martedì 18 marzo 2014

CENNI ED IL NUOVO CENTRO DESTRA


Appare ormai molto probabile che anche il NCD di Alberto Magnolfi (di cui si narra da giorni di un incontro semiclandestino fiorentino con Matteo Biffoni..) sia pronto a mollare la coalizione del sindaco. I motivi ufficiali li ha spiegati ieri il capogruppo regionale in una conferenza stampa insieme a Gaetano Quagliariello.
Il programma del sindaco è pieno di no; è isolazionista, campanilista, pseudopratocentrico. Non va bene al NCD neppure la rigida posizione contraria sull'aeroporto di Peretola. Ed altro ancora.
Ma in realtà tutto questo, pur vero e reale, appare solo fuffa buona per i giornalisti.
Quel che si muove sotto è ben altro.  
Magnolfi ed NCD, ma anche Forza Italia, hanno da tempo mangiato la foglia.
Ovvero sono ben consapevoli che la strategia elettorale di Roberto Cenni è in rotta di collisione clamorosa con i loro partiti. L'estenuante ritrosia con la quale il sindaco rimanda di settimana in settimana la sua decisione di ricandidarsi non è affatto legata al consenso che la coalizione di centrodestra saprà assicurargli.
Il fatto è che a Roberto Cenni non interessano per niente i posizionamenti dei partiti alleati. A questo punto l'unica cosa che veramente lo intriga è la sua personale lista civica.
Il sindaco pare consapevole che alle prossime elezioni amministrative le probabilità di una sua riconferma sono ridotte al lumicino. Ieri, peraltro, nel corso del Consiglio Comunale straordinario sul lavoro, sono suonate "a morto" anche le campane delle grandi organizzazioni economiche cittadine. Ad iniziare dall'Unione Industriali! Cenni prende atto.  Ma sa anche che non tutto è già perduto. Se la sua Lista Civica "Cenni per Prato" (o come si chiamerà..) avrà un buon risultato ottenendo, ad esempio, un numero di consiglieri pari o superiore a Forza Italia ed NCD (gli unici due partiti che nel centrodestra otterranno, probabilmente, l'elezione di qualche consigliere....) il suo futuro di politico cittadino sarà comunque assicurato. Pur collocandosi all'opposizione Roberto Cenni potrà continuare a giocare un ruolo di primo piano negli assetti del potere reale pratese.
Ma per ottenere l'ottimo risultato a cui aspira con la sua Lista Cenni deve, giocoforza, pescare elettori prima di tutto nel suo bacino naturale: quello del centrodestra e segnatamente tra il tradizionale elettorato dell'ex PDL. Più voti gli arriveranno da quel versante e più in difficoltà saranno Forza Italia e NCD.
Riccardo Mazzoni e Alberto Magnolfi hanno ben chiaro il problema: il successo della Lista di Cenni equivarrà al loro personale insuccesso ed a quello dei loro partiti. Con la differenza che mentre per Mazzoni i margini di manovra sono praticamente inesistenti per gli scissionisti di NCD e per Magnolfi esiste la possibilità di agitare un piano B. o, addirittura, uno C. Ovvero presentarsi da soli facendo il filo al centrosinistra ed a Biffoni (dal momento che non ci sarà sicuramente l'opportunità politica di farci alleanza da subito...magari confidando in un ballottaggio...) oppure presentarsi da soli in contrapposizione sia a Roberto Cenni che a Matteo Biffoni. Confidando, anche per questa via, di riuscire a raggiungere anche a Prato quel 4, 4.5% di cui il NCD è accreditato dai sondaggi nazionali.      
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