lunedì 9 giugno 2014

BOIA DEH!! LIVORNO CHIAMA PRATO


Ieri pomeriggio, un afosissimo pomeriggio domenicale d'inizio giugno, proprio mentre erano in corso in molte città italiane e toscane i ballottaggi per l'elezione dei sindaci, al Tennis Club di Via Firenze è accaduto un incidente. Un elicottero guidato da un cittadino livornese s'è abbattuto sui prati del privatissimo Club. Per fortuna causando solo qualche danno e molta, molta paura. Oggi i media locali raccontano abbondantemente e con molti dettagli l'accadimento. Vogliamo farlo anche noi. Ma dando all'evento un significato che lo travalica. Lo schianto del velivolo in Via Firenze ci appare quasi come un segno del destino di quel che è accaduto dopo le 23. Ovvero la batosta rimediata dal PD livornese ad opera del candidato del M5S. Giallo era il colore dell'elicottero caduto al Tennis Club. Giallo il colore identificativo dei grillini. Un elettore di Livorno ne era il proprietario-pilota. Un ingegnere aerospaziale livornese, Filippo Nogarin (guarda caso nativo di Castiglioncello proprio come la località calvanina che domina il Tennis Club...),  il trionfatore delle elezioni labroniche. Praticamente Livorno, terza città della Toscana, ha dato il cambio a Prato, seconda città della regione.
Molti risultati d'ieri sono stupefacenti. Tuttavia non fatevi ingannare. Ce n'è uno solo esemplare, significativo e paradigmatico. Ed è il risultato sorprendente (ma non troppo...) di Livorno. Che un ingegnere aerospaziale dal cognome poco labronico (Nogarin), ma di scoglio verace, conquista contro l'armata del PD e del centrosinistra.
La strepitosa vittoria del candidato pentastellato è così evocativa da riguardare anche Prato. E' vero. Ieri il PD, tra moltissime vittorie, conquiste e conferme, perde anche altre roccaforti: Perugia, Padova, ad esempio. Ma è il colossale tonfo di Livorno (dall'Ardenza all'Ovosodo) che lascerà il suo timbro indelebile su questa tornata elettorale amministrativa. Livorno non è solo la terza città della Toscana. Livorno è un simbolo della sinistra! E' al Teatro Goldoni del porto mediceo che nel 1921, dall'ennesima scissione della sinistra, nacque quello che sarebbe diventato il più forte partito comunista dell'Occidente. La cui eredità rappresenta oggi l'anima del Partito Democratico. La caduta di Livorno segna, pertanto, non solo la storia del PD toscano ma anche quella del PD nazionale. Diciamolo subito forte e chiaro. Il candidato che la casta al governo da sempre a Livorno aveva imposto NON era un candidato di area renziana! E la cosa ha avuto la sua innegabile influenza. Ma lo schianto livornese è importante e fondamentale perchè parla anche per Prato.
Livorno dimostra che non vi sono più roccaforti inespugnabili della sinistra. Che tutte le città (come insegna parimenti il caso di Perugia...) diventano contendibili..!!
Dicevamo che Livorno chiama Prato. Lo confermiamo. La campana livornese suona anche per Prato! Nel commentare il risultato pratese del 25 maggio avevamo sottolineato come la vittoria al primo turno (e così apparentemente massiccia..) di Matteo Biffoni andava bene interpretata. E non era affatto da dare come risultato scontato. Basta prendere come paragone Livorno per rendersene conto. Alcuni dati di partenza sono simili. Anche a Livorno il M5S, ad esempio, s'era diviso al momento della creazione della lista per le comunali. Ed anche a Livorno, in contemporanea con Prato, era stata necessaria una votazione degli iscritti grillini per stabilire chi avesse titolo alla presentazione del simbolo di proprietà di Beppe Grillo. A Prato vinse Mariangela Verdolini; a Livorno Filippo Nogarin. Trovando, evidentemente, un candidato credibile. CRE-DI-BI-LE!!
Il resto delle condizioni era, tuttavia, assai diverso. A Prato per il centrosinistra si trattava di riconquistare una città perduta nel 2009. A Livorno si dovevano confermare quasi 70 anni di ininterrotto governo. Assai divergenti anche gli assetti che la coalizione di centrosinistra si era data. A Prato i dirigenti piddini ed il candidato Matteo Biffoni scelsero di dar vita ad una coalizione di centrosinistra allargata. Costruendo non solo una lista civica del sindaco ma anche alleanze con tutte le forze che erano disponibili .Perfino imbarcando candidati transfughi dal centrodestra cittadino. Facendo, in qualche caso, arricciare più di un naso ai fautori della "purezza", presunta, del centrosinistra. Il risultato è stato che nessuna lista che si richiamasse alla sinistra è stata presente a Prato al di fuori della coalizione Biffoni. Viceversa a Livorno la scelta della casta dominante è stata di segno opposto: a sostegno del candidato bersaniano Ruggeri, impostosi dopo una "guerra" interna, solo il "fior fiore" della sinistra (PD, SEL, IDV, PSI). Con il risultato di avere come concorrenti elettorali almeno altre due liste appartenenti allo stesso bacino elettorale. Che, ovviamente, al ballottaggio han dato indicazione di voto per Nogarin....Livorno chiama Prato. Non sarà facilmente riproponibile a Prato uno schieramento come quello del centrodestra che ha fatto di tutto per autodemolirsi da solo. Con tutte le scissioni e le uscite dalla maggioranza per finire col classico e definitivo harakiri della mancata approvazione, proprio a pochi giorni dal voto, del Bilancio 2013. Un vero regalo all'opposizione ed a Matteo Biffoni. Livorno chiama Prato. Dopo la caduta labronica rimangono ancora intonse in Toscana solo due province: Siena e Pistoia. Tutte le altre hanno sperimentato vittorie civiche, del centrodestra o, adesso, dei grillini.  
Livorno chiama Prato. Perchè adesso ci sarà da dare la corretta continuità politica al risultato estremamente positivo del 25 maggio. E se Matteo Biffoni ha fatto il suo nella costruzione della Giunta operando scelte quasi tutte frutto di sue convinzioni personali tocca ora alla politica dar seguito alla coltivazione dell'ampia e variegata alleanza elettorale. Per consolidarla, anche in vista delle regionali del 2015, e per farne attivo e dialogante sostegno all'azione del governo cittadino. E' un compito che spetta sicuramente al segretario del maggior partito della maggioranza. Che, per il momento, non ha ritenuto invece corretto ed utile convocare tutti i responsabili delle varie forze che hanno dato vita alla coalizione vincente (...limitandosi a qualche inutile e fastidioso pour parler con qualcuna soltanto...). Noi, invece, lo riteniamo assolutamente necessario ed indispensabile. Vediamo avanzare, infatti, pericolose arroganze ed anche una certa dose di vanagloria e spocchia specialmente in qualche esponente della giunta. Unita alla già notata, non solo da noi, mancanza assoluta di cordialità personale e scarsa capacità di entrare in empatia con la città.
Effetti collaterali della sbornia da vittoria elettorale si dirà. Certamente! Tuttavia prima si corregge il tiro meglio sarà per il futuro! In fondo i quattro mori livornesi non sono poi così lontani da Prato. Nessuno, è vero, è indispensabile. Tutti, però, sono necessari....E la campana, quando suona, suona per tutti!
    

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