lunedì 14 luglio 2014

E SE LA SMETTESSIMO DI PIANGERCI ADDOSSO??


Matteo Biffoni sarà, dunque, il quinto sindaco a scrivere al Ministro della Giustizia. Dopo Mattei ( 1 e 2), Romagnoli e Cenni ecco l'ennesima lettera che da Palazzo Comunale parte per Largo Arenula. Naturalmente confidiamo che la lettera di Biffoni abbia più fortuna di quelle degli altri 4 sindaci. Ma ne dubitiamo. Una delle promesse che Roma ha, nei momenti di difficoltà della città, fatto a Prato non si è mai avverata. Specialmente in tema di giustizia e di tribunale.
Il Tribunale di Viale della Repubblica è una delle più grandi "aziende" pratesi. Non solo perchè ci lavorano decine e decine di persone. Ma anche perchè la sua "produttività" ricade pesantemente sulla città. Sono centinaia gli avvocati e/o gli operatori di giustizia che tutte le mattine vi lavorano. Sempre centinaia e centinaia sono i cittadini che lo frequentano per le ragioni più disparate.  
Ma il Tribunale non è il solo ente a comporre i cahiers de dolèances degli amministratori pratesi. Ci sono ampie recriminazioni pure per la Questura (organici e mezzi); il Comando Provinciale dei Carabinieri (organico); gli uffici del fisco (organici); il carcere della Dogaia (superaffollato e con dotazione organica sottodimensionata).
Tutti gli uffici statali o dipendenti da comandi romani sono, a giudizio dei nostri amministratori (di destra e di sinistra) sotto organico ed incongrui per la terza città dell'Italia Centrale.
Quando avvenne la tragedia di Via Toscana con la morte dei sette cittadini cinesi nel rogo di quella confezione parve crearsi un moto di solidarietà con la nostra città. I nostri maggiori esponenti, sindaco in testa, furono addirittura ricevuti in pompa magna dal Presidente della Repubblica e dal capo del governo centrale e da quello regionale. Moltissime, allora, furono le promesse che le alte autorità fecero ai nostri rappresentanti. Ad oggi non una di quelle parole è stata minimamente rispettata.
Dunque cos'è questa apparente ostilità verso Prato? Che non conosce differenze politiche. A Roma in questi ultimi vent'anni sono state alternativamente al potere la sinistra e la destra. Che si sono alternate anche a Prato almeno negli ultimi 5 anni. Eppure chiunque guidasse il governo romano ha ignorato bellamente le richieste che provenivano da Prato. Sia fosse guidata dalla sinistra che dalla destra. L'ultimo provvedimento utile per Prato adottato a Roma sono stati i 20 milioni di euro stanziati per la cassa integrazione straordinaria. Misura, tuttavia, non mirata alla nostra città ma utilizzata in tutt'Italia.
Come se non bastasse una parte della città, in specie quella orientata politicamente a destra (ma non solo..) ritiene che pure Firenze non riconosca a Prato quanto le sarebbe dovuto.
L'esempio di quanto sia "matrigna" Firenze è il NOP, il nuovo Ospedale Santo Stefano. Che per molti osservatori è nato sottodimensionato per le esigenze reali del nostro territorio.
Naturalmente niente ci viene detto, dagli amministratori pratesi di destra e di sinistra, per spiegare questa situazione. Cos'è? Un complotto nazional-regionale ai danni di Prato? Per quale ragione? Siamo una città antipatica ai potenti romani e fiorentini? Nessuno lo sa dire!
Il capogruppo consiliare di Prato Libera e Sicura scrive di una Prato addirittura umiliata. Ed a sostegno di questa sua tesi cita il caso delle ultime assegnazioni di personale ai Tribunali di Firenze, Livorno, Siena e, appunto, Prato. Che hanno privilegiato le altre tre province toscane rispetto a Prato. Parliamo a ragion veduta di province poichè è questo il livello territoriale entro il quale agiscono gli organi interessati, ad esempio i Tribunali. Ebbene da questo punto di vista si può comprendere la differenza di trattamento mettendo a confronto popolazione ed estensione dei territori provinciali. Se Prato (7 comuni + Calenzano per il Tribunale) ha una popolazione di 248.000 abitanti su una superficie territoriale di 365 kilometri quadrati, Firenze (42 comuni) a fronte di una popolazione di oltre 1 milione d'abitanti ha un territorio di 3.514 km quadrati. Dunque 4 volte la popolazione pratese, 6 volte il numero dei comuni e 10 volte il suo territorio. Livorno (20 comuni) conta 343.000 abitanti su un territorio vasto oltre 1.200 kilometri quadrati;  Siena (36 comuni) ha 270.000 abitanti rispetto ad un'estensione territoriale di ben 3.821 kilometri quadrati!!
Da questi numeri, incontestabili, emerge che Prato ottiene dallo Stato e dalla Regione quanto le è dovuto. E, comunque, non in proporzione dissimile alle altre province toscane.
Prato, o meglio i suoi amministratori di destra e di sinistra, farebbe bene allora a smetterla di piangersi addosso. E di pretendere, invece, che gli enti che erogano servizi si organizzino meglio. Magari ricordando che dovrebbero essere al servizio dei cittadini e non alla loro sopravvivenza autoreferenziale.
Oppure, se lo credono davvero, si attrezzino per spiegare bene ai cittadini il motivo (i motivi) per i quali la nostra città sarebbe soggetta ad un  regime discriminatorio da parte di Stato e Regione.
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