sabato 7 giugno 2014

LA GIUNTA E' GIUNTA




Eccoli effigiati i nuovi assessori che stamattina alle 11,00 verranno presentati alla Città. In rigoroso ordine alfabetico:

FILIPPO ALESSI, VALERIO BARBERIS, LUIGI BIANCALANI, MARIA GRAZIA CIAMBELLOTTI, SIMONE FAGGI, MONIA FALTONI, SIMONE MANGANI, BENEDETTA SQUITTIERI, DANIELA TOCCAFONDI.

Due architetti, due avvocati un medico, un insegnante, 
un economista, un funzionario pubblico, una funzionaria di partito. Tutti laureati (bella sorpresa..) meno una! Per effetto di queste scelte cambia anche la composizione del consiglio comunale. L'ingresso in Giunta dei neoeletti consiglieri comunali Monia Faltoni e Simone Mangani consentirà il ripescaggio dei primi due candidati del PD non eletti immediatamente: l'ex assessore provinciale Antonio Napolitano (Area dem) e la responsabile del circolo Centro Storico Serena Tropepe (cuperliana).
C'avrà messo anche più tempo del previsto. Tuttavia la squadra di governo orchestrata da Matteo Biffoni appare, certo per ora solo sulla carta, notevole!
Ed in linea, tutto sommato, con le dichiarazioni che il neo sindaco aveva rilasciato in campagna elettorale (..."...voglio in Giunta gente motivata, determinata e che soprattutto ami la città...."...).
Naturalmente oltre a nomi e cognomi dei prescelti da Biffoni nel compito di governare per 5 anni Prato conterà anche la distribuzione delle deleghe. Se fosse simile a quella ventilata da taluni organi di informazione cittadini vi vedremmo ulteriore motivi di mano felice da parte del neo sindaco.
Tuttavia, già da adesso, possiamo dirci soddisfatti delle nomine. Matteo Biffoni e la sua Giunta si meritano, pertanto, almeno 120 giorni di luna di miele. Quattro donne e 5 uomini. Raddoppia la quota rosa impegnata nel governo della città rispetto alla squadra di Roberto Cenni. E pur essendo un monocolore PD alcuni dei personaggi indicati da Matteo Biffoni rendono comunque equilibrata la sua prima scelta politica. Certo sappiamo benissimo che due o tre nominativi faranno venire l'amaro in bocca a qualche commentatore od a qualche militante del PD.
Biffoni non ha guardato, ed ha fatto bene, alle appartenenze politiche di qualche membro della sua Giunta. Avrà applicato la massima di Deng Xiao Ping (...non importa che il gatto sia rosso o nero. L'importante è che acchiappi i topi...) oppure avrà privilegiato antiche frequentazioni amicali. Su di un piano prettamente politico la nuova Giunta è caratterizzata dalla presenza di 3 membri di Area Renzi; 2 di Area Dem; 1 civatiano; 1 cuperliano (che con Gabriele Bosi rimangono saldamente alla guida del partito pratese...). Oltre ai due "civici" Biancalani e Toccafondi. Con un'età media giovane, intorno ai 40 anni.
Una squadra con profili personali, competenze, esperienze, professionalità, provenienze assai diversificate. Ma per questo in grado, probabilmente, di rispondere alle esigenze di una società complessa ed articolata come quella pratese.
Matteo Biffoni, seppur con giusta e corretta cautela, ha dimostrato autonomia di scelta. Certo non dimenticando di fare comunque parte di un partito con al suo interno più anime ed aggregazioni. Tuttavia sbaglia, a nostro avviso, chi volesse vedere nella composizione finale del governo cittadino qualche decisivo intervento di una manona (o manina) romana.   
Fuori di metafora è chiaro che, anche correttamente, la leadership di Antonello Giacomelli si sia fatta sentire. D'altronde il simpatico sottosegretario è un autentico politico di razza. Non si "scala" il PD pratese senza avere qualche buona qualità. Nel complesso, tuttavia, chi esce vincente e rafforzato (rimanendo in attesa dell'esatta distribuzione delle nomine...) è Matteo Biffoni e la componente renziana dei democrats. Tutto il resto son chiacchiere di osservatori incattiviti o di commentatori interessati (e magari delusi...).    




Ci piace, infine, concludere con queste due foto: sono state scattate a Chiesanuova il 10 ottobre 2012. Testimoniano la prima riunione pratese dell'Area Renzi. 
Dunque non sono trascorsi nemmeno due anni. Ma, nel frattempo, questo gruppo di giovani "rottamatori" è cresciuto a dismisura, certo anche sull'onda del segretario e premier Matteo Renzi, conquistando la fiducia di militanti, simpatizzanti ed elettori e portando il "direttore d'orchestra" alla carica di primo cittadino.
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