venerdì 18 aprile 2014

CENNI-TAX: CITTADINI PRATESI.....PAGHERETE CARO.....PAGHERETE TUTTO!!


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Cinque anni dopo, di fronte al plotone dei revisori dei conti, il sindaco Roberto Cenni si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il Bilancio di un'azienda sana...... 
Potremmo iniziare così, con un omaggio al grande colombiano scomparso ieri, la storia della scoperta del clamoroso buco nei conti del Comune di Prato per l'anno 2014 (ma anche, a seguire, per il 2015 e 2016....). Con la delibera di Giunta n. 99 del 2 aprile scorso (il sindaco ha provato, al solito, a "secretarla"...), la somma che manca per giungere al pareggio annuale è (sarebbe) di 24 milioni di euro. Mica noccioline! In moneta di vecchio conio farebbe ancora più impressione: quasi 50 miliardi di lirette! Tutti gli allarmi lanciati nei mesi scorsi dal ragioniere capo e dai revisori dei conti risultano, pertanto, confermati. 
La causa di questo collasso delle finanze comunali è chiara e lampante: il Comune sta spendendo assai di più di quanto incassa. Ovvero le previsioni di spesa iscritte in Bilancio vengono tutte confermate. Al contrario le poste iscritte in entrata non sono pari alle aspettative. Esattamente quello che sostenevano i tecnici comunali (http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/10/s-bilancio-2.html)!
La conseguenza è una sola: il Comune di Prato si trova costretto a mettere le mani nei portafogli dei cittadini pratesi. Con una manovra di Bilancio che comporterà aumenti di tasse e tariffe e diminuzione di servizi. Adesso il sindaco prova ad intorbidire le acque. Dicendo che la colpa del deficit è della diminuzione dei trasferimenti statali ai Comuni. Oppure del "buco" che la giunta Romagnoli lasciò a questa amministrazione nel 2009. Ma tutte e due le "giustificazioni" sono delle vere e proprie balle. La diminuzione dei finanziamenti da parte dello Stato ai Comuni è una misura già conosciuta al momento della redazione del Bilancio preventivo. E, dunque, non è assolutamente un incidente di percorso nè una novità. Quanto a riferire la responsabilità alla giunta precedente questa affermazione cozza con quanto più e più volte dichiarato dagli attuali amministratori. Ovvero che i conti del Comune sarebbero stati "risanati" dal lavoro svolto da questa Giunta. Delle due l'una: o é falsa l'attuale affermazione o era falsa quella precedente. 
Ma, ovviamente, la realtà è assai più semplice e comprensibile. Se in una famiglia si spende di più di quello che si guadagna è inevitabile indebitarsi. E' esattamente quello che sta succedendo al Comune di Prato. Negli anni elettorali è prassi tradizionale allentare i cordoni della borsa. Capacità di spesa, anche senza controllo, equivale, nella logica della politica amministrativa, a conquistare più consenso tra l'elettorato. Se va bene i conti poi si rimediano con le successive manovre finanziarie. Se va male si lasciano in eredità ai nuovi amministratori conti in disordine e dunque grosse difficoltà. Che comportano il rivalersi sui cittadini. Facendoli pagare più tasse o offrendo loro minori servizi. 
Ad aggravare ed a far esplodere anzitempo la finanza comunale pratese, oltre alle nuove regole sui bilanci annuali e triennali, ci s'è messa anche l'allegrissima gestione dell'ASM. Che è la partecipata totalmente in mano al Comune di Prato o meglio alla corrente che fa capo a Filippo Bernocchi. ASM ha visto in questi pochi anni raddoppiare il proprio organico. Si sono assunti oltre 110 nuovi addetti. Anche a fronte di una drastica diminuzione del fatturato aziendale a causa del crollo, dovuto alla crisi economica, della quantità di rifiuti raccolti e avviati allo smaltimento. A fronte di un quasi raddoppio delle spese per il personale s'è verificata una grave incapacità di riscuotere le fatture emesse a fronte del servizio erogato. Inevitabile, dunque, che ai conti in rosso per maggiori spese e per minori entrate si faccia ricorso all'aumento dei costi del servizio. Facendo pagare di più sempre i soliti cittadini onesti e regolarmente paganti.      
Chiaro che ora la cattiva amministrazione cenniana ha fornito un calcio di rigore clamoroso, perchè concesso perdipiù quasi al novantesimo minuto, agli avversari del centrosinistra. Vedremo se chi sarà incaricato di batterlo riuscirà a far gol. La porta è anche semivuota. Molti sostenitori di Cenni se ne stanno andando. Anche qualche insospettabile ci sta pensando. Non un gran viatico per Roberto Cenni e la sua sgangherata coalizione in vista del 25 maggio prossimo. Stavolta è chiaro per chi sta suonando la campana della fine dei "giochi"!!
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