domenica 18 maggio 2014

MUSEO PECCI: PRE-VISIONE






























L'apertura straordinaria di ieri pomeriggio del nuovo Museo Pecci non è stata un'inaugurazione. Non c'era alcunchè da inaugurare. I lavori sono visibilmente assai indietro rispetto al ruolino di marcia. Tant'è che il neo direttore Fabio Cavallucci prevede che il Museo sarà aperto, per la prima mostra, solo nella tarda primavera del 2015.
S'è trattato soltanto di una pre-visione. Ai cittadini (ed ai turisti informati...) è stata offerta l'occasione di vedere in anticipo la parte nuova del Pecci. Quella ideata e progettata dall'architetto Maurice Nio. La famosa (famigerata...) "ciambella" dorata (con pennacchio rosso..) che caratterizzerà il nuovo assetto dell'edificio circondando (nascondendo?) la vecchia (ed assai malridotta...) struttura di Italo Gamberini.
Come potete vedere dalle foto l'esterno del Museo è perfettamente identico al rendering presentato a suo tempo da Nio. Tant'è che le stesse fotografie sembrano quasi un rendering. L'astronave color oro fa bella mostra di sè di fronte alla rotonda della Questura. Dove, correttamente, è stata realizzata pure l'imponente entrata e la amplissima e magnifica nuova hall d'ingresso del Pecci. Soluzione logistica del tutto condivisibile giacchè l'ingresso del Museo è immediatamente individuabile (contrariamente alla vecchia soluzione..) dai visitatori provenienti da fuori città e collocato, finalmente, nella prossimità delle aeree di parcheggio. La vasta,  bianca, luminosa e magnifica hall disimpegna i visitatori verso le nuove sale espositive (al primo piano) e verso i vasti spazi del piano terreno. Risolvendo quello che per il vecchio complesso museale era sempre stato uno dei talloni d'Achille. Memorabili ed orribili le file che si creavano, ad ogni inaugurazione di mostra, nell'angusta vecchia hall e lungo la striminzita scaletta che portava al primo piano. Quasi mai utilizzata la scenografica scalinata d'entrata pensata da Gamberini. Che, anche con queste nuove soluzioni, resterà, probabilmente, inutilizzata. Un'ampia scala bianca conduce alle due nuove ali dell'astronave immaginata da Nio. Sulla sinistra quella più ampia. Che, al fondo, si ricongiunge con i precedenti spazi espositivi che saranno adesso destinati ad ospitare degnamente la collezione permanente. L'altra ala, più piccola all'apparenza, ha come sola via di uscita le scale antincendio del Museo. Sono complessivamente circa 3.500 metri quadri che sommati ai precedenti 1.500 portano la superficie museale a circa 5.000 metri quadrati. Oltre tre volte quella del Museo originario. Pare che il costo totale del restyling si aggirerà intorno ai 10.000.000 d'euro (finanziati da Regione e Comune). Anche incompleta e priva di quasi tutti gli arredi la nuova struttura è assai affascinante. E, quel che più conta, dotata di un carattere facilmente individuabile, riconoscibile e memorizzabile (non solo per Il bizzarro pennacchio rosso...). Tutto il contrario della vecchia. Naturalmente nostro compito è anche indicare le carenze che si annidano nella nuova realizzazione. Noi ne abbiamo individuata una. Alquanto pesante ed imbarazzante.  
Come avevamo sostenuto in un resoconto di una nostra visita allo splendido MART di Rovereto (http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/05/mart.html), uno dei primi servizi che i visitatori utilizzano dopo aver pagato il biglietto, sono le toilettes. Che, dunque, rappresentano, comunque la pensiate, la prima immagine della struttura oggetto di visita. Ebbene quelle che sono state realizzate nella porzione nuova (nella hall precisamente..) del Pecci sono, ahinoi, del tutto in contrasto con il resto dell'edificio. Praticamente si tratta di una piccola stanzetta assai spartanamente arredata, degna più che altro di un vecchio cinema di periferia, che diventa davvero un bruttissimo biglietto da visita per l'intero Museo.
Basta confrontare le due immagini qui sotto per rendersi conto della sottovalutazione che i realizzatori hanno compiuto a Prato rispetto a Rovereto. Dove, tra marmi e acciaio inox lustrissimi, non hanno mancato di inserire nelle toilettes anche tutto l'occorrente per sistemare i bimbi che i giovani genitori portano sempre con sè anche in queste occasioni di visite d'arte. Non sappiamo se sia colpa del progetto di Nio. Ma si tratta sicuramente di un grosso Neo della struttura moderna.
   

Tuttavia, e nonostante questa critica, quando la nuova struttura sarà completata e la vecchia ristrutturata a dovere Prato avrà una "macchina" davvero ragguardevole per mostrare l'arte contemporanea (e altro...) italiana e mondiale. La scommessa sarà di farla funzionare a dovere e di renderla finalmente attrattiva per i visitatori e produttiva d'idee, oltre che di biglietti d'ingresso (se, come pare, si sceglierà ancora di far pagare i visitatori..).  
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