domenica 6 aprile 2014

VERSO LE ELEZIONI: CANDIDATI SINDACI


Con l'indicazione da parte di NCD (e di "Idee per Prato") di Carlo La Vigna quale candidato sindaco degli alfanian-magnolfiani pratesi e con la "sorpresa" di Gisberto Gallucci a candidato sindaco del Partito Umanista s'è chiusa, almeno per il momento, la conta degli aspiranti 2014 alla principale, e da quest'anno unica, poltrona istituzionale cittadina.
Il 25 maggio si confronteranno nelle urne pratesi (in rigoroso ordine alfabetico): Matteo Biffoni, alla guida di una coalizione di centrosinistra; Riccardo Bini con la sua lista civica "Città Forte"; Emiliano Bonini per Indipendenti per Prato e Fare per Fermare il Declino; Roberto Cenni a capo di una coalizione civica e di destra; Roberto Dei per la lista dei Comitati (alcuni) cittadini; Gisberto Gallucci, Partito Umanista; Carlo La Vigna per il NCD; Paola Pancini alfiera della "Città per Noi"; Mariangela Verdolini per il M5S ("famiglia" vincente....). A questi nove potrebbe aggiungersi la prossima settimana anche il "pagnolado" Mario Tognocchi di Scaricare Tutto Tutti (STT).
Nove (+uno?), dunque!. Qualcosa di simile (o in più) del 2009 quando i candidati sindaco furono in totale nove (Barosco; Carlesi; Bellandi; Cenni; Ermini; Mazzeo, Milone; Paoletti; Rubino). Sicuramente di più del 2004. Quando gli aspiranti primi cittadini furono "solo" sette (Badini; Bernocchi; Ciardi; Daino; Romagnoli; Taiti; Vannoni).
Nonostante una pretesa crisi della politica continua dunque a crescere il numero dei cittadini tentati dal confronto con il voto dei cittadini-elettori. E continua la proliferazione delle Liste civiche (Lista Cenni; Lista Biffoni; Città Forte; Prato Libera e Sicura; Lista dei Comitati; La Città Per Noi; Giovani e Famiglia (con Cenni); Idee per Prato (con NCD)..)..... create ad hoc per le elezioni amministrative. Sintomo di vitalità della società e della comunità? Oppure segnale di svilimento della politica ad occasione di emersione dall'anonimato, se non peggio? Probabilmente tutte e due le cose insieme. Dipende dai singoli protagonisti. Certo che non esiste più, come in passato, il monopolio assoluto dei partiti sulla vita politica della città. E' un bene? Od un male? Ai lettori l'ardua risposta.

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