mercoledì 30 aprile 2014

VITTORIO SGARBI: TRA UCCELLI, CAVALLI E CAVALLUCCI


L'incarico annuale che l'amministrazione comunale ha sottoscritto con Vittorio Sgarbi (maggio 2014-maggio 2015) per la somma complessiva di 70.000 euro è condivisibile. Due sole le perplessità che avanziamo: 

1) Firmare un contratto annuale di collaborazione con il critico a sole tre settimane dalle elezioni, considerando che il partito del maggiore competitore era contrario, non pare essere un atto di cortesia politica;

2) Era possibile, con un grammo di coraggio e di sano decisionismo in più, nominare Vittorio Sgarbi, direttore del Museo Pecci. Con la medesima somma di 70.000 euro si sarebbero presi due piccioni: avere una personalità di prestigio alla direzione del Centro d'Arte Contemporanea e, allo stesso tempo, usufruire delle sue proposte circa le nuove mostre progettate. Il Pecci, infatti, potrà cominciare la sua operatività soltanto dal 2015. Ci vorrà tutto il 2014 per terminare la ristrutturazione affidata all'architetto olandese Maurice Nio (intanto, per lunedì prossimo al Pecci, è stata fissata una sua conferenza-stampa congiuntamente al neodirettore Cavallucci).

Al di là di questi due appunti la scelta di avvalersi della competenza, del dinamismo, dell'inventiva creativa, dell'esuberanza e della grande notorietà del critico ferrarese ci pare giusta.
Comprendiamo, s'intende, le critiche che l'opposizione cittadina rivolge e rivolgerà a questa nomina. D'altronde siamo in piena campagna elettorale e le contrapposizioni ne sono il sale.
Tuttavia la spesa di 70.000 euro per il contratto di Sgarbi ci pare del tutto congrua al valore dell'uomo ed alla qualità delle proposte che ieri, nella conferenza stampa tenutasi nell'ufficio del sindaco, ha già annunciato. Cinque eventi. Cinque mostre. Cinque avvenimenti di grande importanza artistica e culturale che già riempiranno il calendario dell'arte pratese per oltre un anno. 
Riteniamo che la somma destinata a Sgarbi, al contrario di altre spese degli ultimi tempi, sia da considerare un vero e proprio investimento. Di Vittorio Sgarbi, apprezzato o detestato in ugual misura, si può dire tutto ed il contrario di tutto. Ma una cosa emerge evidente. Tutte le sue iniziative, ovunque effettuate, si sono sempre rivelate veri e propri affari. 
Siamo del tutto sicuri che anche i cinque progetti artistici proposti ieri alla città (Mostra su Paolo Uccello; Mostra sugli artisti pratesi contemporanei; Mostra sui tesori dell'arte religiosa pratese; Mostra su D'Annunzio, l'eros e le donne; Mostra sul meglio del Novecento italiano) saranno dei successi. E faranno ampiamente recuperare sia le spese per il contratto del critico che quelle per la loro organizzazione. 
Il sindaco Roberto Cenni, nonostante i non troppo felici rapporti recenti con Sgarbi, ha deciso di saltargli comunque in groppa. Il cavallo è di razza pura. A volte bizzoso, spesso inascoltabile e narcisisticamente arrogante. Tuttavia inarrivabile per carattere, cultura, esperienze e scienza nel panorama della critica d'arte italiana. 
Ove, come riteniamo altamente probabile, alle prossime elezioni vincesse Matteo Biffoni, confidiamo, al di là delle eventuali clausole contrattuali vincolanti, nella riconferma immediata dell'incarico a Vittorio Sgarbi. 
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