sabato 29 marzo 2014

AREA EX OSPEDALE: VINCE IL PARCO URBANO DELLE MURA



Ieri mattina Franco Aspite, referente del Tavolo Partecipativo indetto dall'Amministrazione Comunale per l'individuazione di proposte di riutilizzo dell'area dell'ex Ospedale Misericordia e Dolce, ha consegnato al sindaco Roberto Cenni il documento finale così come previsto dalla normativa del Comune di Prato.
Nonostante il Tavolo abbia visto nelle sue 13 riunioni pubbliche la presenza di qualche centinaio di cittadini il documento consegnato al sindaco è stato redatto e votato da 10 persone (compreso il referente). Questo perchè il Regolamento comunale per la Partecipazione prevede che solo i presenti ad almeno il 75% delle occasioni di confronto siano abilitati alla stesura dell'atto conclusivo.
10 persone non fanno, evidentemente, Partecipazione. Lo strumento dovrà essere obbligatoriamente rivisitato. Non è possibile ritenere che 10 cittadini siano in grado di essere rappresentativi del comune sentire della città.
Tuttavia, nonostante questo aspetto decisamente deludente, il documento finale accoglie e propone quel che, a maggioranza, è uscito dalle discussioni del gruppo. E, soprattutto, dall'esito dei due sondaggi: on line e con il gazebo del 15 marzo in Piazza Mercatale. 
Dalla lettura del documento posto all'attenzione dell'Amministrazione Comunale due dati emergono sugli altri: 1) L'area dell'ex Misericordia e Dolce deve essere mantenuta ad una funzione pubblica;
2) Tra le proposte di riutilizzo pubblico l'opzione vincente è quella che prevede la realizzazione di un Parco Urbano delle Mura.
Sul primo punto il documento finale del Tavolo sostiene  che "La funzione pubblica dovrebbe mettere al sicuro l’area dalla possibile parcellizzazione che potrebbe scaturire da una vendita frazionata .
È’ importante che il Comune eviti la vendita ai privati che trasformerebbe l’area, bene patrimoniale risorsa di tutti i cittadini, in luogo esclusivo a vantaggio di pochi.
L’interesse pubblico è indispensabile per assicurare la funzione sociale dell’area dell’ ex ospedale."
Sul secondo punto il documento chiarisce che "Non dobbiamo avere paura di realizzare degli spazi aperti indispensabili per il futuro di Prato e della Toscana, beni preziosi per tutta l’umanità presente e futura. Gli spazi aperti costituiscono una fonte di benessere e salute per i cittadini. Alberi, cespugli e aree di erba nelle città, offrono senza dubbio una serie di servizi ecologici, come ad esempio migliore qualità dell’aria, protezione contro le alluvioni, micro-clima, ombra e luoghi di svago. Il parco, come idea, sembra a buon diritto poter occupare il rango più elevato nella contemporanea creazione di luoghi , dove lo spazio plasmato come area a parco assolve anche un ruolo infrastrutturale, di collegamento tra il centro storico e la città al suo margine. Il parco deve avere molteplicità di usi e funzioni, un luogo di incontro, aggregazione e divertimento, non deve essere visto come uno spazio verde fine a se stesso. Dovrà essere uno spazio flessibile che permetta una molteplicità di usi. In centro storico mancano spazi per lo sport e per l’aggregazione dei giovani e quindi sarebbe auspicabile che il progetto del nuovo parco considerasse funzioni inerenti al queste attività . Il parco è l’occasione di proteggere, valorizzare, riconnettere l’ambiente urbano. Un abile rammendo tra il dentro e il fuori delle mura, dove il progetto degli spazi verdi, delle aree pavimentate, dei percorsi, delle piantumazioni e degli elementi storici costituiscono memoria della terra di Prato."
Il Tavolo, inoltre, ha messo la parola fine anche su altri due punti: i famosi 43.000.000 di euro che il Comune di Prato s'era impegnato a versare alla Regione per ritornare in possesso dell'area e l'ipotesi di riutilizzo degli edifici adesso abbandonati.
Sulla prima questione:L’incontro del 13 gennaio 2014 avuto con i Dirigenti del Comune è stato particolarmente proficuo, in quanto ha portato un chiarimento sulla risoluzione dell’accordo del 2005 tra la Regione Toscana e la Asl 4 ,da una parte, e il Comune di Prato dall’altra . Il contratto preliminare di acquisto era fin dall'inizio sottoposto a una sospensiva di efficacia indicata nell'inizio della costruzione del Nuovo Ospedale di Prato da effettuare entro la data del 31 dic. 2006 , che come noto non è avvenuto . Da questo fatto ne deriva che :  il Comune non ha più nessun vincolo giuridico ad acquistare o riacquistare la proprietà di quell'immobile;  il Comune non ha più neppure un vincolo a valorizzare tramite trasformazione di destinazione d'uso l'immobile esistente. Ne consegue che la discussione sul destino dell’area si sposta su un piano prettamente politico ."
