venerdì 21 marzo 2014

QUADRO POLITICO

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Con la decisione dello staff nazionale del M5S circa la soluzione della questione Prato, il quadro politico per le amministrative di maggio è destinato, comunque, a cambiare profondamente. Gli elettori troveranno sicuramente sulla scheda da portare in cabina una lista del Movimento fondato da Beppe Grillo. Dalle "pratesarie", infatti, uno dei due gruppi che si contendono il simbolo risulterà vincente e potrà essere certificato da Casaleggio e Grillo. In attesa che si sciolga anche il "mistero" Cenni un'altra casella sarà pertanto riempita. E' una casella pesante. Il M5S alle politiche del febbraio 2013 ottenne in città un risultato del tutto omogeneo a quello nazionale. 24.185 voti, pari al 23,48%, fecero del M5S il secondo partito cittadino (primo il PD con 38.816 voti pari al 37,68%). Anche se si ragiona in termini di coalizioni il M5S risulta, da solo, il secondo schieramento. A fronte del complessivo 40,80% dei voti conquistati dal centrosinistra c'è il misero 21,81% raggranellato dal centrodestra. Se, per avventura, lo stesso risultato si verificasse anche il 25 maggio prossimo, ci sarebbe un ballottaggio tra l'alleanza di sinistra e lo stesso M5S. Che potrebbe aprire, anche a Prato, scenari mai visti e/o immaginati. Naturalmente questo è un ragionamento di carta. Alle amministrative raramente vengono rispettati i valori delle politiche. Troppe le note ed i colori locali che incidono sul comportamento degli elettori per considerare scontata una riproposta dei precedenti risultati. Tuttavia i comportamenti delle varie forze politiche in campo autorizzano a ritenere possibile uno sconvolgimento degli attuali equilibri esistenti in Consiglio Comunale. Il surplace prolungatissimo del sindaco Roberto Cenni nello sciogliere le sue riserve; l'estrema difficoltà dei suoi rapporti con i partiti che l'hanno sostenuto nel 2009; l'incertezza sulla presenza o meno di suoi fidatissimi alleati, potrebbe portare, ad esempio, a clamorose sorprese. Non si può escludere affatto che, in fine di partita, Roberto Cenni decida di scendere in campo "armato" della sua sola Lista Civica. Lasciando al loro destino l'impalpabile Forza Italia del perplesso Riccardo Mazzoni ed il recalcitrante NCD di Alberto Magnolfi. Ed "imbarcando" nella sua lista solo gli amici fidatissimi che l'hanno spalleggiato lealmente nei suoi cinque anni di sindacatura. Questa opzione potrebbe infatti trarre dall'imbarazzo di una corsa solitaria la dimezzata UDC di Giovanni Bambagioni. E consentire l'eventuale ripescaggio "civico" del capogruppo della Lega Nord Emilio Paradiso. Ove la sua espulsione dal partito fosse definitivamente sancita da decisioni milanesi. Fantasie? Certo. Può essere. Tuttavia questa drastica soluzione sarebbe la logica conseguenza del ragionamento politico che Cenni è venuto svolgendo da oltre un anno a questa parte. Intestando le difficoltà del suo governo alla litigiosità partitica interna alla sua maggioranza e richiedendo improbabili giuramenti di fedeltà sul suo operato per l'eventuale secondo mandato il sindaco ha scaricato altrove le ragioni profonde che hanno determinato l'esplosione e la frammentazione della sua potente maggioranza del 2009. Ed i segnali che gli sono arrivati in questi mesi certo non hanno contribuito a rasserenarlo sul suo futuro. Taglio netto quindi. Assunzione piena di responsabilità. Lista Civica unita ed unica, ancorchè sui generis. E quel che sarà sarà!     
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