martedì 1 aprile 2014

CENNI: PERETOLA, PIT, 800 ETTARI




Si deve a Salvatore Gioitta (http://provinciadiprato.wordpress.com/2014/03/28/si-puo-cambiare-idea-sullaeroporto/) il lavoro di ricerca delle varie posizioni che il sindaco di Prato Roberto Cenni ha assunto negli anni (ma addirittura a giorni alterni) sulla questione della nuova pista parallela-convergente di Peretola.
Cenni passa da essere uno dei maggiori sostenitori dell'ampliamento di Peretola ad uno dei più grandi oppositori (si fa per dire..). Tanto da fare del rifiuto pratese della nuova Peretola uno dei punti forti del suo nuovo programma elettorale per il 25 maggio prossimo.
Roberto Cenni non ha mai compiutamente chiarito cause e ragioni del suo mutato orientamento.
Tuttavia è possibile fissarne almeno la data precisa. Cenni muta una prima volta la sua opinione riguardo l'operazione Peretola tra il lunedì 14 febbraio 2011 ed il giovedì 17 febbraio 2011. Quando, in consiglio comunale, dichiara che  “Come ha detto l’assessore regionale Marson inquina più l’autostrada dell’aeroporto – sentenzia in aula Cenni –. Le cinque opzioni di fronte a noi sono tutte senza impatto ambientale. Sono tranquillo del fatto che nessuna di queste inciderà negativamente sul territorio, pertanto sarebbe opportuno da parte di tutti non alimentare ulteriori polemiche. Ritengo anche giusto che Firenze si possa sviluppare andando ad attivare delle sinergie con Pisa. Questo non vuol dire non sentire le parole critiche dei sindaci di Sesto Fiorentino e di Campi Bisenzio, speriamo però che da parte di tutti ci sia lo stesso approccio positivo dimostrato dal Comune di Prato. Mi sembra assurdo, inoltre, che si carichi di significati oscuri la scelta per la pista di Firenze”. (Notizie di Prato, 18 febbraio 2011)
Tuttavia, appena un mese dopo, un fatto nuovo ed evidentemente inaspettato e fuori dagli accordi che Cenni aveva raggiunto con Regione Toscana cambia tutto l'approccio.

La Toscana approva una variante al PIT che contiene la previsione di un "congelamento" di circa 800 ettari di terreni agricoli a sud di Prato. 
Severa è quindi la valutazione del primo cittadino sulla variante al PIT approvata dalla giunta regionale:
"Chiediamo una correzione netta e precisa della variante al PIT della Regione Toscana che preveda la restituzione a Prato di 800 ettari di terreni posti indebitamente sotto tutela con un vincolo assolutamente improprio. Gli accordi prevedevano in tutto 7mila ettari sotto tutela ambientale per la creazione del Parco della Piana, di cui 2mila riguardavano il territorio pratese, il quale era l'unico di fatto a garantire una vera e propria piana per il verde, a fronte di molte aree montuose apportate da altri comuni. Questo provvedimento della giunta regionale fa salire a 8mila gli ettari posti sotto tutela e dei mille in più rispetto agli accordi presi ben 800 sono nel Comune di Prato".(Comune di Prato, comunicato stampa). Sono le parole del sindaco Roberto Cenni presentando le sue considerazioni sul Piano di Intervento Territoriale della Regione, approvato dalla giunta regionale, che rischia di bloccare di fatto il piano strategico della città di Prato per i prossimi tre anni. E ancora:
“Vanno quantificati – dice -gli effetti della delibera regionale in merito, che impone dei vincoli notevoli allo sviluppo del territorio. Anzi, direi che verso il nostro territorio si sta realizzando una presa di giro tremenda. O si rimette in discussione l’intero Pit oppure Prato si troverà fortemente penalizzata. Bisogna capire una cosa – cerca di fare luce, – un conto è disegnare sulla carta il Parco della Piana come ha fatto la Regione ben altro discorso è decidere di investirci. Questo è tanto più significativo per noi se si considera che in buona sostanza il Parco della Piana è il Parco di Prato”. La strategia di Cenni e della maggioranza allora riesce a convergere sul “no” all’aeroporto e sulla punzecchiatura all’indirizzo del Pd. “La soluzione della pista parallela in questo contesto non può che essere contrastata. La delibera di Rossi manca totalmente di visione politica. Poi leggere la posizione del documento del Partito Democratico favorevole al Parco della Piana fa veramente paura” (Il Tirreno, 7 marzo 2011) 
E, dopo pochi giorni torna a ribadire:
 "Prato - sottolinea Cenni - aveva partecipato con grande entusiasmo al progetto del Parco della Piana, non solo per ragioni di carattere ambientale, ma anche perché siamo persuasi dal valore della diversificazione delle attività rispetto al settore manifatturiero. E di fatto senza il Comune di Prato il Parco non esiste. Ma La nuova operazione della giunta regionale stringe la nostra città in una morsa soffocante. Anche perché lo stato di crisi che stiamo attendendo, che a breve dovrebbe esserci riconosciuto, prevede anche interventi della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) in quartieri degradati come, ad esempio, il Macrolotto zero. Ma con questo PIT anche tali opportunità saltano. L'attenzione mediatica si è concentrata sull'ampliamento dell'aeroporto di Firenze, tuttavia la vera nota preoccupante, che incide da subito e non tra molti anni, sulla salvaguardia dello sviluppo della città è proprio questa: il PIT è immediatamente impattante su Prato. E ci saremmo aspettati dall'opposizione una presa di coscienza non solo dei problemi connessi alla costruzione di un pista parallela all'aeroporto di Firenze ma del fatto ben più ampio, grave e immediato, che Prato non può rimanere ferma per tre anni a causa di un uso politico delle istituzioni. Quello stesso uso politico delle istituzioni che ha portato all'esclusione di Prato dalla riunione dei sindaci della Piana per discutere del futuro di Peretola. Una cosa sono le riunioni di partito, una cosa sono gli appuntamenti istituzionali. In ogni caso, se questo è il Progetto Prato della Regione, allora è un progetto alla rovescia del quale la città ha tutt'altro che bisogno" (Ilsitodiprato.it 16 marzo 2011).
E' in questa ampia presa di posizione che matura in Cenni la svolta decisiva e, forse, definitiva sulla questione Peretola. Il problema non è l'inquinamento o l'impatto ambientale sulla Piana della nuova pista di Peretola. Il problema vero sono quegli 800 ettari di territorio agricolo che il Comune di Prato si apprestava a mutare di destinazione e che invece il PIT regionale blocca. E' una delle misure "mitigatrici" che Enrico Rossi e la Giunta regionale inseriscono nel PIT per favorire l'ampliamento di Peretola. Una mossa che spiazza completamente Roberto Cenni e che fa del suo nascente Piano Strutturale quasi carta straccia.
Da quel giorno Cenni, anche in dissenso con alcune componenti politiche della sua maggioranza e contro il volere di PDL ed UDC regionali, diventa un avversario della nuova pista di Peretola. E, come vedete, inquinamento ed ambiente non c'entrano un bel niente. La questione è puramente urbanistica. Tutte le previsioni di Cenni e probabilmente anche le promesse concesse ai proprietari dei terreni in questione sono saltate. Cenni non ci sta. Non può starci. Sarebbe oltremodo interessante allora conoscere chi sono i maggiori proprietari terrieri all'interno di quei 800 ettari surgelati a destinazione agricola dal PIT regionale.





 
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