venerdì 27 giugno 2014

CHATTANOOGA E PRATO


"Chattanooga choo choo...."....ovvero il trenino di Chattanooga. E' una famosa canzone di Glenn Miller degli anni quaranta. Popolarissima anche in Italia. E che ha reso familiare il nome di Chattanooga.
Chattanooga, una città di circa 180.000 abitanti sulle rive del fiume Tennessee, quarta città dell'omonimo Stato americano, fino a qualche decina d'anni fa era il simbolo, negli USA, delle città deindustrializzate ed inquinate. Il grande anchorman Walter Cronkite l'aveva definita come la città più sporca (dirtie city) degli Stati Uniti d'America.  Adesso Chattanooga è in cima alla top ten delle città più vivibili degli U.S.A.!! Divenendo la prima delle "smart cities"! Com'ha fatto?
A partire dalla fine degli anni ottanta Chattanooga ha cominciato un programma di riconversione della sua economia  (era basata soprattutto sull'estrazione del carbone e su industrie manifatturiere a forte impatto ambientale...) puntando tutto sullo sviluppo cosiddetto sostenibile. 
E, dunque, sulla valorizzazione dell'immenso patrimonio naturale costituito dal fiume Tennessee che l'attraversa e dalle colline che la circondano. Il lungofiume è diventato attrattivo con la realizzazione di numerose piste ciclabili, di playground, di spiagge, locali, botteghe artigiane, ecc.. Chattanooga s'è dotata di una grande flotta di bus elettrici gratuiti. Sono sorte in città diversi musei, istituzioni culturali ed artistiche. Si sono aperte molte gallerie d'arte. S'è dato notevole impulso alle attività del tempo libero e ricreative: canottaggio sul Tennessee; palestre di roccia; piscine; percorsi naturali nei boschi dei dintorni ecc. ecc. 
Adesso, come dicevamo, Chattanooga, da dirtie city è diventata una scenic city. E proprio questa sua nuova peculiarità positiva ha contribuito a far crescere nuovamente anche la sua vocazione industriale. La Volkswagen ha aperto, pochi anni fa, un nuovo stabilimento nei dintorni di Chattanooga. Realizzando pure un grande parco fotovoltaico che fornisce la quasi totalità di energia rinnovabile alla grande fabbrica.  
Alla stessa stregua, proprio la fama di città smart e green sta facendo di Chattanooga la meta di un turismo informato e consapevole.
Chattanooga assomiglia molto, per dimensioni e storia economica, alla nostra città. Anche a Prato, seppur timidamente, si sta cercando una nuova via dopo la crisi della filiera tessile. E probabilmente il percorso intrapreso a Chattanooga può essere preso d'esempio anche da noi. 
Le occasioni, nei prossimi anni, non mancheranno di certo. Ambiente, parchi pubblici (Calvana, Piana Sud, Monteferrato e Galceti, Bisenzio ecc. ecc.) acquisizione di beni come le Cascine di Tavola, il nuovo Pecci, la stabilizzazione del successo del Museo di Palazzo Pretorio, del Museo del Tessuto, della Biblioteca Comunale, il ruolo centrale del Bisenzio, l'apertura di nuove gallerie d'arte contemporanea, l'implementazione funzionale della rete delle piste ciclabili, lo sviluppo di industrie sostenibili nella produzione di energia da fonti rinnovabili (solare, fotovoltaico, idrico), l'innovation economy ecc. ecc. 

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