giovedì 10 aprile 2014

PIAZZA DELLE CARCERI: ILLUMINAZIONE







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Ci siamo. Quasi. La Piazza delle Carceri si avvia verso la riapertura e verso una nuova, splendida, vita. Pedonalizzata e ripavimentata la piazza offre di sè la migliore delle immagini. Valorizzando ancora di più i monumenti che ospita: dalla Basilica di Santa Maria delle Carceri al Castello dell'Imperatore.
La Piazza s'avvia a diventare il simbolo stesso di questa amministrazione da oggi praticamente esaurita. E' l'unica opera importante che, in effetti, è stata pensata, progettata e realizzata in questi cinque anni di Giunta Cenni. Che, è vero, ha proceduto all'apertura della nuova biblioteca comunale all'ex Campolmi o alla riapertura, dopo quasi 20 anni, del Museo Civico di Palazzo Pretorio. O, fra poche settimane, al battesimo del nuovo Museo Pecci realizzato sul progetto dell'architetto Nio. Tuttavia tutte e tre queste opere erano state concepite e progettate dalle Giunte precedenti. Piazza delle Carceri, invece, si deve per intero a questa Amministrazione ed in particolare alla felice vena dell'assessore ai Lavori Pubblici Roberto Caverni. Che non solo ha saputo tagliare la testa al toro delle polemiche sulla chiusura al traffico ed alla sosta nella piazza ma ha anche sapientemente ricercato e trovato le risorse finanziarie per procedere alla nuova pavimentazione ed al nuovo assetto della piazza. Il risultato, come vedranno i cittadini, è di una sconvolgente bellezza. Piazza delle Carceri è destinata a diventare un luogo d'ammirazione per pratesi e turisti. Perchè è una piazza unica. In Italia, in Europa e nel Mondo. In nessun'altra città, neppure nelle capitali del turismo, è dato osservare in un unica visione la raffinata compostezza formale della rinascimentale e sangalliana Basilica fronteggiata dall'imponente ma snella e composita mole azzurrognola del castello federiciano. Due "pezzi" unici riuniti nel medesimo spazio. Che fanno di Piazza delle Carceri una sicura candidata ad essere inserita tra i beni dell'umanità tutelati dall'Unesco. Magari con tutto il Centro Storico pratese.
Tuttavia adesso sorgono dei problemi. Si tratta di decidere sulla qualità e quantità dei cosiddetti "arredi urbani" da inserire nella piazza. E, lo vogliamo dire con tutta la cautela ed il rispetto per le scelte tecniche che sono state fatte e che verranno fatte anche in futuro, quelli attualmente visibili non ci paiono del tutto adeguati.
Ad iniziare dagli "alberelli" posizionati sul lastricato. Ci appaiono del tutto incongrui ed anche inutili. Spezzano la piacevole uniformità della pietra di Certaldo inserendo con il loro verde e marrone una macchia di colore che altera la visione della nuova pavimentazione. Tuttavia è cosa assolutamente marginale ed assai rimediabile. Più "pesante", a nostro avviso, appare l'inserimento sulla piazza degli elementi destinati all'illuminazione dello spazio e dei monumenti. Si tratta di 4 "pennoni" (quasi delle mini torri del vento...) ipertecnologici (contengono anche diffusori di musica..) che, seppur posizionati ai margini della piazza, appaiono invasivi. Certo si tratta di "pali" verticali che non hanno alcun elemento orizzontale e, dunque, occupano una porzione minima di spazio visivo nell'occhio del visitatore.  Crediamo che sia una scelta "tecnica" che deve essere, comunque, ben spiegata e giustificata.
Poichè interrompe certamente, anche se in maniera del tutto discreta, la visione complessiva della piazza. Ad occhio erano preferibili gli elementi illuminanti "a scomparsa" alloggiati su tetti e/o sottocornicioni. 
       
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