mercoledì 11 giugno 2014

DURA LEX SED LEX

Violazione par condicio: articolo 9 della legge 22 febbraio 2010 nr. 28

Protocollo n. 75707 del 6.06.2014
Il Comune di Prato nelle seguenti occasioni ha violato l'articolo 9 della legge 22 febbraio 2010 nr. 28 , "la c.d. legge della par condicio":

  • comunicato e conferenza stampa del 29 aprile 2014 per l'organizzazione di eventi espositivi da tenersi nella città di Prato nell'ambito dell'iniziativa "Arte a Prato";
  • conferenza del 5 maggio 2014 al Museo Pecci per la presentazione del nuovo museo;
  • cartellonistica stradale riportante la dicitura "Comune di Prato. Dopo 40 anni d'attesa l'Amministrazione di Prato comunale ha iniziato i lavori di raddoppio della declassata".
L'autorità Garante delle Comunicazioni con delibera 254/14/CONS del 22 maggio 2014 ha sanzionato questa violazione e ha disposto la pubblicazione di un messaggio contenente l'avvenuta violazione per la durata di quindici giorni sul sito web del comune.

Dura Lex sed Lex! E' il motto che nell'antica Roma entrò nel parlare comune da quando la legge, da orale e dunque largamente interpretabile dai giudici, diventò legge scritta. E, pertanto, assai meno flessibile secondo i voleri dei detentori del potere. Era un invito a rispettare le leggi in vigore. Per quanto dure o anche ingiuste queste potessero sembrare o essere. E' il principio dello Stato di Diritto. Tutti, a cominciare dallo Stato in tutte le sue articolazioni, devono obbedienza alle leggi. Ma duemila anni di giurisprudenza non valgono, oggi in Italia, un fico secco. Da noi chi rispetta le leggi è considerato poco meno di un fesso.
Ci vengono in mente queste riflessioni leggendo la "condanna" e la "sanzione" comminata dall'Autorità Garante della Comunicazione al Comune di Prato. O meglio alla vecchia amministrazione comunale spazzata via dalle recenti scelte dell'elettorato pratese. Sono stati ben tre gli episodi che l'Autorità ha ritenuto lesivi della Legge 22 febbraio 2010, la cosiddetta "par condicio". Ovvero di quelle norme che regolano la comunicazione in fase di processi elettorali. E cioè nei periodi di massima applicazione ed attenzione a quella che in occidente chiamiamo "democrazia".  Che proprio nel suffragio universale dovrebbe vedere la sua "sublimazione". Cosicchè chi viola le leggi che stabiliscono la procedura e la normativa per assicurare ai cittadini (una testa un voto) una corretta e consapevole informazione da tradurre in un segno sulla scheda elettorale compie un vero e proprio furto di democrazia. E, come tale, andrebbe sanzionato.
Ma in Italia anche questi principi basilari del gioco democratico sono tenuti in non cale. I tre episodi segnalati dall'Autorità Garante delle Comunicazioni, ai quali se ne dovrebbe aggiungere un altro, il sondaggio "tarocco" pubblicato da TV Prato (http://www.tvprato.it/2014/03/errata-corrige/) , e le "sanzioni" imposte, suggeriscono alcune semplici considerazioni. 

A) Chi viola la legge sulla comunicazione elettorale lo fa sapendo bene di non incorrere in alcuna significativa sanzione. Le decisioni dell'Autorità per essere serie ed efficaci dovrebbero essere prese a poche ore o giorni di distanza dalle infrazioni. Viceversa le "sanzioni" relative, quando arrivano, giungono, per così dire, "a babbo morto". Avendo pure il sapore della beffa. Prendete questa "sanzione". Si obbliga il sito web del Comune di Prato a pubblicare per 15 giorni consecutivi il dispositivo della sentenza. Ma ormai la vecchia amministrazione responsabile di aver fatto comunicazione fuorilegge è stata mandata a casa dagli elettori e della sentenza non gliene può fregare di meno. E dunque sono i vincitori ad apparire quasi come i "condannati"!!

B) Nel caso in esame chi viola una legge dello Stato è un ente che è articolazione di quello stesso Stato! Che esempio ne può venire ai cittadini è chiaro e lampante! Se in Italia ed a Prato neppure chi fa le leggi e le deve fare rispettare erga omnes al contrario non le rispetta perchè, di grazia, dovrebbe rispettarle il singolo cittadino?

E' l'ampio tema dello Stato di Diritto che viene colpito da questi comportamenti di ampi settori dello Stato. E che fa sì che in Italia la Giustizia ed il Diritto siano concetti altamente flessibili e, quasi sempre, messi al servizio dei potenti di turno. E' anche uno dei motivi per i quali la corruzione nel nostro Paese è un mostro che dilaga in tutte le direzioni. Senza che, infine, i responsabili vengano davvero "sanzionati". Sapete quanti condannati per corruzione et similia sono attualmente rinchiusi nelle patrie galere? Pochi. Pochissimi. Meno delle dita delle nostre mani! Anche per questo si continua allegramente a saccheggiare, a favore delle casse dei partiti e/o personali, il denaro pubblico.


Posta un commento