venerdì 11 aprile 2014

AREA EX OSPEDALE E ANTICHE MURA





Sulla home page del blog è possibile votare il proprio partito (o lista) preferito! 

"L'interesse pubblico è quello di rendere fruibile e valorizzare le mura storiche, reperire nuovi spazi pubblici, recuperare un elemento di straordinaria rilevanza storica e simbolica della città attraverso la riqualificazione ed il recupero degli spazi all'interno ed all'esterno della cinta muraria, applicando i principi della perequazione urbanistica per il trasferimento di capacità edificatorie attraverso un progetto organico che individui gli edifici incongrui e le relative compensazioni in altre aree." 11 marzo 2014 Indirizzi della Giunta Comunale per il Nuovo Regolamento Urbanistico.

Come si fa a non essere d'accordo con queste proposizioni? Come si fa a non concordare con il giudizio che la Giunta esprime sul valore storico e simbolico delle mura della città? Tra l'altro basta guardare gli esiti che hanno avuto i recuperi già effettuati di alcuni importanti "brani" delle mura di cinta medievali per aver prova dell'esattezza di questi indirizzi.
Ma se è così se dunque è giusto ed essenziale per Prato recuperare le mura come proprio landmark originale ed originario non si capisce perchè quel luogo strategico che è diventata l'area dell'ex ospedale dovrebbe rimaner fuori da questo complessivo e condivisibile disegno.
Se c'è in centro storico, presso le mura, un edificio "incongruo", questo è sublimato nell'ex Misericordia e Dolce. La cui mole bianca e "sporca" si eleva come un alieno entro le mura urbane e dentro il perimetro del centro storico ad impronta medievale e rinascimentale.
Qualsiasi ragionamento urbanistico che riguardi quel pezzo di centro storico non può che partire dal proposito di rimediare all'errore che negli anni sessanta, settanta ed ottanta del secolo scorso fu compiuto scegliendo di costruire il nuovo ospedale cittadino accanto al nucleo millenario del primo ospedale pratese. Scelta del tutto incomprensibile perchè dopo quasi mille anni di vita la città era ovviamente del tutto cambiata e doveva anche allora apparire del tutto "incongrua" l'edificazione di moderni manufatti, peraltro senza alcuna qualità architettonica, non antisismici e non antincendio in quel prezioso angolo di centro storico stretto tra le mura, il Collegio Cicognini e l'area dei conventi e degli orti urbani.
Non era stato per caso che la prima ipotesi di nuovo ospedale pratese aveva visto localizzarlo (anni 30-40) nella prima periferia cittadina, in un quartiere dall'evocativo nome di "Soccorso". Quello che avevano ben compreso gli urbanisti del periodo fascista fu bellamente dimenticato, per i motivi più disparati ma anche per un sostanziale degrado storico della scienza architettonica, dai costruttori del Misericordia e Dolce.
Con la realizzazione del NOP Santo Stefano la città ha oggi la possibilità di rimediare a quell'errore. Senza commetterne altri. Errori che l'attuale Giunta, che "predica" bene nel suo documento per il Regolamento Urbanistico, avrebbe ancora compiuto "razzolando", insieme all'avversario-compare Enrico Rossi, della possibilità di riedificare, seppur parzialmente, l'area dell'ex MeD. Operazione per fortuna bloccata dalla, per una volta utile, Provincia e segnatamente dall'assessore Alessio Beltrame.
Posta un commento