mercoledì 7 maggio 2014

VIVA PERETOLA

Sulla home page del blog è possibile votare il proprio partito (o lista) preferito!








Sulla home page del blog è possibile votare il proprio partito (o lista) preferito!


Per me, come immagino per altre migliaia di pratesi, la misura è colma. Non ce la faccio più a non fare il mio endorsement a favore della nuova pista convergente-parallela dell'aeroporto di Peretola!!

A parer mio le decisioni che dovevano essere prese per Peretola erano soltando due:

A) Chiudere l'aeroporto lasciandolo solo all'utilizzo dei soci dell'aeroclub;


B) Prevedere il suo adeguamento.

La prima opzione significava che la Toscana avrebbe puntato tutte le sue carte di sviluppo aeroportuale su Pisa. Realizzando collegamenti veloci su ferro con il "Galilei" e prevedendo l'assorbimento dell'aeroporto militare in quello civile. Assicurandone, di conseguenza, il futuro ulteriore sviluppo verso un hub davvero internazionale ed intercontinentale.

La seconda opzione, che alla fine ha prevalso con il concorso di tutte le forze politiche regionali di maggioranza e d'opposizione, obbliga al cambio di direzione della pista attuale. Dopo molti studi l'unica ipotesi praticabile, con molti sacrifici ambientali inclusi, è quella che va sotto il nome di pista convergente-parallela. 
La ragione è facile da comprendere. Basta guardare la carta della piana. L'unico spazio sufficientemente libero e non abitato è proprio quello che da Peretola va verso il casello autostradale di Sesto Fiorentino.
Tuttavia intorno alla nuova pista di 2000-2400 metri con atterraggi e decolli verso Prato gli interessati oppositori-propagandisti ne scrivono di tutti i colori. Le ultime in ordine di tempo è che a Peretola starebbero per arrivare pure i Boeing 747. Ossia i Jumbo. Gli aerei passeggeri più grandi del mondo. Naturalmente è una balla. I 747 non potranno mai atterrare o decollare da Peretola perchè hanno bisogno di piste che superino almeno i 3000 metri di lunghezza minima. Altri sostengono, inoltre, che il territorio pratese, compresa la Piazza del Duomo (sic), verrà sorvolato ogni 4 minuti da aerei "fiorentini" ad un'altezza di 100-200 metri. Con danni immensi per l'inquinamento acustico ed atmosferico e per la caduta di valore che subirebbero le case situate in queste aeree. Ovviamente anche questa è un'altra colossale balla! Le aree pratesi abitate più vicine alla testa della pista di Peretola son situate ad oltre 9 kilometri di distanza. Come si evince chiaramente dalle mappe che pubblichiamo e che ognuno può verificare. A questa distanza gli aerei sorvoleranno queste zone da un'altezza minima di 800/1.000 metri. Più che sufficienti per non causare danni nè grande fastidio agli abitanti. Che, rispetto alla situazione attuale (gli aerei sorvolano le zone abitate di Brozzi, Quaracchi e Peretola ad un'altezza di 80-150 metri), è un decisivo miglioramento.
Vorremmo, dunque, consigliare agli oppositori "politici" di Peretola di evitare di drammatizzare in maniera sconsiderata le loro valutazioni. Perchè, si sa, le bugie hanno le gambe cortissime. Li invitiamo, invece, a cercare di convincere i dirigenti regionali dei loro partiti ed i loro consiglieri regionali della bontà della loro opposizione alla new Peretola. Fino ad ora non ci sono riusciti. Ma non è detto che insistendo non possano centrare in futuro questo banale obbiettivo. E' singolare, infatti, che questi signori incapaci di far mutare opinione perfino ai loro rappresentanti politici pretendano di riuscire a convincere i pratesi della bontà delle loro opinioni. 
Opinioni che, per la verità, non sembrano affatto avere riscontro nel comune sentire dei pratesi. Recenti sondaggi d'opinione stanno dimostrando che, nonostante la furibonda campagna mediatica condotta dal centrodestra cittadino (e, parallelamente e disgraziatamente, dall'accodato centrosinistra..) la questione dell'allargamento di Peretola non occupa i primi posti nelle preoccupazioni dei nostri concittadini.
