mercoledì 19 marzo 2014

LA VIGNA DEL VICINO...I PADRI (ED I PARTITI) SEPARATI









Quali recondite armonie hanno consentito ieri in Commissione Urbanistica la (provvisoria) bocciatura della delibera che prevedeva la costruzione di appartamenti per padri separati in Via Leopardi a Grignano? Con il fattivo, e decisivo,  voto contrario di Carlo La Vigna (NCD)?
Padri separati o maggioranza separata? O in bilico? Ovvero prove di maggioranza futura?
Nel frattempo possiamo affermare tranquillamente che, nel merito del provvedimento, La Vigna (e gli Indipendenti per Prato ed il PD) hanno ragione.
Osserviamo preliminarmente che i 5 appartamenti per padri separati hanno il dono dell'ubiquità! Otto mesi fa l'intenzione dell'amministrazione comunale era quella di realizzarli a Iolo, in Garduna! Nel contesto di un'operazione di restyling di quel quartiere e senza che venisse consumato un metro di terreno vergine.
Da ieri, invece, apprendiamo che l'intervento di social housing verrebbe realizzato a Grignano, in Via Leopardi. Su un terreno adesso destinato a verde pubblico (area evidenziata nella prima foto). Praticamente si tratta di un giardinetto condominiale (vedi foto), a servizio di un'area fortemente cementificata nel corso degli ultimissimi anni. 
Non ci pare affatto la stessa cosa!  
Ha avuto perfettamente ragione allora Carlo La Vigna ad unire il suo personale dissenso a quello dei consiglieri d'opposizione. E', tuttavia, evidente che l'atteggiamento dell'esponente NCD abbia anche risvolti politici generali. Il giorno prima Alberto Magnolfi (con Gaetano Quagliariello) aveva avuto buon gioco a criticare sindaco e maggioranza sui futuri progetti amministrativi. Segnalando come NCD e Cenni siano in rotta di collisione soprattutto  riguardo gli atteggiamenti da assumere nei rapporti con Firenze e l'area metropolitana ed il nuovo aeroporto di Peretola. 
Specialmente la critica all'isolazionismo campanilistico di Roberto Cenni ci trova d'accordo. 
Non comprendiamo per niente la proposta di chi vuol fare di Capalle, il Rosi, Ponte all'Agna e Ponte alla Rasora, le nuove colonne d'Ercole di Prato. E' un atteggiamento miope che può portare solo danni per la nostra città. Che non è mai stata isolazionista. E che, anzi, ha sempre cercato di proiettarsi fuori dal proprio territorio. A cominciare dal suo figlio più grande. Francesco Datini è l'inventore della globalizzazione ante litteram. L'uomo che ha disegnato i primi caratteri del commercio internazionale come giusta dimensione per Prato. Soltanto ipotizzare per la città un destino entro le proprie mura ed i propri confini vuol dire farla arretrare di 700 anni. D'altra parte ci son bastate le "sperimentazioni" che la Giunta Cenni ha fatto nei suoi cinque anni di governo per vedere che la strada non è e non può essere che quella dell'integrazione di Prato all'interno del contesto dell'area metropolitana. Che è l'unica maniera per Prato ed i pratesi di contare qualcosa nel governo della Piana FI-PO-PT.   


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