mercoledì 1 gennaio 2014

PRATO: LA SICUREZZA


"Prato è la provincia meno sicura d’Italia dopo Milano e Rimini: lo sostiene uno studio dell’università La Sapienza" (TVPrato)
E come TV Prato altri media cittadini hanno commentato alla stessa stregua la ricerca condotta dall'Università "La Sapienza" di Roma per "Italia Oggi". Prato, la nostra città, o meglio la nostra intera Provincia, sarebbe la terz'ultima nella classifica della sicurezza urbana!!
Una balla colossale!! 
Prato è agli ultimi posti della ricerca non per la "sicurezza" ma per la "criminalità"!! 
Essendo proprio la criminalità l'oggetto dell'indagine dell'Università romana. Pare evidente che i giornalisti abbiano voluto giocare sui due termini. Ma equiparando "criminalità" a "sicurezza" si è fatto del cattivo giornalismo. O del sensazionalismo politicamente mirato! Queste ricerche vanno prese non con le molle. Ma con le contromolle! Non esiste parallelo banale tra criminalità e sicurezza urbana. Ognuno è capace di intenderlo. Può esserci una città con un tasso elevatissimo di criminalità ma anche con un'elevata sicurezza dei cittadini. Prendiamo, ad esempio, la città di Medellin in Colombia. Quando era ai vertici del commercio internazionale della droga, Medellin era sicuramente una città ad alto tasso di criminalità giacchè vi operavano le bande criminali di trafficanti di coca più importanti del Sud America (e quindi del Mondo intero....) ma, nel contempo era, per i cittadini normali, una città sicurissima. Pensavano le stesse organizzazioni criminali a mantenere l'ordine e la sicurezza in città. Nessuno poteva sgarrare. La piccola criminalità (lo scippo, il furto, l'aggressione ecc. ecc.) risultavano quasi del tutto assenti. Cosicchè gli abitanti di Medellin potevano tenere la classica chiave nella toppa dell'uscio di casa. C'erano, ovviamente, le guerre tra bande. Che macchiavano di sangue locali, case e strade della città. E che rendevano Medellin il non plus ultra delle città ad alto tasso di criminalità. Ma, come in talune nostre città del Sud, i rischi per la sicurezza del cittadino comune erano quasi del tutto irrilevanti.
Dipingere come fanno alcuni media cittadini Prato come una delle città più insicure d'Italia non ha allora alcun senso. Così come poco senso ha basarsi sui dati della classifica stilata dal quotidiano economico per stilare commenti di tipo socio-politico sulla nostra realtà. Chi lo fa esercita soltanto una propaganda pro domo sua. Generalmente è la destra che si appropria di questo genere di risultati per le proprie campagne securitarie. Meraviglia che a Prato, in spregio nei confronti d'una Giunta di Centrodestra, siano dirigenti e militanti della sinistra a cadere nel trappolone della sicurezza. Prato non è affatto una città insicura! Se solo si potesse fare una ricerca sulla percezione che ne hanno i propri abitanti si scoprirebbe che Prato è invece, mediamente sicura. Ma non c'entra assolutamente niente la polemica politica. Prato è sicura adesso, con la destra che la governa, così come era sicura ieri. Quando a governare c'era la sinistra.
Il dato sulla criminalità deve essere letto, interpretato e spiegato. La ricerca della "Sapienza" si basa sul numero dei reati che vengono denunciati ogni mille abitanti. Ed è del tutto chiaro che per la nostra Provincia i numeri che dominano sono quelli riferibili al capoluogo. Che con i suoi quasi 200.000 abitanti rappresenta il 90% del dato demografico provinciale e, dunque, accentra pure la statistica dei reati che vengono compiuti. Andando a verificare la qualità dei reati denunciati scopriamo, inoltre, che per la stragrande maggioranza si tratta di reati contro il patrimonio.  
E dentro questa tipologia di reato c'è, ovviamente, di tutto. Certo anche il furto, la rapina ecc. ecc. ma pure reati di tipo, diciamo così, economico. Che, specialmente in un periodo prolungato di grave crisi, risultano nettamente prevalenti. Fallimenti, truffe, bancarotte, protesti, mancati pagamenti ecc. ecc. vanno ad ingrossare la statistica "criminale" della nostra Provincia. Tuttavia, e nonostante il giusto allarme sociale che destano, sono tipologie di reati che non vanno ad intaccare la sicurezza urbana. Intendiamoci, come qualsiasi grande e media città italiana, europea e del mondo anche Prato ha la sua quota di reati (aggressioni, furti in appartamenti, scippi, spaccio di droga, ecc. ecc.)  che invece alimentano il senso di insicurezza dei cittadini. Ma, anche in considerazione del melting pot di 110 etnie che convivono sul nostro territorio, il tutto deve essere considerato quasi fisiologico. Prato, in conclusione, al di là delle polemiche politiche, è e deve essere considerata una città sicura!! 
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