giovedì 24 aprile 2014

VERSO LE ELEZIONI: ACCOZZAGLIE E MARCHETTE POLITICHE


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"Cenni ha poi attaccato il candidato sindaco del Pd Matteo Biffoni definendo un’accozzaglia la sua lista civica, in cui hanno trovato spazio candidati di varia provenienza politica" (TvPrato)

Presentando per la terza volta la sua lista civica (nel frattempo è scomparso tra i candidati al consiglio comunale l'assessore al Bilancio Adriano Ballerini....) il sindaco Cenni  qualifica come "accozzaglia" la lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato".
E' legittima propaganda politica. In periodo elettorale tutte le accuse verso il competitore sono ammesse e sono lecite.
Tuttavia Roberto Cenni deve avere qualche nervo scopertissimo. Era partito con una dichiarazione programmatica che suonava più o meno così: costruirò la mia lista civica ed anche la mia coalizione non tanto per vincere quanto per governare. Partendo dalla banale constatazione che, in effetti, la sua vecchia e litigiosa maggioranza non gli aveva consentito, a suo dire, di esprimere tutti quei cambiamenti che aveva annunciato in campagna elettorale 2009.
Il sindaco ha terminato il suo mandato potendo contare solo sul suo voto quale margine di maggioranza della sua coalizione. Ed aveva assistito, specialmente negli ultimi due anni, al degrado ed allo spappolamento dello schieramento che lo aveva portato a vincere le elezioni 2009.
Rimproverando a Matteo Biffoni di costruire la sua coalizione come un'accozzaglia ripercorreva, evidentemente, la sua personale esperienza.
Ma dagli annunci ai fatti concreti la strada è assai tortuosa. Ma davvero Cenni vuol dare a bere ai pratesi che stavolta la sua coalizione è altra cosa rispetto al 2009? Davvero vuol comunicare che adesso la sua coalizione è formata da "coerenti" alleati? E che dal 26 maggio non sarà possibile ripetere gli errori del 2009?
Non resta che analizzare più da vicino se davvero Cenni ha operato questo salto di qualità nella realizzazione della sua nuova coalizione. 
Partiamo dalla sua lista supposta "civica". Ma che al suo interno presenta visibilmente gravi contraddizioni. Ospitando, ad esempio, Annalisa Nocentini e Dante Mondanelli. Che, avendo amministrato per 5 anni il Comune, hanno perduto le caratteristiche di civicità. Sono diventati, a tutti gli effetti, dei professionisti della politica. Insieme a loro Cenni ospita nella sua lista anche due consiglieri comunali uscenti: Enrico Albini (ex PDL) e Antonio Longo (UDC). Il giovane Longo è la migliore cartina di tornasole per la verifica sulla pretesa "civicità" della lista Cenni.
La sua presenza in lista è davvero singolare. A differenza di quello di Albini (il dissolto PDL) il partito di Longo esiste ancora. L'UDC infatti non solo è viva ma presenta, addirittura, una propria autonoma lista a sostegno di Cenni. Logica avrebbe voluto, dunque, che Antonio Longo, consigliere uscente di UDC, si presentasse con il suo partito. Se invece ha scelto di schierarsi con la lista Cenni, inquinandone vieppiù la civicità, le ragioni debbono esistere. Riconducibili a nient'altro se non a mere ragioni di convenienza elettorale. Si tratta di una vera e propria marchetta politica. Per quanto attiene inoltre alla coerenza programmatica è davvero singolare che Cenni abbia scelto come suo capolista Alessandro Benelli. Le cui opinioni sull'aeroporto di Peretola mal si conciliano con le annunciate tesi "talebane, campaniliste ed antifiorentine dell'ex patron di Sasch, già sponsor del fiorentinissimo Teatro Tenda di Bellariva.
Singolare, infine, la presenza nella lista Cenni di presidente e vicepresidente di una gloriosa associazione di volontariato. Che, tuttavia, pare non godere al momento una buona salute economico-finanziaria. Tant'è che, pare, da alcuni mesi non riesce a pagare lo stipendio ai propri dipendenti. Eppure, invece che impegnarsi a fondo perchè quell'associazione non vada "a fondo" tutti e due i massimi dirigenti scendono nell'agone politico-amministrativo. Chissàpperchè! 
Veniamo all'intera coalizione che sostiene Cenni. Ma davvero il sindaco vuol darci a bere che le accozzaglie sono quelle degli altri e  non le proprie?
Vediamola da vicino la coerenza interna della sua nuova coalizione.
Forza Italia è reduce da un piccolo, ma significativo (ed impegnativo...) maquillage della sua lista. Ieri vi s'è accasato (gli ha fatto posto, pare, la signora Gianaca Franci) il segretario dei Socialisti Riformisti, Alessandro Zella. Ovvero il rappresentante di un partito di sinistra. Cosicchè le amene considerazioni di Riccardo Mazzoni sulle presenze "di destra" nella coalizione Biffoni hanno ricevuto un immediato contrappasso. Nel migliore dei casi si tratta di un vero e proprio autogol di Mazzoni e del centrodestra. O di un'altra marchetta? 
Ma, sempre a proposito di coerenza e coesione dell'eventuale e  futuribile maggioranza di Cenni, che dovremmo dire della presenza di ben tre liste che si rifanno alla Lega? Lega Toscana di Emilio Paradiso; Lega Nord di Patrizia Ovattoni e "Io Cambio" di Claudio Morganti. Sono state e verosimilmente saranno in lite tra di loro. A colpi di espulsioni successive. Compresi colpi "bassi" a ripetizione. Davvero Cenni vuol darci a bere che gli sarà facile tenere a bada questi tre litigiosi alleati? E davvero Cenni vuol darci a bere che la convivenza nella medesima maggioranza di Forza Italia, Fratelli D'Italia (all'opposizione del governo Renzi) ed UDC (al governo con Renzi) sarà tranquilla?   
         
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