lunedì 31 marzo 2014

VERSO LE ELEZIONI


Comunque la pensiate il fatto più rilevante della scorsa settimana politica è stato l'annuncio della ri-candidatura del sindaco Roberto Cenni per le prossime amministrative comunali. E' stato un parto lento e difficile. Cesarista più che cesareo. E doloroso. Con conseguenze ancora tutte da valutare. E con il rinnovarsi delle polemiche all'interno della coalizione che, affiancando la sua lista civica, sosterrà l'ex patron di Sasch, uomo solo al comando!
"Una falsa partenza" ha chiosato il senatore Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale di Forza Italia. Mazzoni, la cui forza propulsiva all'interno del centrodestra cittadino sembra in via di rapido esaurimento, s'è fatto portavoce dei fortissimi malumori degli assessori uscenti del suo partito per essere stati ignorati da Roberto Cenni. La loro assenza alla cena dei Ciliani è stata vissuta come un affronto ed una mancanza di rispetto verso il ruolo di sostegno leale al sindaco durante tutta la sua sindacatura. E forse anche come possibile bocciatura per un nuovo eventuale governo cittadino. Com'è noto, infatti, dalle prossime elezioni la Giunta pratese non potrà superare il numero di 8 assessori. Dunque almeno 4 degli attuali responsabili dei "ministeri" comunali dovranno giocoforza essere tagliati via. Pare chiaro che Roberto Cenni abbia già messo le mani avanti. Tre degli attuali assessori (Adriano Ballerini, Dante Mondanelli ed Annalisa Nocentini) correranno nella sua lista. Un altro, Gianni Cenni, ex PDL ma non aderente alla nuova Forza Italia, era ben presente alla cena. Sembrano destinati ad una sicura riconferma. Gli esclusi, dunque, si sentono in odore di giubilazione. Giacchè rimarranno a disposizione degli alleati solo 4 assessorati. Ben che vadano le elezioni a Forza Italia difficilmente ne potranno toccare più di due. Poichè altri due dovrebbero rimanere in casa Lega Nord e/o UDC e/o Prato Libera e Sicura. Nel caso paiono avvantaggiati, per diversi motivi facilmente comprensibili, l'attuale vicesindaco Goffredo Borchi e Filippo Bernocchi. Il messaggio indirettamente lanciato dal sindaco deve essere arrivato forte e chiaro. Specialmente agli orecchi di Rita Pieri e Giorgio Silli. Che, infatti, paiono quelli più indispettiti dal mancato invito all'evento. 
Naturalmente rilevante è stato anche l'annuncio che il Nuovo Centro Destra non farà parte della coalizione cenniana. Alberto Magnolfi ed i suoi correranno o da soli ovvero in una minuscola coalizione con altra/e liste civiche. E' la logica conseguenza degli strappi e dei contrasti succedutisi nell'ex PDL a seguito dell'ultimo fatale congresso provinciale. Ed anche il razionale esito delle divergenze programmatiche su almeno due punti centrali del futuro della città: aeroporto di Peretola ed area metropolitana.
Attenzione alla posizione del NCD. Potrebbero esserci immediati riflessi sull'attuale maggioranza. Sono due, infatti, i consiglieri dell'ex PDL che hanno aderito alla formazione alfaniana: Carlo La Vigna e Piero Bardazzi.
Nel consiglio di giovedì prossimo, 4 aprile, probabilmente sarà in discussione ed in approvazione la delibera che prevede la costruzione di un edificio di 5 appartamenti per padri separati al posto di un giardino in Via Leopardi a Cafaggio. Già in commissione La Vigna ha votato contro. Se anche in aula consiliare l'ex ufficiale dei Carabinieri, con l'aggiunta di Bardazzi, dovesse negare il suo voto favorevole (com'è al momento probabile) la delibera verrebbe inesorabilmente bocciata. E la maggioranza battuta. Provocando le possibili dimissioni anticipate del sindaco e della Giunta ed il precoce scioglimento (ancorchè di solo qualche giorno..) del consiglio comunale. Ma, al di là delle conseguenze pratiche, sarebbe un duro colpo sotto il profilo politico per Cenni ed i suoi. Poichè renderebbe ancora più debole il tentativo di riconquista di Palazzo Comunale. 
In effetti se alla defezione del NCD si sommano le precedenti uscite dalla maggioranza cenniana del 2009 di Riccardo Bini, degli Indipendenti per Prato e della lista civica "La Città Per Noi" e la stessa dispersione dei consiglieri eletti con la Lega Nord il risultato di cinque anni di governo del centrodestra finisce nella frantumazione totale dell'ex maggioranza. E non sarà difficile per nessuno attribuirne il demerito a chi aveva il compito di tenere unita e coesa la propria alleanza: Roberto Cenni.
Assolutamente da segnalare, ovviamente, anche la risoluzione, per via di votazione on line assai poco trasparente e secretata dallo staff nazionale, della controversia tra i due gruppi cittadini del M5S.  Da lunedì scorso è chiaro che sulla scheda elettorale i cittadini troveranno il simbolo di Beppe Grillo. Poco importa se il candidato sindaco sarà Mariangela Verdolini invece dello strafavorito della vigilia Fausto Barosco.
Chi vorrà manifestare il proprio fastidio per i partiti politici tradizionali avrà l'opportunità di farlo anche nelle urne comunali.   
Incassata l'imprevista sconfitta adesso il gruppo dei "baroschiani" rilancia la colomba della pace ai "verdoliniani". E siccome il primo tentativo fu subito prontamente rintuzzato da "Prato Insieme a 5 Stelle" sabato scorso il meet up 134 l'ha rilanciato ufficialmente. Probabile che riceva ancora la porta in faccia! La sensazione è che, lungi dall'essere un tentativo di fumare insieme il calumet della pace, l'offerta di Barosco e dei suoi sia, in realtà, un estremo tentativo di mettere in difficoltà gli amici-avversari. Altro che pacificazione. Siamo quasi allo stalking politico.      
Sul fronte del centrosinistra è calma piatta. Nessuna polemica. Nessun distinguo. Che per un'alleanza politica è sempre un buon segnale lanciato al corpo elettorale. S'attendono in settimana novità sulla composizione dell'alleanza. Ovvero se tutti i partiti che la compongono vorranno concorrere con le proprie insegne. O se vi sarà qualcuno tentato di inserirsi nella lista civica che Matteo Biffoni ed i suoi stanno completando. Chiaro che l'opzione che ci piace di più è quella che ogni singolo partito (PSI, Scelta Civica, altri..) corrano con il loro simbolo e la loro lista. Perchè diversamente v'è concreto il rischio di ridurre la prima esperienza di lista civica del candidato sindaco del centrosinistra ad una specie di veste d'Arlecchino. Ovvero ad una Torre di Babele dove sono ospitati candidati provenienti sia dalla società civile che dai partiti. Condizione ibrida e meticcia che poco s'addice alla necessaria chiarezza politica e progettuale ed allo stesso appeal elettorale della lista.
  
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