sabato 3 maggio 2014

INTERCETTAZIONI: ABATI, BERNOCCHI, LA "RIPASSATA" ED IL GRANDE IMBARAZZO


E' con un'enorme sensazione di stupore, fastidio, vergogna, incredulità che abbiamo appreso, dallo scoop del quotidiano locale più vicino al centrodestra pratese, di alcune intercettazioni telefoniche contenenti "avvisi" particolari e della querela annunciata dall'assessore Filippo Bernocchi nei confronti del direttore di Estra Paolo Abati. Sostiene Bernocchi di sentirsi, lui e la sua famiglia, minacciato dagli "avvertimenti" che Abati ed altri personaggi paiono lanciargli nel corso di colloqui telefonici registrati. La storia fa parte della cosiddetta "guerra del Consiag" (http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/11/consiag-cenni-e-bernocchi.html) ed è frutto dell'inchiesta in corso condotta dalla Procura della Repubblica di Prato.
Si impongono alcune considerazioni:

1) Chi di intercettazioni ferisce di intercettazioni perisce -Fino ad ieri era la sinistra, e gli ambienti che la sostengono, ad utilizzare in maniera massiccia il metodo della pubblicazione di brani di intercettazioni telefoniche. In specie contro Silvio Berlusconi, il suo entourage e tutto il centrodestra. Che, viceversa, non mancava di chiedere che questa maniera "rozza" ed incivile di condurre la battaglia politica cessasse. Anche con l'ausilio di una speciale legislazione nazionale ad hoc. In questo caso é il centrodestra che utilizza un parziale materiale giudiziario per i suoi scopi;

2) I tempi - Certo non può che essere sospetta la divulgazione delle intercettazioni riguardanti Paolo Abati ed altri dirigenti di Consiag/Estra proprio a tre settimane dal voto amministrativo. La strumentalizzazione delle telefonate pubblicate pare cosa certa. Non a caso tutti gli esponenti del centrodestra, a cominciare dal Sindaco, sparano ad alzo zero contro il centrosinistra ed il candidato Matteo Biffoni;

3) La divulgazione del materiale giudiziario - Chi ha fornito a Filippo Bernocchi il testo delle intercettazioni facenti parte di un'inchiesta della Procura di Prato ancora non conclusa?. Di solito i sospettati principali sono:
A) Gli ambienti del Tribunale implicato;
B) Gli avvocati della difesa;
C) Gli avvocati dell'accusa.
Poichè in questo caso non riusciamo a vedere quale sarebbe l'utile che dalla pubblicazione ne potrebbe derivare nè al Tribunale di Prato e nemmeno agli avvocati delle difesa non rimane che il caso C);

4)L'imbarazzo della sinistra - Non un commento, fino a stamattina almeno, é uscito dalle fila della sinistra. Comprensibilmente silenzioso il principale interessato. "Ogni dichiarazione potrà essere usata contro di lei" come recita la formula sentita in centinaia di films americani! Solo ieri sera, nel corso di un dibattito televisivo, Matteo Biffoni ha dichiarato che sulla questione si comporterà esattamente come sul caso dell'inchiesta per bancarotta a carico di Roberto Cenni: resterà in attesa delle conclusioni dell'inchiesta. Posizione politicamente corretta ma assai assai vicina alla reticenza. Neppure gli organi di stampa vicini al centrosinistra prendono posizione. Anzi v'è un tentativo di far sparire dalle cronache la notizia delle intercettazioni Consiag. Silenziosi, perfino sul web, i " puristi della sinistra". Ovvero quelli che hanno speso tempo ed energie per criticare la composizione, ad esempio, della lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato", additando al pubblico ludibrio i transfughi Salvatore Giaquinta e Adamo Guerriero. O si sono rabbuiati alquanto per l'alleanza del centrosinistra con la lista "La Città per Noi". Sul caso Abati nemmeno un rigo e neppure una battuta di spirito. Imbarazzo? Vergogna? Tutte e due le cose insieme?
La nostra opinione è che, come sempre, le intercettazioni telefoniche rimangono oggetti da maneggiare con estrema cura. Isolarne brani, trascritti peraltro, non aiuta affatto alla comprensione complessiva del senso di quelle conversazioni private. Spesso l'ascolto diretto della voce dei due interlocutori può assumere significati affatto differenti da quelli che appaiono una volta parzialmente trascritti. Naturale che, a prima vista, l'uso della parola "ripassata" a Prato appaia chiaro. Con quel termine si intende generalmente riferirsi ad una lezione fisica da impartire ad un determinato soggetto. Tuttavia non è solo così che il termine "ripassata" può essere inteso. C'è anche chi lo utilizza in altro modo. Dare una "ripassata" ad un testo; dare una "ripassata" alle norme di legge, ecc. ecc..
Ma sono le considerazioni politiche che vogliamo privilegiare. E' assolutamente incredibile che nessun esponente della sinistra se la sia sentita di commentare lo "scoop" dell'house organ del centrodestra cittadino. Eppure il personaggio implicato è (o è stato...) autorevole componente della complessiva governance della sinistra pratese. Segretario della FGCI, membro della segreteria del partito, assessore, presidente di Consiag e direttore di Estra. Competitore, sconfitto, di Massimo Carlesi nelle primarie del 2009, seppure sostenuto da tutta la cosiddetta "casta". 
Imbarazzo certo! Voglia di approfondire la questione, può essere. Tuttavia un ceto politico che ambisce a ri-governare Prato ha anche il dovere di esporsi e di fornire spiegazioni e/o interpretazioni dell'accaduto a militanti ed elettori sicuramente sconcertati.
Sul versante del centrodestra infastidisce alquanto la presa di posizione, inequivocabilmente strumentale, del sindaco. Che, adesso, non ha nessuna remora nello sparare a palle incatenate sulle partecipate comunali (a guida della sinistra). Ma che, almeno fino ad ieri, non ha affatto disdegnato di sedersi a discutere e siglare patti (ancorchè segreti) con quello stesso personale oggi offerto alla pubblica esecrazione.
Roberto Cenni pare riscoprire la posizione che Filippo Bernocchi aveva indicato sin dal suo programma di candidato a sindaco di Prato nel lontano 2004. Sosteneva Bernocchi che Il Comune di Prato avrebbe dovuto disfarsi delle sue partecipazioni nelle aziende pubbliche e parapubbliche. Bernocchi ripropose, a quanto afferma, questa sua opzione anche all'indomani della vittoria elettorale del 2009. Ma questa posizione venne battuta da quella sostenuta dal sindaco Cenni. Che intendeva, viceversa, sostituire personale politico di centrodestra al personale politico dello sconfitto centrosinistra. La querelle Cenni-Bernocchi può anche essere stata la causa del progressivo estraniamento dell'assessore alle Grandi Opere dalla vita della giunta comunale. Bernocchi, da allora, pare essersi accontentato della guida pratica di ASM. E di accordi più o meno trasparenti con esponenti delle passate amministrazioni di sinistra. Con rapporti che si sono mantenuti così gradevoli ed intensi fino ad acconsentire di accogliere, nel ruolo di chaperon, il pargolo di uno di questi esponenti delle passate maggioranze nel proprio studio legale.    

   


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