lunedì 2 giugno 2014

UN "PERDENTE" DI SUCCESSO: SANDRO CIARDI


Sandro Ciardi, fondatore ed animatore della lista civica Giovani e Famiglia, è stato candidato stavolta nella lista civica di Roberto Cenni. Ha ottenuto 138 preferenze. E' il secondo dei non eletti.


Ciao Sandro, dopo aver sentito Marilena Garnier, una che ce l'ha fatta ad entrare nelle 32 nominations per il Consiglio Comunale, avevamo voglia di sentire sensazioni, emozioni e considerazioni di un'altro dei 670 candidati che, invece è rimasto, per il momento almeno, non eletto. Sei stato scelto per la tua, diciamo così, sportività. Pare, infatti, che tu abbia preso con grande filosofia il risultato negativo della tua coalizione, del tuo sindaco ed anche tuo personale. Che ci puoi dire al riguardo?

Se uno decide di candidarsi, deve farlo per amore della propria città e non per se stesso. Quindi deve impegnarsi al massimo ed essere preparato, sia a perdere, che a vincere senza essere eletto. Solo cosi possiamo dare il meglio anche dopo le elezioni. Non mi piacciono coloro i quali dopo le elezioni spariscono per 5 anni .

Il tuo primo ingresso nell'agone politico risale al 2004, quando, con altri amici, fondasti la lista civica "Giovani e Famiglia" e ti presentasti come candidato sindaco. A cosa si deve questo tuo interesse per la politica? E perchè nel 2004 pensaste a quel nome per la vostra associazione?

La prima formazione di GF era di stampo centrista/cattolico. Molti dei fondatori erano moderati delusi dal PD. Nel tempo si é unita una altrettanto forte componente laica. Siamo orgogliosi di non avere nel dna preconcetti di destra o sinistra.

Nel 2009 hai portato "Giovani e Famiglia" nella coalizione che elesse Roberto Cenni. Eravate, però, in tandem con l'altra lista civica "La Città per Noi". Perchè quella scelta e perchè non ha evidentemente funzionato giacchè "GeF" è restata anche il 25 maggio nella coalizione Cenni mentre "CxN" ha sostenuto Matteo Biffoni?

Nel 2009 fummo promotori del progetto polo civico. Volevamo fondere tutte le realtà civiche in un unica coalizione, con anche 5stelle e Prato Libera e Sicura. Il progetto falli' e del gruppo rimasero solo CxN e GF, che alla fine appoggiarono il civico Cenni. Penso che alla fine la differenza sostanziale tra noi che abbiamo continuato ad appoggiare Cenni  e la CxN che ha girato su Biffoni, sia solo un discorso di coerenza. In politica ce n'è sempre meno.

Per il 2019 cosa hai in mente?

Di continuare il mio impegno, assolutamente.

Come giudichi l'esperienza della prima giunta non di sinistra testè terminata? Quali i maggiori pregi ed i maggiori difetti che riconosci alla Giunta Cenni?

Pregi: ottima giunta e buoni risultati: centro rimesso a nuovo, finalizzato aperture musei, settembre pratese e soprattutto fine del metodo spartizioni poltrone partecipate ai dirigenti PD. Per finire, bene la raccolta differenziata e bene allo stop definitivo all' inceneritore del Calice.

Difetto: non aver finito per tempo il raddoppio della declassata (é più di 30 anni che aspettiamo) e aver difettato nel far sapere ai cittadini quanto fatto in 5 anni.

Cosa ti aspetti dal nuovo sindaco Matteo Biffoni? E che consiglio, te ne chiedesse uno, gli daresti?

Spero che almeno il buono di Cenni lo porti avanti: su tutti la fine della sudditanza con il Consiag e poi portare avanti il risveglio della pratesita' innescata con Pretorio e anche col settembre pratese.
Un consiglio?
Circondati solo di persone che conosci al 100%. E nel dubbio fai riferimento al bene della città e non agli interessi particolari.

Tu sei uno dei più giovani, brillanti e dinamici imprenditori della filiera tessile pratese: ti risulta un buon sussulto di ripresa del distretto? Pare che le poche filature restate facciano adesso fatica ad esaudire gli ordini. E' vero?

Il prodotto tipico pratese adesso sta facendo lavorare tutti i terzisti a tempo pieno, e sembra che fino ad agosto nel cardato ci sarà lavoro. Questo é di buon auspicio, con la consapevolezza che gli imprenditori non devono abbassare la guardia, perché la ripresa ancora é lungi da essere consolidata. Detto questo ora il cardato va' effettivamente oltre le aspettative.

Come dovrebbe essere accompagnata la diversificazione produttiva in atto a Prato? Quali politiche attive potrebbe svolgere il Comune?

Il comune purtroppo non ha molte armi per industria e artigianato: aldilà della riduzione della tassazione, importantissima, rimane solo la materia della formazione, che con l'abolizione delle province, dovrebbe passare ai comuni. Altro discorso per il commercio: lì il comune può promuovere lo sviluppo di attività commerciali in centro e nelle periferie, facilitando l'apertura di nuove attività, ad esempio  la ristorazione, facilitando la apertura di locali in centro per i giovani.

Non ritieni che la comunità cinese, al di là dei mille problemi che ha causato, sia tuttavia un fattore di crescita per tutta la città?

Siamo pragmatici: esiste una grossa fetta del business immobiliare che é ora impostato sulle attività di aziende cinesi. E molte hanno affitti regolari senza avere dormitori all'interno. Se da domani queste dovessero sparire, per molti sarebbe un problema, e non mi riferisco solo a grossi immobiliaristi, ma anche a piccoli e medi risparmiatori, ad esempio anche ex artigiani proprietari di piccoli capannoni o gente comune che affitta piccoli appartamenti.
Per il resto non vedrei traumi: se da domani a Prato spariscono i cinesi, alcuni confezionisti locali italiani, potrebbero tranquillamente far confezionare da altri cinesi presenti a Roma, Bologna, Carpi, Napoli, nel Veneto etc,etc.........
Ovviamente se sono qui a Km Zero, per le confezioni é più veloce e semplice.

La nuova pista di Peretola, avversata dalla tua coalizione, non si potrebbe rivelare una grande opportunità anche per Prato? 

No! Per gli imprenditori pratesi, ad esempio, anche con la nuova pista non sarebbe possibile raggiungere NY o Pechino. Rimane una pista europea. Noi abbiamo invece bisogno di un aeroporto, quello di Pisa, per raggiungere tali scali.
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