I "grandi oppositori" di Peretola tacciono, tra l'altro, sul fatto che Firenze si prenderà, presso il nuovo inceneritore di Case Passerini, tutti i rifiuti pratesi. E con essi tutto l'inquinamento che, fatalmente, ne deriverà.  Risolvendoci un problema che da decenni assillava la città, gli amministratori e tutti i cittadini.
A favore della nuova pista di Peretola vi sono, inoltre, altri elementi.
Tutte le grandi regioni italiane sono dotate di un sistema complesso di aeroporti. Lombardia (Milano Linate, Milano Malpensa, Bergamo-Orio al Serio); Emilia (Bologna, Forli, Rimini) Sicilia (Palermo, Trapani, Catania); Sardegna (Cagliari, Alghero, Olbia); Veneto (Venezia, Treviso, Verona); Lazio (Roma Fiumicino, Roma Ciampino); Puglia (Bari, Brindisi); Piemonte (Torino, Cuneo).
Inoltre il nuovo aeroporto di Peretola sarebbe, in realtà, anche l'aeroporto di Prato. Seconda città della Toscana e polo industriale e commerciale che nonostante la crisi rappresenta ancora un'area produttiva di prim'ordine non solo nella Regione ma in Italia. La nuova Peretola potrà servire a consolidare ed a rilanciare ancora l'economia dell'intero distretto pratese e della Toscana centrale. Specialmente se, contemporaneamente alla costruzione della nuova pista, Prato chiederà, anche come ragionevole ulteriore contropartita (dopo i rifiuti..), che i progetti che  prevedono la costruzione di nuove linee tranviarie inseriscano la nostra città come terminale di una di esse.
Sogno, ad esempio, un capolinea della nuova linea tranviaria Firenze-Peretola nei pressi della Questura di Prato.
Si ha un bel dire che basterebbe l'aeroporto di Pisa ben collegato. Anche se così fosse per noi pratesi le cose non cambierebbero granchè. Occorrerebbe sempre raggiungere prima di tutto Firenze da dove ipoteticamente (Rifredi?) partirebbe la navetta veloce per il "Galilei". Volete mettere invece l'estrema comodità di raggiungere direttamente in tranvia Peretola dopo aver parcheggiato presso il Pecci o la Questura?
Sono giunto a questo mio endorsement anche osservando come gli attuali oppositori politici pratesi del progetto non abbiano mai detto nulla sulla questione Interporto di Gonfienti. Considero questa infrastruttura assai più impattante dal punto di vista ambientale rispetto all'aeroporto. In questo caso, infatti, oltre ad aver cementificato un'area più grande di Peretola lo si è fatto anche a scapito della salvaguardia e della valorizzazione della più grande città etrusca mai trovata in Italia. Ed in cambio Prato non ha ricevuto assolutamente niente. Nè dal punto di vista dello scambio del trasporto merci dalla strada alla ferrovia (per stessa ammissione del presidente Longo questa ipotesi è ormai da considerarsi tramontata) e neppure dal punto di vista della nuova occupazione. I circa 250/300 milioni di euro che negli anni sono stati investiti in Interporto hanno, di fatto, generato solamente da 5 a 10 nuovi posti di lavoro. Quanto all'inquinamento atmosferico ritengo che l'impatto di Interporto sia assolutamente più rilevante di quello che potrà avere Peretola con la nuova pista.   
Mi piace concludere con una citazione:

 «Le opzioni rimaste sul tavolo della Regione dopo vari incontri e scambi di idee, sono l’allungamento dell’ attuale pista e una pista cosiddetta “parallela” ma che non è propriamente a filo dell’autostrada. Adf deciderà quale soluzione adottare. Che venga scelta un’ opzione o un’ altra, Prato non avrà più impatto rispetto a quello attuale e dunque non c’ è nulla da temere. Penso che sviluppare l’aeroporto fiorentino significa costruire nuove opportunità per l’ economia dell’ area metropolitana con benefici, perciò, anche per Prato»  Tirreno – 19 febbraio 2011  

A parlare così era, nientepopodimenoche, il sindaco Roberto Cenni!! Il motivo del voltafaccia? Semplice. Il Piano Strutturale di Cenni prevedeva di cementificare 700 ettari nella piana a sud della città. La Regione, anche per mitigare l'effetto della nuova pista, li ha bloccati! Vanificando le promesse del sindaco di Prato e causando la sua "vendetta" contro l'aeroporto fiorentino.  

Dunque, tenendo di conto di tutti questi elementi, occorre dire: 

Viva Peretola.... Viva il nuovo aeroporto di Firenze e di Prato.  
   
Vittorio Giugni 

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