giovedì 2 gennaio 2014

2014


L'anno che si apre oggi per Prato sarà un anno molto importante. A maggio ci saranno le elezioni amministrative per rinnovare sindaco, giunta e consiglio comunale. Per effetto di recenti leggi nazionali i pratesi, viceversa, non eleggeranno più nè il presidente e neppure il consiglio della Provincia. Che in attesa di una riforma costituzionale proseguirà la sua stentata esistenza agli ordini di un commissario (il sindaco della città capoluogo). I cittadini non saranno più neppure chiamati ad eleggere i Consigli Circoscrizionali, aboliti per le città inferiori a 250.000 abitanti.
Ma, naturalmente, l'avvenimento principe del 2014 sarà il rinnovo di sindaco e consiglio comunale di quella che, oramai, è rimasta l'unica grande città del centro Italia in mano alle forze del centrodestra.
Paiono già in campo almeno tre candidati alla poltrona di sindaco. Fausto Barosco per il M5S (o, almeno, di una sua parte..); Simone Tripodi del Partito Democratico e Roberto Dei per una serie di Comitati cittadini.
Ovviamente questi tre nominativi non sono altro che l'avanguardia di altri personaggi che da qui al 23 febbraio (data fissata per le eventuali primarie del PD) scenderanno (saliranno?) sicuramente in campo. Nelle ultime elezioni amministrative i candidati sindaci furono, addirittura, 9!
Come nel 2009 le amministrative saranno abbinate anche quest'anno alle elezioni europee. Cosicchè ci troveremo ad entrare in cabina elettorale con due schede a disposizione.
L'attesa è per conoscere i candidati dei due schieramenti che, con ogni probabilità, si contenderanno la maggioranza del voto dei cittadini pratesi: centrosinistra e centrodestra.
Solo quest'ultimo avrebbe un candidato naturale e di diritto: l'attuale sindaco Roberto Cenni. Tuttavia le incertezze sulla ricandidatura dell'ex patron di Sasch ed ex presidente della Fondazione Cariprato sono notevoli. A parte le vicende giudiziarie che ancora lo riguardano (deve concludersi ancora il procedimento che lo vede avvisato per bancarotta..) sono quelle squisitamente politiche che fanno di Cenni una scommessa della città persa! E' infatti il suo progetto politico (un sindaco civico al di là ed al di sopra delle parti..) ad essere irrimediabilmente fallito. Cenni aveva aggregato intorno al suo nome tutti i partiti del centrodestra e molte liste civiche (non soltanto della destra politica..). Ebbene in questi quasi 5 anni s'è verificato il suo vero e proprio fallimento (politico). Adesso governa con uno striminzitissimo voto di vantaggio (il suo peraltro). La sua maggioranza amplissima ha subito defezioni su defezioni. Perfino il maggior partito, il PDL, non esiste più. Essendosi frazionato nella rinata Forza Italia e nel Nuovo Centro Destra. Delle liste civiche che lo appoggiarono nel 2009 gli rimane soltanto il consenso di "Giovani e Famiglia"......
Tutte le altre o si sono sciolte come neve al sole, o hanno fatto fruttare "alimentarmente" qualche centinaio di voti ricevuti, oppure adesso sono collocate, addirittura, alla sua opposizione.
Non vediamo, pertanto, nè le condizioni politiche e neppure un progetto nuovo (almeno per ora..) che consenta all'ex industriale dell'abbigliamento "usa e getta" di riproporre la propria candidatura.  
Nel campo del centrosinistra l'unico candidato possibile appare un uomo della "corrente" renziana. Difficilmente comprensibile a militanti ed elettori sarebbe, dopo i ripetuti ed amplissimi consensi mietuti in città da Matteo Renzi in tre primarie interne, la scelta di un candidato del PD e del centrosinistra esterno all'area del sindaco di Firenze!
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