domenica 15 giugno 2014

L'OPPOSIZIONE ALL'OMBRA O L'OMBRA DELL'OPPOSIZIONE?


Sembrerà pure paradossale ma uno dei principali problemi che si porrà al vincente (stravincente..) centrosinistra pratese nei lunghi 5 anni di governo della città che l'attendono sarà l'assenza di un'opposizione politica. 21 voti (su 33) alla maggioranza, 12 voti alla minoranza possono significare un rullo compressore in grado di annullare qualsiasi espressione di dissenso amministrativo e politico. Viceversa la democrazia funziona al meglio quando si confrontano una maggioranza ed un'opposizione. Nell'attuale consiglio comunale c'è pure la complicazione che, formalmente, le "opposizioni" sono in realtà due: il centrodestra (Forza Italia, Lista Cenni, Prato Libera e Sicura - 9 componenti - e M5S - 3 componenti). Difficile immaginare un qualsiasi raccordo tra queste due componenti politiche! I tre consiglieri stellati, tra l'altro, essendo alla prima esperienza, avranno diritto ad un non semplice e breve periodo di rodaggio.
Cosicchè, in pratica, dovrebbe essere il centrodestra a impersonare l'opposizione.
Adesso è ancora impegnato nell'elaborazione del lutto dovuto alla terrificante tranvata rimediata il 25 maggio scorso. 30 punti di differenza tra il vincitore Matteo Biffoni e lo sconfitto Roberto Cenni sono un record. Nel 1999 Andrea Pagnini fu distaccato da Fabrizio Mattei di 21 punti; nel 2004 successe lo stesso a Filippo Bernocchi versus Marco Romagnoli...Oltre al k.o. il centrodestra deve pure fare i conti con una scarsa capacità d'analisi politica. I suoi maggiori esponenti (si fa per dire..) non si capacitano ancora del come e del perchè i pratesi abbiano quasi plebiscitato il giovane Biffoni ed affondato l'uscente Roberto Cenni.
Anche se, per la verità, i motivi della scelta erano stati francamente esplicitati dallo stesso Cenni col suo manifesto elettorale dove sosteneva d'aver fatto una coalizione per governare non per vincere!! Ammettendo, dunque, che la sua vecchia maggioranza, rissosa, irascibile, divisissima, era stata impossibilitata a governare la città. Più chiaro di così!! D'altra parte quando una maggioranza non è neppure in grado di approvare il Bilancio consuntivo dell'anno precedente è una maggioranza inesistente e da mandare a casa. Cosa che puntualmente i pratesi hanno fatto!
Ma oltre alla capacità di comprensione di quanto accaduto il centrodestra cittadino dovrà fare anche i conti con l'assoluta mancanza di una leadership certa, riconosciuta, autorevole e di prospettiva. Roberto Cenni, che dovrebbe essere il naturale capo dell'opposizione, ha diversi problemi personali da risolvere. Non ultimo quelli di natura giudiziaria. Difficile che il centrodestra possa ripartire dall'ex patron della Sasch. E se Giorgio Silli pare avviarsi verso una carriera nazionale non resta altro alla destra che rivolgersi alla brava e bella Rita Pieri. Nuovo capogruppo di Forza Italia. Che ha fatto bene come assessore. Ma che ha un handicap evidente. E' sulla scena politica cittadina da oltre 20 anni. E gli elettori chiedono, visibilmente, novità e forze fresche.
Ovvero proprio il campo dove nel centrodestra il dente duole di più. In questi anni non è fiorito, nè nel periodo dell'opposizione e neppure in quello del governo, alcun giovane leader cui affidare una possibilità di rinascita. Tra i nove consiglieri l'unica novità è la risicata elezione di Alessandro Benelli con la lista Cenni. Che, sicuramente, non potrà essere annoverato come leader emergente e/o giovane. Tutti gli altri otto eletti sono navigatissimi politici provenienti anche (come Aldo Milone ed Emanuele Berselli) dalla politica del secolo scorso!
Da cosa e con cosa ripartire allora? Non solo e non tanto per le lontanissime amministrative del 2019 ma per le regionali, vicinissime, del 2015? Un elemento balza immediatamente agli occhi: l'elettorato, non solo pratese tende a premiare chi riesce ad allargare e tenere unita la propria coalizione. Successe così nel 2009 con Roberto Cenni. E' successo la stessa identica cosa il 25 maggio con Matteo Biffoni. Cosicchè il centrodestra cittadino dovrebbe, innanzitutto, provare a federare tutte le variegate sensibilità politiche che si sono presentate in ordine sparso alle comunali. Compito non facile, intendiamoci. E che necessita di un leader determinato, giovane e con le idee chiare. Oltre che, naturalmente, di un analogo e fertile riferimento nazionale. Al momento, francamente, non pare esserci nessuno all'orizzonte. Tuttavia, ove si mutassero i criteri di arruolamento e selezione della classe dirigente tutto potrebbe rapidamente cambiare. Elezioni primarie, esperienze di altri Paesi e continenti (vedi il caso del Tea Party americano..) potrebbero davvero servire per ricostruire un sentimento di appartenenza politica al disfatto centrodestra pratese. Che, per il momento, pare ancora attardarsi in analisi del voto francamente risibili ed in  una "opposizione" più dettata dal risentimento verso gli elettori che proiettata a costruire possibili occasioni di rivincita. Forza amici del centrodestra pratese, Prato avrà ancora bisogno di voi. Fatevi una ragione della sconfitta ed iniziate a costruire il futuro uscendo dal "rassicurante" cono d'ombra in cui vi siete cacciati!     
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