mercoledì 14 maggio 2014

VERSO LE ELEZIONI: INTERPORTO


E' apparso due giorni orsono sui quotidiani locali questo comunicato del presidente e del direttore di Interporto SpA. E' una presa di posizione alquanto bizzarra. In sostanza i vertici della società partecipata per quasi il 46% dal Comune di Prato chiedono ai candidati sindaco di esprimersi sul futuro di quella infrastruttura. E' la sola società parapubblica pratese ad aver fatto questo irrituale appello.
Che, naturalmente, è caduto nel vuoto. Nessuno dei nove candidati sindaco, men ch meno il sindaco in carica, ha ritenuto di rispondere, almeno pubblicamente, alla strana presa di posizione di Carlo Longo e Luciano Pannocchia.
Eppure la domanda posta era molto intrigante. I vertici di Interporto vogliono sapere, in pratica, se il nuovo sindaco di Prato, maggior azionista della società, è pronto a metter mano al portafoglio per ricapitalizzare quella società.
Che, al momento, pare piena di debiti. E che entro dicembre 2014 dovrà per forza rimborsare un maxi prestito (5.000.000 di euro) ad un pool di banche. Non avendo, al momento, alcuna possibilità di farlo con le sue sole forze. Si trattava di un prestito acceso per coprire un altro prestito bancario ottenuto in precedenza. Oggi non è possibile per Interporto provvedere all'estinzione di quel mutuo ricorrendo ad un altro mutuo bancario. Cosicchè Longo e Pannocchia hanno la sola prospettiva di chiedere ai soci nuovi finanziamenti. Confidando, inoltre, di incassare dalla Regione Toscana un milione di euro per la cessione dell'area archeologica sulla quale insiste una porzione della città etrusca gonfientina. La maggior parte della quale, peraltro, è già finita seppellita sotto i capannoni realizzati ovvero è ancora da scavare! Stando così le cose al Comune di Prato Interporto chiederà un nuovo finanziamento per circa 2 milioni di euro!! Se, beninteso, gli altri soci sapranno o vorranno fornire gli altri 2.000.000 di euro di nuova capitalizzazione! Così è scoperto l'arcano dell'appello di Longo e Pannocchia. Praticamente un grido di dolore circa il futuro della società. Interporto, tra l'altro, è ridotta a svolgere, ormai da anni, il ruolo di una mera società immobiliare. Costruisce, affitta e/o vende, capannoni a chi li richiede. Indipendentemente dal loro business. Lo scopo principale per il quale la società era stata costituita e finanziata (trasferire merci dal trasporto su gomma a quello su ferrovia) è ormai clamorosamente mancato (così come è fragorosamente mancata la partecipazione in Interporto delle Ferrovie di Stato, cento volte annunciata da una stampa locale sempre pronta a farsi megafono acritico della società....). L'epitaffio finale sulla possibilità per Interporto di diventare una piattaforma logistica per il trasporto merci dalla gomma al ferro l'ha scritto mesi fa lo stesso presidente Longo. Quando ha annunciato, con onestà intellettuale da riconoscergli pienamente, all'apposita commissione comunale di controllo delle partecipate, che nessuna piattaforma occorrente a questo scopo sarà realizzabile in quanto Interporto ha saturato di capannoni tutto lo spazio intorno ai binari ferroviari precariamente costruiti. Cosicchè l'obbiettivo principale della società sarà completamente mancato. Invece di diventare quella piattaforma logistica per il trasferimento di merci dalla gomma al ferro (unico motivo, tra l'altro, dei copiosi finanziamenti ricevuti da Interporto da Europa, Stato, Regione ed enti locali...si configura per caso una truffa..?) Interporto è ormai una concentrazione di aziende di trasporto (su gomma). Delle 65 società operanti nel perimetro di Gonfienti ben 60 infatti operano in questo campo di attività. Sono diverse centinaia al giorno i TIR nazionali ed internazionali che vi gravitano. Con significative ricadute d'inquinamento tali da far impallidire quelle previste per la nuova pista di Peretola. Adesso l'unica prospettiva operativa da giocare che ha Interporto è quella di una sua espansione verso il territorio del Comune di Campi Bisenzio. Espansione che avverrebbe solo attraverso la costruzione (e l'affitto e/o la vendita..) di nuovi immensi capannoni. Ovvero procedendo nella ulteriore cementificazione di una porzione importante dell'annunciato e futuribile Parco della Piana FI-PO. Altro che pista parallela-convergente di Peretola! Vogliamo segnalare, inoltre, che la ricaduta occupazionale di questo enorme investimento economico e ambientale sono 5 (cinque) dipendenti in tutto (compreso il direttore generale...). Quell'appello di Longo e Pannocchia ai candidati sindaco di Prato appare allora come una estrema chiamata di correità verso il futuro primo cittadino pratese. Con un messaggio anche per la Regione Toscana ed Enrico Rossi a sborsare il milione d'euro per l'area archeologica di Gonfienti. Per "invogliare" Rossi ad acquistare l'area archeologica interna ad Interporto Longo e Pannocchia riferiscono anche di uno "studio" (?) ad essa dedicato redatto dal Prof. Davide Rampello. Che sia quel Davide Rampello già direttore artistico di Canale 5, già responsabile della comunicazione di Fininvest, già direttore della Triennale milanese ed attuale direttore artistico del Padiglione ZERO per l'Expo 2015??     
    
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