lunedì 10 marzo 2014

SETTIMANA POLITICA (4)


Un'altra settimana se n'è andata. E Roberto Cenni ancora non ha deciso ufficialmente sulla sua ricandidatura.
Lo comprendiamo perfettamente. Ed anche alla luce degli ultimissimi avvenimenti le sue ritrosie e perplessità invece che diminuire aumentano (dovrebbero aumentare) tutti i giorni.
E' ancora andata virulentemente avanti la querelle polemica tra il suo consigliere preferito e l'assessore Aldo Milone.Tanto che quest'ultimo s'è visto costretto a proporre a Cenni un aut aut: o io oppure Paolo Calamai ed i suoi! Ma altri fatti negativi si sono venuti manifestando.
A cominciare dall'espulsione dalla Lega Nord Toscana del capogruppo del partito in consiglio comunale Emilio Paradiso. Uno dei consiglieri ritenuti più fedeli al sindaco. Se anche il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, confermerà il provvedimento la Lega sarà di fatto scomparsa dal panorama politico istituzionale pratese. Dopo il boom di voti alle amministrative del 2009, quasi 5.000 voti per oltre il 5% dei consensi e ben tre consiglieri comunali più un consigliere provinciale, adesso la Lega Nord si ritrova infatti con la sola presenza istituzionale della consigliera della Circoscrizione Est Patrizia Ovattoni.
Più che una sconfitta del "pensiero" leghista a Prato si è trattato di un vero e proprio sfacelo politico.
Che fa prevedere per il 25 maggio prossimo la cancellazione di quella formazione dai risultati delle urne.
Situazione criticissima pure dalle parti dell'UDC (nel 2009 oltre 3000 voti e oltre il 3% dei consensi). Se la maggioranza bambagioniana conferma la sua fedeltà a Roberto Cenni ed al centrodestra, l'agguerrita minoranza che fa capo all'ex segretario provinciale Enrico Mencattini fa outing, addirittura, per Biffoni ed il centrosinistra. Chiedendo al proprio partito, per di più, di evitare coalizioni locali con Forza Italia.
Gatte da pelare di non poco conto per il sindaco uscente. Il quale non s'era fatto pregare a dichiarare che la sua eventuale ricandidatura era sottoposta anche alla qualità delle alleanze che sul suo nome si sarebbero potute e dovute formalizzare. Ma a giudicare anche dagli ultimissimi avvenimenti (per tacere delle polemiche tra i due partiti più forti del centrodestra Forza Italia e NCD) pare che questo auspicio sia ben lungi dall'essersi realizzato. La forte coalizione che s'era creata nel 2009 è ormai una chimera.
Acque increspate anche in casa PD. Un'intervista all'ex sindaco Romagnoli, con domande natura tecnica, sfocia in un vero e proprio boccone politico avvelenato. Secondo Romagnoli il PD è, per sua natura, un partito correntizio che ha nel suo DNA il gene dell'inaffidabilità. Parole che riportano la sinistra alle sciagure del 2009. Cose che l'elezione di Gabriele Bosi a segretario provinciale e l'indicazione unanime di Matteo Biffoni a candidato sindaco parevano aver allontanato dal quadro politico d'oggi! Tuttavia conviene, e converrà anche a Biffoni, credere alle parole di Marco Romagnoli. Perchè, pur lontano adesso dalla politica attiva, conserva sempre suoi precisi collegamenti all'interno dei democrats pratesi.   
Continua, se ce ne fosse stato bisogno, il cupio dissolvi del M5S cittadino. L'occasione in settimana è stata la mancata presenza di un deputato alle visite presso GIDA ed alla frana di Migliana. Le controversie tra i due gruppi pentastellati cittadini stavolta hanno coinvolto pure uno dei cavalli di battaglia politica dei 5 stelle: l'inceneritore di  Baciacavallo. Sortendo l'effetto dell'allontamento di Adriana Pagliai, la pausa di riflessione di Fausto Barosco ed altri non gradevoli abbandoni di militanti. Si fa sempre più concreta l'ipotesi che vede l'assenza di una lista del M5S alle prossime elezioni amministrative. E la conseguente corsa degli altri partiti a provare di accaparrarsi i consensi dei delusi elettori stellati.
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