lunedì 19 maggio 2014

VERSO LE ELEZIONI: INTERVISTA A MATTEO BIFFONI



Abbiamo posto alcune domande al candidato del centrosinistra Matteo Biffoni. Ecco le sue risposte (intervista del 16 maggio)

Siamo ormai a pochissimi giorni dal 25 maggio. Come giudichi la tua personale campagna elettorale, quella della tua coalizione e quella di tutti  gli altri?

Ho sempre voluto una campagna elettorale sui temi e le proposte concrete che interessano ai cittadini, evitando le polemiche. Qualcuno mi ha accusato di essere troppo buono, ma secondo me i cittadini non meritano inutili grida, hanno bisogno di risposte vere. Io e tutti i candidati al consiglio delle liste che mi sostengono abbiamo deciso di incontrare più persone possibili, residenti, commercianti, giovani, associazioni, categorie economiche. Ascoltare i problemi di tutti, le proposte di tutti per poter dare risposte vere. E poi è una campagna elettorale di grande entusiasmo: persone di tutte le età che hanno voluto dare il loro contributo di idee e impegno, tanti delusi della politica che si sono riavvicinati, la sensazione vera di poter cambiare la città. E sempre con il sorriso sulle labbra.

Facciamo finta che il 26 maggio sarai sindaco. Quale il primo provvedimento che la tua Giunta prenderà?

Il bilancio comunale non è stato approvato, se non vogliamo farci commissariare dovremo farlo entro il 30 giugno. Direi che la scelta è obbligata…

A proposito di Giunta. Hai sempre affermato che, se eletto, comporrai la tua squadra guardando anche ai risultati elettorali dei vari candidati. Confermi?

Non è così. Ho detto che guardo chi corre, si impegna, ci mette passione, si dà da fare. Certo i risultati elettorali sono in parte lo specchio di questo, ma il pacchetto di preferenze non è garanzia di un posto in giunta. In giunta ci vanno le persone brave, che hanno voglia di impegnarsi per cinque anni a servizio della città, che non si risparmiano mai, che credono fino in fondo che questa città meriti un’altra storia.

Come ben sai nel programma politico di Matteo Renzi v'è anche la rottamazione della partecipazione dei Comuni nelle società pubbliche che erogano servizi. Se sarai eletto proverai ad applicare la privatizzazione delle aziende partecipate cedendo le quote pubbliche e facendo gare per la gestione dei vari servizi?

Sulle partecipate si deve stare attenti e non fare facile demagogia. Non tutte sono carrozzoni: come ogni azienda, se gestita bene porta utili ed è simbolo di eccellenza, se mal gestita è un carrozzone. Sui servizi essenziali bisogna garantire alla città il miglior servizio al miglior prezzo. Sono d’accordo su una razionalizzazione delle partecipate, ma la privatizzazione totale deve essere ben valutata. 

La campagna elettorale del centrodestra comincia a calare qualche carta pesante. Ad esempio con la pubblicazione delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche di Paolo Abati che sembrano contenere minacce ed intimidazioni verso Filippo Bernocchi. Che giudizio ne dai?

Non giudico quello che deve essere giudicato dalla magistratura. Non parlo né delle accuse di minacce mosse da Bernocchi ad Abati, né di turbativa d’asta su Estra, né dell’accusa di bancarotta fraudolenta di Roberto Cenni. Non sono temi di campagna elettorale. Lavoro, servizi, scuola, riqualificazione urbanistica, questi sono i temi veri.

Non attacchi mai il sindaco Roberto Cenni per le sue disavventure imprenditoriali. Nè per quelle già accertate, il fallimento delle sue aziende, nè per l'inchiesta ancora in corso che lo vede imputato del reato gravissimo di bancarotta. Come mai questo fair play?

Cenni ha fallito come sindaco, deve rispondere alla città innanzitutto di questo.

Si riaffaccia anche in questa campagna elettorale il tema dell'immigrazione cinese e del distretto economico asiatico. Quali saranno i punti di forza dell'azione della tua Giunta al riguardo, se sarai eletto?

Controlli serrati, non solo blitz, un’attenzione nazionale con il tavolo Prato presso la presidenza del Consiglio e impegno per favorire le regolarizzazioni.

Prato, alcuni luoghi in particolare, sembra essere diventata uno snodo regionale dello spaccio e del consumo di droga pesante. Con tutti i problemi che questo comporta anche in termini di vite umane perdute e di micro e macrodelinquenza. Se diventassi sindaco in quale modo proveresti a contrastare questo fenomeno? Sei contrario o favorevole alla sperimentazione anche a Prato delle cosiddette "stanze del buco"? Ovvero postazioni sanitariamente controllate dove i tossicodipendenti possano, in sicurezza, somministrarsi le loro sostanze?

Credo che il problema non si risolva attraverso queste soluzioni che sono palliative invece credo si debba affrontare complessivamente sia dal punto di vista del sostegno psicologico sia attraverso il sostegno concreto dei protocolli sanitari già previsti. Prato è diventata in questi anni un centro regionale dello spaccio e questo crea un profondo disagio sociale  di persone in estrema difficoltà coinvolgendo soprattutto minori anche con età estreme come 14/15 anni. Il comune non lascerà sole queste persone e le loro famiglie nemmeno quei cittadini che vivono in quelle zone come, purtroppo, è stato fatto in questi ultimi 5 anni. 

Confermi che per l'area del vecchio ospedale pensi ad un progetto complessivo che riguardi tutto il compound e che valorizzi a Parco Urbano delle Mura attrezzato l'area che si è liberata?

Si confermo che progetteremo in maniera condivisa e realizzeremo un grande progetto di riqualificazione urbana con consumo di suolo zero, degno di una città europea. 

Che ne pensi della proposta delle cosiddette "aree 30", ovvero quelle zone della città, compresa l'attuale ZTL, ove sia permesso a tutti i veicoli di circolare liberamente ma non superando i 30 kilometri all'ora? Non credi che sia un passo indietro rispetto alla situazione attuale anche in previsione delle già installate "porte elettroniche" che farebbero diminuire gli ingressi abusivi all'interno della ZTL?

Le aree 30 non sostituiscono la ZTL ma si possono applicare alle aree subito fuori dalle mura o nei centri delle frazioni. Esse permettono a pedoni e ciclisti di non sentirsi “ospiti” di una strada ed ai quartieri di riqualificarsi. Basta poco per fare la differenza! 
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