martedì 24 giugno 2014

MASSONERIA: FLOP IN CONSIGLIO COMUNALE


La notizia ha del clamoroso. Anche se è passata sotto silenzio. Per la prima volta dal dopoguerra in Consiglio Comunale a Prato non siede alcun iscritto alla Massoneria. Nè a quella del Grande Oriente e neppure a quella di Piazza del Gesù. Eppure erano diversi i candidati che erano affiliati ad una Loggia riconosciuta da una delle due organizzazioni massoniche italiane.
Ma nessuno ce l'ha fatta a conquistare uno scranno nella sala consiliare di Palazzo Comunale.
Segno del declino della massoneria cittadina? Ovvero dello scarso appeal che riveste, oggi, la qualifica di consigliere comunale? Non sapremmo dire. Certo che s'interrompe una solida tradizione cittadina. Quella che ha visto per 14 consigli comunali consecutivi la presenza, certo discreta, di almeno un esponente delle logge cittadine salire i gradini di Piazza del Comune. In principio i rappresentanti massonici furono soprattutto presenti nelle file del Partito Socialista. In seguito anche in quelle del Partito Comunista (e successive dizioni...); in quello socialdemocratico, repubblicano, democristiano.
In diversi casi esponenti delle Logge cittadine furono pure nominati componenti delle Giunte comunali.
Naturalmente l'assenza di iscritti alla massoneria non vuol affatto dire che la fratellanza non abbia alcun riferimento nell'attuale Consiglio Comunale. Può essere che qualche consigliere si sia giovato dell'aiuto pervenutogli da amici massoni. Pratesi e/o fiorentini. Certo anche fiorentini. Le Logge del capoluogo sono "piene" di nostri concittadini che hanno optato, per motivi diversi, per l'iscrizione in una delle moltissime Logge gigliate. La città di Firenze, com'è noto, ha una delle più alte densità massoniche d'Italia (47 logge del Grande Oriente presenti). Come tutta la Toscana d'altra parte. Che, non a caso, ha espresso recentemente, un Gran Maestro senese (ma con frequentazioni in riva all'Arno) vincente su, tra gli altri, un candidato livornese.   
     
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