Sul secondo punto "E’ stata valutata anche l’ipotesi che parte dell’edificato possa essere recuperato ad altre funzioni.
Il recupero degli edifici deve essere preceduto però da un’attenta valutazione dei costi e dei benefici anche sul piano della compatibilità dal punto di vista dell’impatto ambientale nei confronti delle preesistenze storiche (le mura)
Le operazioni dovranno essere precedute da un lavoro di programmazione con l’esecuzione di analisi diagnostiche e studi di fattibilità sia per quanto riguarda la sicurezza statica, sia per la valutazione dell’efficienza energetica .
Infatti le direttive europee (2012/27/UE) individuano nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente un settore strategico per la riduzione dei consumi energetici, essendo responsabile del 40% dei consumi totali e delle emissioni d’inquinamento in atmosfera. Obbligano gli enti pubblici, proprietari degli immobili, a soddisfare i requisiti minimi di legge per la prestazione energetica in caso di ristrutturazioni pesanti". Come dire che ristrutturare, oltre al costo paesaggistico, urbanistico ed architettonico, costerebbe assai di più che costruire ex novo e con esiti assai meno positivi.
Come dicevamo sono stati più che altro le risposte dei cittadini ai due sondaggi a far pendere la bilancia verso la realizzazione del Parco Urbano delle Mura. Intanto per la forza dei numeri.
Sono stati, infatti, 422 i cittadini coinvolti (331 attraverso un questionario cartaceo e 91 attraverso il web, tutti e due a risposte multiple). 
I risultati sono in linea con quanto avevamo già anticipato in un nostro precedente articolo (http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/03/sondaggio-partecipativo.html)
322 rispondenti chiedono che l'ex Misericordia e Dolce rimanga un'area pubblica. Solo 4 ne richiedono la privatizzazione; 18 che l'area sia mista privata e 77 mista pubblica.
Chiedono la realizzazione del Parco delle Mura Urbane 242 cittadini contro 192 che ne vorrebbero mantenere la destinazione sanitaria.
352 cittadini-rispondenti chiedono la demolizione totale o parziale degli attuali edifici. Solo 81 vorrebbero mantenerli così come sono.
170 sono state le risposte pervenute dai cittadini residenti in Centro Storico. La stragrande maggioranza chiede la realizzazione del Parco. Che vince anche nelle restanti circoscrizioni seppure in misura più limitata.
Interessante anche la divisione dei rispondenti per fasce d'età. In quelle tra 35-60 anni e tra i minori di 35 anni vince a mani basse l'ipotesi del Parco. Tra gli over 60 v'è invece una leggerissima prevalenza di coloro che prevedono un mantenimento di funzioni sanitarie.
Chiaro? Chiarissimo. Dalla lettura del documento e dai risultati dei due sondaggi è evidente che risultano largamente sconfitte le ipotesi di riutilizzo a fine privato dell'area ex ospedale sostenute dal sindaco Cenni e dal governatore toscano Enrico Rossi. Ed anche quelle di un riutilizzo di parte degli edifici a fini sanitari sostenute dal Comitato per il Polo Oncologico. Che, finalmente, ha calato la maschera di associazione al di fuori ed al di sopra dei partiti. Sia il presidente Carlo Alberto Bianchi Rossi che quasi tutti i componenti del Direttivo hanno fatto outing a favore della rielezione del sindaco Cenni. Altro che Comitato a-partitico come voleva accreditarlo la sua presidenza. Ci dispiace per la loro sconfitta. Nonostante l'enorme quantità dichiarata di adesioni (pare oltre 6.000) e gli appelli di Bianchi Rossi ad votare i sondaggi, scarso è stato il riscontro dei "polisti" nelle urne virtuali e non allestite dagli organizzatori del Tavolo. Dimostrando che i cittadini pratesi non sono stati disponibili a farsi prendere per il naso da quel Comitato. E neppure a farsi intenerire più di tanto dal nobile scopo per il quale lo stesso pareva esser nato. Confidiamo che adesso sia Roberto Cenni che il Comitato vogliano tener conto, per il futuro, dell'esito della Partecipazione. Smettendo, in particolare, di strumentalizzare malattie e dolore per fini diversi e non dichiarati apertamente. 


  
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