martedì 11 marzo 2014

VITTORIO SGARBI? NO PECCI!


"Conclusi i lavori della commissione nominata per valutare le candidature a Direttore del Centro Pecci.
La commissione nominata per valutare le candidature presentate per il ruolo di Direttore del Centro Pecci e costituita da tre membri, Fabio Gori in rappresentanza del Consiglio Direttivo del Museo, Patrizia Asproni e Pierluigi Sacco ha concluso oggi i suoi lavori.
La commissione ha rilevato che, in coerenza con quanto richiesto dal bando e con il mandato ricevuto dal Consiglio Direttivo, il profilo di Direttore necessario per il rilancio del Centro Pecci richieda il possesso di una solida esperienza organizzativo-gestionale in strutture museali che per valenza o collocazione internazionale siano assimilabili a quelle del Centro.
Il ruolo del Direttore dovrà pertanto essere quello di assicurare la sostenibilità del museo, l'attrazione delle risorse, la qualità della programmazione culturale, il posizionamento nel contesto internazionale, l'attrazione di flussi turistico-culturali e il rapporto con il territorio locale e regionale. A tal fine il Direttore potrà avvalersi di contributi curatoriali e scientifici legati ai contenuti della programmazione. Sarà quindi responsabilità del Direttore assicurare una presenza costante per lavorare quotidianamente allo sviluppo organizzativo del museo, al riordino della collezione e alla programmazione delle future attività.
Sulla base dei requisiti di cui sopra, la commissione ha identificato alcuni profili particolarmente rispondenti e ha trasmesso i nominativi al Consiglio Direttivo per le successive valutazioni."


Il dado è stato, dunque, tratto. Non sarà Vittorio Sgarbi il prossimo direttore del Museo Pecci. Finisce, con il comunicato emesso ieri dal Centro per l'Arte Contemporanea, la "novella dello stento" di Sgarbi direttore del Museo di Viale della Repubblica. Secondo la colorita terminologia sgarbiana la scelta del Comitato Direttivo cadrà su una delle "capre" selezionate dalla commissione dei tre "saggi"! 
Tuttavia la storia di un possibile legame tra Prato e Vittorio Sgarbi non pare affatto giunta alla sua conclusione. 
In effetti una frase del comunicato del Pecci ("A tal fine il Direttore potrà avvalersi di contributi curatoriali e scientifici legati ai contenuti della programmazione.") e il contenuto di un'intervista dell'assistente pratese di Sgarbi, Francesco Perretta (“Vittorio Sgarbi a Prato ci è già tornato dopo quella dichiarazione fatta in un momento di ira, non solo ci è già tornato ma potrebbe profilarsi per lui un futuro qui”.) paiono far ancora prevedere un ruolo per il critico ferrarese in città.
Il sindaco Roberto Cenni, impossibilitato da diversi ostacoli interni ed esterni, a nominare direttamente Sgarbi alla direzione del Pecci, pare avere in serbo per il focoso polemista un altro e notevole ruolo in città: quello di curatore e soprintendente alle attività artistiche complessive del Comune e dei suoi enti. In particolare verrebbe affidata alla supervisione di Vittorio Sgarbi la realizzazione del progetto "Prato Arte in Contemporanea". Che da qui a giugno dovrebbe vedere il fiorire di diverse attività tutte imperniate sulla riapertura del nuovo Pecci e la valorizzazione della sua collezione permanente.
Che questa fosse una possibile conclusione della vicenda lo s'era d'altra parte compreso anche dal tono e dai contenuti dell'ultima conferenza stampa di Sgarbi. Durante la quale aveva dichiarato di non essere più interessato alla direzione del Pecci. Opinione che pareva essere maturata proprio da colloqui con il sindaco. Adesso vediamo se l'idea di avere Sgarbi a Prato come curatore artistico globale si realizzerà veramente. Potrebbe essere questa la mediazione trovata da Cenni con la corrente "goriana" che, da sempre, fa il buono e cattivo tempo al Pecci ed in generale nel campo artistico pratese. Sempre rimanendo in attesa di conoscere il nome della "capra" che s'insedierà al rinnovato Museo  pratese!
Posta un commento