domenica 13 aprile 2014

VERSO LE ELEZIONI: CANDIDATI, WEB, SOCIAL MEDIA, COMITATI


Adesso che si cominciano a conoscere i nominativi dei candidati delle varie liste e partiti che parteciperanno alla prossima campagna elettorale amministrativa è possibile iniziare ad analizzare alcune questioni.
Parliamo, naturalmente, dei cittadini che si impegneranno direttamente nella riffa delle urne comunali provenendo non dalle file dei partiti o dei movimenti già strutturati. Che, ovviamente, s'intendono di diritto (e di dovere...) obbligati a partecipare in ragione del loro precedente ruolo. Stiamo parlando, e vogliamo parlare, dei cittadini che provengono dalla cosiddetta società civile. Di persone e personaggi che in precedenza non erano, almeno all'apparenza, direttamente coinvolti nella lotta politica cittadina. Ma che adesso compiono il salto di qualità scendendo (o salendo che dir si voglia...) nell'agone politico cittadino. Candidandosi in partiti e movimenti di destra, centro e sinistra.
La prima notazione che viene da fare è questa. Moltissimi di questi "neofiti" della politica provengono dai social media. Specialmente dalle pagine di Facebook. Alcuni quali titolari e amministratori di pagine tematiche. Altri quali animatori abituali del dibattito virtuale. E' il segno più evidente di quanto, ormai, siano importanti questi nuovi mezzi di comunicazione e di socializzazione 2.0.
Se non stai su FB (o, parimenti, su Twitter) non sei nessuno. A meno che non occupi nella società reale posizioni di estrema rilevanza, economica o sociale. E' anche il sintomo certo che la prossima campagna elettorale verrà giocata in maniera massiccia anche davanti agli schermi dei PC. Diventerà fattore decisivo di successo od insuccesso per ogni competitore, candidato sindaco, partito o lista civica, singolo candidato al consiglio comunale, la capacità di mobilitare il popolo della tastiera e del mouse, il cosiddetto popolo del web, insomma.
Altro elemento caratteristico che comincia a trasparire dai nominativi dei candidati fin qui noti è la ricerca di cittadini che hanno militato o stanno ancora militando in uno dei numerosi comitati civici sorti in città.
Da quello contro l'aeroporto di Peretola a quello contro il nuovo ospedale; da quello di Baciacavallo a quello per la salvezza della Fattoria medicea delle Cascine; da quello contro la Torre del Vento a quello per il Polo Oncologico.
Singolare e paradigmatico a questo proposito è proprio quanto sta avvenendo all'interno del gruppo dirigente di quest'ultimo comitato. Che, ricordiamolo, s'era caratterizzato, come tutti i comitati, per essere programmatcamente del tutto estraneo a logiche partitiche. E che con i suoi 6.000 aderenti dichiarati pareva interessato solo al bene della collettività dal punto di vista sanitario. Il comitato si batteva (si batterà ancora?) per la realizzazione a Prato di una struttura d'eccellenza regionale (e nazionale) nel campo della ricerca scientifica e nel campo delle migliori cure mediche da offrire ai pazienti affetti dalla malattia del secolo: il cancro in tutte le sue maledette forme e declinazioni! Uno scopo così alto, nobile e intrinsecamente trasversale dall'aver attratto verso il Comitato cittadini di tutte le tendenze politiche.
Ebbene adesso tutto il gruppo dirigente, ad iniziare da presidente e vicepresidente, del comitato per il polo oncologico scende (o sale..) in lizza con formazioni del centrodestra. 
Del tutto legittimamente, intendiamoci. Niente vietava ( e di fatto non ha vietato..) che il grande impegno profuso da questi amici si riversasse sulla parte politica che, almeno a loro individuale avviso, s'era più spesa per la loro buona causa. Non c'è assolutamente niente di male. Certo questa loro scelta non potrà impedire a molte persone di affermare "Come volevasi dimostrare". Opinando che le intenzioni dei fondatori del Comitato per il Polo Oncologico sarebbero state, in realtà e dall'inizio, esattamente queste. Ovvero fornire un supporto socio-mediatico ad una precisa parte politica. Ma, nuovamente, non ci vediamo alcunchè di male. Ognuno porta, inevitabilmente, anche nei comitati che fonda od ai quali partecipa, le proprie singolari opinioni politiche.
Auguriamo, dunque, successo ad ognuno di questi personaggi. Avvertendoli, tuttavia, che un'annosa esperienza in e con comitati di vario genere fa ritenere del tutto improbabile che i singoli cittadini che li compongono siano influenzati elettoralmente dalla presenza degli animatori dei comitati medesimi nell'agone della campagna elettorale. Al momento di segnare un simbolo nel segreto della cabina elettorale ogni aderente ai comitati si comporta esattamente come tutti gli altri cittadini. Votando per quel partito o lista che, complessivamente, ritiene più adatto al governo della città. Ovvero per quel candidato che avrà saputo, meglio di altri, parlare al suo cuore, al suo cervello, al suo interesse singolare e/o collettivo.       
  
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