domenica 23 marzo 2014

NOP-SANTO STEFANO-PARCHEGGIO

N.B. Sulla home page del blog è possibile votare il proprio partito (o lista) preferito! E' solo un divertissement, naturalmente.
Eccoli ancora all'opera. Instancabili! Gli avvoltoi che da tempo s'aggirano intorno al Nuovo Ospedale di Prato (NOP)-Santo Stefano adesso hanno trovato un nuovo oggetto delle loro acrimoniose critiche. Svanito l'effetto dei fumi che fuoriescono dalla palazzina tecnologica; smarrito il problema del rumore che interessava le abitazioni di Via Ciulli vicine alla ferrovia; terminato l'allarme sul Pronto Soccorso; chiusa la storia del bar interno; seppellita la vicenda dei medici costretti a dormire in sacco a pelo; dispersa nel nulla la statistica farlocca sull'aumento dei decessi al Nuovo Ospedale, adesso i medesimi soggetti hanno messo nel loro mirino il parcheggio interno al NOP. O meglio. Il fatto che il parcheggio sia a pagamento. Perbacco! Questa, si devono essere detti, è un occasione di polemica anche migliore delle altre. In questo caso i cittadini dovrebbero corrispondere al meglio. Si tratta di soldi che escono dalle loro tasche. E si tratta di una vera e propria "tassa sul dolore". Così come hanno voluto chiamare, senza un briciolo di rossore, la tariffa del parcheggio ospedaliero.
Certo comprendiamo perfettamente che, per dirla alla Catalano, il parcheggio ospedaliero sarebbe assai meglio fosse completamente gratuito per tutti invece che a pagamento. D'altra parte anche parcheggiare lungo molte strade cittadine (per non dire nei parcheggi urbani..) è, da non moltissimi anni, a pagamento. E prima era del tutto gratuito. Chissà perchè su questo non ci sono state nè "sollevazioni popolari" (si fa per dire..) nè critiche e nemmeno interventi della politica.
Tuttavia vorremmo ricordare alle smemorate prefiche (occhio..non è una parolaccia...) adoratrici del tutto gratis che, viceversa, i cittadini erano costretti a pagare anche i vecchi e scomodissimi parcheggi del Misericordia e Dolce: Piazza Macelli, Via Monnet, Via Genova. Solo in occasione del "passo" la sosta era gratuita.
Ma bisognava stare molto attenti al tempo di sosta. Se "bucavi" oltre l'orario del "passo" non era improbabile, al ritorno, trovarsi pure una bella multa sul parabrezza. Perchè quei parcheggi, a differenza del nuovo, erano "a tempo". Non era possibile, infatti, pagare per quanto avevi sostato. Bisognava comprare il ticket dalla macchinetta presupponendo un particolare tempo di permanenza all'interno dell'Ospedale. Se, per qualsiasi motivo, il tempo "pagato" veniva superato,  il veicolo era passibile di multa per sosta oltre il limite. Per contro potevi anche pagare di più di quanto necessario.
Ma ci preme, adesso, considerare altri aspetti della questione. Aspetti che i "piagnoni" della polemica volutamente o meno evitano di affrontare. Il parcheggio è un servizio reso al cittadino automobilista. E dunque occorre anche confrontare il servizio che rendevano i vecchi parcheggi del Misericordia e Dolce e quelli che offre adesso quello del NOP.
Cominciamo dalla distanza. Ovvero dallo stallo più lontano all'ingresso dell'Ospedale. Il parcheggio di Via Monnet era distante dall'ingresso del MeD circa 600 metri. Quelli più vicini (Via Cavour, Via Genova e Piazza Macelli) dai 350 ai 500 metri. Tutti e tre i parcheggi non erano custoditi nè regolamentati. Cosicchè per trovare uno stallo libero era spesso necessario fare diverse ricognizioni su tutti e tre i parcheggi. Oppure affidarsi ai "facilitatori" della sosta. Gli immigrati che ti indicavano (per  un obolo volontario..) uno stallo libero. Peraltro questi "posteggiatori" erano spesso presi di mira dagli stessi "untori" d'oggi..! Come abbiamo già detto l'utente doveva prevedere il suo tempo di sosta. Pagando di conseguenza. Con il risultato che talvolta si pagava più del dovuto ed altre volte meno del dovuto. Rischiando la multa. L'utente dei tre parcheggi del MeD doveva, inoltre, risalire Via Genova, Via Monnet o Piazza Macelli e attraversare la trafficatissima Via Cavour. E, spesso, questa semplice operazione diventava quasi un'impresa. Specialmente per i cittadini più anziani o per i disabili motori.
Il nuovo parcheggio del NOP è situato, viceversa, a 50 metri dall'ingresso del nosocomio. Facilmente accessibile. Senza alcun ostacolo da evitare. E l'utente paga quanto "consuma". Con una franchigia di 40 minuti gratuita che consente una tranquilla visita ai pazienti! Differentemente dal MeD i reparti di degenza del NOP sono assai più vicini all'ingresso. Il che vuol dire che dal momento del parcheggio al momento dell'arrivo nella camera del paziente non passano più di 10 minuti. Consentendo, dunque, una visita di circa 20 minuti. Più che sufficiente per l'ordinarietà!
Al pubblico che segue la demagogica campagna del "tutto gratis" occorre far comprendere che, in realtà, quel che sostengono gli interessati proponenti il "free parking" è una falsa proposta. Non esistono servizi che possono essere offerti gratuitamente. Ogni cosa ha un costo. Che viene pagato o dalla fiscalità generale oppure dal singolo utilizzatore.  
Com'è noto il NOP è stato costruito con il sistema del project financing. Ovvero con parte della spesa occorrente a carico delle imprese appaltatrici. Le quali, ovviamente, hanno la necessità e l'obbligo (per non andare a gambe all'aria) di ottenere il ristoro del loro investimento con la gestione di taluni servizi del complesso ospedaliero (cucina, pulizia, parcheggio, bar, edicola, ecc. ecc.). La formula del project financing può essere, naturalmente, sottoposta ad ogni critica. Tuttavia per il NOP è cosa fatta. Mica è possibile tornare indietro. Dunque le "iene" che s'accaniscono intorno all'osso di Via Suor Niccolina Infermiera dovrebbero, almeno nelle loro frazioni più politiche, tenere atteggiamenti responsabili ed equilibrati. Informando i cittadini, ad esempio, che ove non si fosse fatto ricorso a quel sistema tutte le risorse necessarie per il NOP sarebbero state a carico della spesa pubblica. Ovvero delle tasse! 
A meno di non tenersi, come sostiene una frangia dei critici,  ancora per chi sa quanti anni, il vecchio, malandato e precario Misericordia e Dolce. Il cui destino futuro, peraltro, è il target sicuro (con fine cementificatorio...) di gran parte degli esagitati fautori del tutto a tutti e tutto gratuito!   

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