in Italia; i rapporti della Turchia e dell'Ucraina con l'Unione Europea; le priorità del Ministero degli Affari Esteri (la Turchia, la Libia, la Siria), le sue risorse e la sua struttura; le prossime elezioni del Parlamento Europeo e la designazione del Presidendente della Commissione; la presidenza italiana della UE; l'integrazione degli immigrati, il ruolo dell'Unione Europea e la realtà di una società sempre più multietnica

VARIABILE


lunedì 30 dicembre 2013

A TUTTO GAS (?)


La sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto la richiesta di Estra (e di alcuni comuni della Provincia..) di annullare la gara con la quale il Comune di Prato ha affidato la distribuzione del gas a Toscana Energia, oltre alla fine della querelle tra il management di Estra e Consiag con la Giunta comunale pratese segna, probabilmente, anche la fine dello stesso progetto Estra!
Con l'acquisizione del ricco mercato (civile ed industriale) di Prato Toscana Energia consolida in maniera determinante il suo primato di prima azienda toscana nel mercato del gas. E, conseguentemente, marginalizza il ruolo di Estra.
Prima dell'acquisizione del mercato pratese Toscana Energia deteneva il primato regionale:
106 Comuni serviti; 11.000 km di condotte; 1 miliardo e 70 milioni di metri cubi di gas;i 702.000 utenti allacciati alla sua rete; 45% del mercato toscano.
Al secondo posto, non molto distante dai numeri di Toscana Energia, veniva Estra:
oltre 800 milioni di metri cubi di gas venduti all’anno; oltre 420 mila i clienti ; oltre 320 milioni di euro di fatturato; 35% del mercato toscano.
L'esito della gara ed il definitivo pronunciamento del Consiglio di Stato sulla causa giudiziaria consentiranno a Toscana Energia di arrivare al dominio incontrastato sul mercato toscano e sul quello del Centro Italia.
Estra,  società frutto dell'unione delle aziende pubbliche di Prato, Arezzo e Siena dovrà, giocoforza, ridimensionare le sue aspettative. Sempre che, beninteso, le forze pedifughe non abbiano la meglio. C'è già chi, specialmente ad Arezzo, vedrebbe di buon occhio il distacco della loro Coingas da Estra con il ritorno secco alla vecchia municipalizzata d'ambito provinciale. Non  è detto che anche Siena non possa pensare allo stesso percorso. Prato è, di fatto, fuori da ogni giro.
Cosicchè, in cinque anni, l'armata Consiag, che nei precedenti 30 anni aveva fatto il buono ed il cattivo tempo nella nostra città, è stata, praticamente, smantellata. Tutto inizia nel perfido 2009. Quando l'allora presidente di Consiag, Paolo Abati, ebbe la malaugurata idea di diventare, anche formalmente, sindaco di Prato. Non solo non riuscì a prevalere nelle primarie sull'altro candidato del PD, Massimo Carlesi, ma il suo flop elettorale mise le ali al centrodestra pratese per la conquista del Comune dopo 63 anni di governo della sinistra.
Adesso la batosta si completa! La perdita di Prato avrà sicuramente conseguenze anche sul management e sulla dirigenza di Estra. Territori prima marginali si troveranno ad essere quelli più importanti. Di conseguenza vorranno stabilire anche nuovi equilibri interni all'azienda. Tempi neri si prospettano per i nostri avventurosi concittadini. Ma mal voluto non è mai troppo!!
Nei prossimi giorni vedremo che anche i commenti trionfalistici dei vincitori (centrodestra) del confronto si dovranno stemperare. Dovranno essere, per forza, valutati più da vicino i pro ed i contro dell'esito della sentenza del Consiglio di Stato e dell'affidamento a Toscana Energia del nostro gas.
Perchè se da un lato è vero che Toscana Energia dovrà versare nelle casse comunali 18 milioni di euro (li recupererà attraverso le nostre bollette come sostiene qualcuno?...vedremo..) dall'altro dovranno essere attentamente valutate le perdite patrimoniali che subirà il Comune quale proprietario principale di Estra e Consiag!
Una cosa, tuttavia, appare chiara. La partita del gas è stata vinta da Firenze e dai fiorentini. E persa da Prato e dai pratesi. Anche questo è un elemento sul quale, confidiamo, qualche veterocampanilista locale dovrà fare i conti!!