lunedì 28 aprile 2014

LA VASCA LUSTRALE ETRUSCA DI TRAVALLE















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La cipresseta dove è possibile ammirare il grosso macigno di pietra alberese lavorato è facilmente raggiungibile sia da Travalle (Il Pratello) che dal ponte sulla Marina dopo Calenzano.
A poche decine di metri dalla strada che mostra ancora tratti di lastricato d'origine medievale, su un declivio probabilmente accentuato da pregressi slittamenti (come pare testimonino i resti di antiche muraglie a massi..) si trova quella che Mauro Bacci, sulla rivista Milliarium (numero 10/2013), ipotizza essere una probabile "vasca lustrale"* etrusca (manufatto per la raccolta di acqua ad uso religioso e/o rituale). Ovvero un oggetto d'origine sacra forse pertinente ad un sito religioso (qualcuno ipotizza che si trattasse di un tempio..), di chiara impronta etrusca. La roccia d'alberese, scavata non a fondo, con bordi lievemente rialzati e con un umbone centrale, rammenta assai da vicino, le classiche pàtere (tazze o coppe utilizzate nelle cerimonie religiose) etrusche, greche e romane. Esemplari simili sono stati rinvenuti sulle colline di Scandicci e sul Montalbano pratese. Impossibile, inoltre, non apprezzare la somiglianza di questo manufatto con la cosiddetta Ara della Regina rinvenuta a Tarquinia (ultima foto).   

* L'etimologia del termine viene dal sostantivo latino lustrum (a sua volta legato al verbo luere, aspergere), altra denominazione del rito di purificazione della lustratio. Tale rito era officiato in particolare ogni cinque anni dai censori quinquennali.
La lustratio (lustrazione) o lustrum è un'antica cerimonia di purificazione effettuata tramite il lavaggio con acqua o lo spruzzare acqua mediante rami di lauro o di olivo o mediante uno strumento chiamato aspergillum. (Wikipedia)

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