martedì 8 luglio 2014

ASSERRAGLIATI (DROGA, SICUREZZA, DEGRADO, LEGALIZZAZIONE)





Una quindicina di giorni fa era stato tagliato il boschetto nei pressi della stazione ferroviaria del Serraglio. Era diventato, da tempo, il facile rifugio dei tossicodipendenti che dopo essersi acquistata la "dose" andavano proprio a ripararsi tra e sotto quegli alberi a "farsi". Pareva che con quell'operazione di "pulizia" l'area non potesse essere più utilizzata a quello scopo. Sbagliato! Ecco la scena (foto 3 e 4) che si è presentata ieri agli utenti del Serraglio. Incurante di tutto e di tutti il tossico s'è "appartato" lo stesso.

Nel frattempo ieri sera, lì vicino, al giardino della Passerella, s'è tenuto, con qualche difficoltà dovuta alla pioggia, l'incontro sul triangolo delle Bermude (Via San Giorgio-Via Cironi-Canto alle Tre Gore) dopo che nei giorni scorsi i residenti avevano inscenato una manifestazione di protesta contro il "degrado" di quell'area. Spacciatori e tossicodipendenti; passaggio ininterrotto di bus; botteghe e botteghine etniche più o meno regolari. Gli abitanti chiedevano aiuto alle istituzioni.

Naturalmente il problema più grosso è quello della libera circolazione degli stupefacenti che dal Serraglio s'è da tempo allargato a quelle tre vie del centro storico. E che ne fa il crocevia cittadino ma anche regionale dello spaccio e del consumo.

I media c'hanno anche avvertiti ieri di un'operazione condotta dalla squadra mobile della nostra Questura in quel di Puglia. In quella regione, dopo lunghe (e costosissime...) indagini, i nostri poliziotti sono riusciti ad intercettare un carico di ben 2.200 kilogrammi di marjuana. Nel comunicare l'esito della brillante operazione il capo della squadra mobile non ha mancato l'occasione per mostrare la sua perplessità circa le novità legislative introdotte recentemente per cercare di lenire il cosiddetto affollamento carcerario. In sostanza le nuove norme non prevedono più la reclusione preventiva in galera per i piccoli spacciatori. Il capo della nostra squadra mobile non è evidentemente d'accordo perchè teme che il provvedimento possa incentivare lo spaccio minuto.

L'altro ieri, viceversa, la stampa nazionale raccontava quel che è successo nello Stato americano del Colorado. Nel quale, da circa 6 mesi, è stato legalizzato (non "liberalizzato".....) l'uso della marjuana il che ha comportato la contemporanea legalizzazione della coltivazione, produzione e commercio della canapa indiana. "Il proibizionismo è andato letteralmente in fumo. Almeno in Colorado. Da quando, sei mesi fa, lo Stato di Denver ha legalizzato senza se e senza ma la vendita di marijuana, le entrate fiscali in quella parte d’America sono schizzate alle stelle." scrive Claudia Osmetti su Libero (dunque non certamente su un media "amico" dell'antiproibizionismo). Il Governatore del Colorado riferisce di entrate fiscali boom derivanti dal commercio dell'erba resa legale. Ma non solo. La fine del proibizionismo per la marjuana ha fatto esplodere in Colorado l'industria del "fumo" con circa 10.000 nuovi occupati nell'intera filiera. In Colorado, inoltre, dalla data della legalizzazione della marjuana sono calati di quasi il il 53% gli omicidi!

Paiono dunque assai corposi i vantaggi che deriverebbero alla società da una legalizzazione delle droghe cosiddette "leggere". Mentre si confermano sempre più perdenti le politiche basate sul proibizionismo.

Pertanto anche per risolvere i problemi pratesi legati al mercato clandestino degli stupefacenti occorrerebbe che l'Italia perseguisse questa strada della legalizzazione. Come sarebbe utile a tutti che, per quanto riguarda le droghe cosiddette "pesanti", si perseguisse la strada della "riduzione del danno". Per i tossici e per i cittadini. Anche in questo campo le esperienze già in corso in molti Paesi indicano che una modalità per la riduzione del danno da assunzione di stupefacenti sono le cosiddette "stanze del buco". Ovvero locali attrezzati e sanitariamente ed igienicamente presidiati dove i consumatori possono in condizioni di sicurezza 100 volte più alte di quanto avviene adesso, assumere le sostanze che vogliono.

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