domenica 6 luglio 2014

MA CON L'IGNORANZA SI MANGIA?


"E mi fan ridere, quanti credono di offendere i pratesi dicendo che sono il popolo più becero che sia in Toscana, anzi in Italia. Come se becero fosse un ingiuria. Un becero è un becero: cioè un toscano allo stato di grazia."

Una nuova ricerca dell'ISTAT conferma quel che da tempo era già noto: Prato è la città meno "istruita" della Toscana (e, probabilmente, d'Italia).
Nella provincia di Prato i laureati sono solo il 9,4% del totale degli abitanti, la media della Toscana è attestata ad un buon 12,3% (la media italiana è al 12%). Non va meglio con i diplomati in scuole superiori. Prato raggiunge il 29,3% sul totale dei propri cittadini. Ultimo posto tra le province toscane e molto in basso pure tra tutte le città italiane.
Quand'era Ministro dell'Economia dei governi Berlusconi Giulio Tremonti sosteneva che "...con la cultura non si mangia....". 
Ne dovremmo dunque concludere che a Prato con l'ignoranza si mangia!
Ed è perfino vero che almeno per 40 anni i pratesi hanno mangiato con la "cultura" del lavoro. Lavoro, lavoro, solo lavoro! La scolarizzazione, a parte quella resa obbligatoria per legge (per fortuna..) qui a Prato è sempre stata vista con gran sospetto. Un figlio/a che voleva "studiare" era spesso percepito anche dai propri famigliari come una/o che NON voleva lavorare!  D'altra parte se lo studio rende istruiti il lavoro rende indipendenti e, se si è abili e/o fortunati, anche ricchi a palate. Perchè, dunque, "perder tempo" a studiare?
Il perchè lo si scopre quando il lavoro, come adesso a Prato, viene a mancare. Quando la fortunata filiera tessile giunge alla sua ordinaria conclusione. 
Proprio sui quotidiani di stamattina è riportata la classifica (formata sulla base del reddito pro-capite; dei livelli di scolarizzazione; delle aspettative di vita) delle Nazioni  
Ai primi cinque posti della graduatoria troviamo:

1) Norvegia

2) Australia
3) Stati Uniti
4) Olanda
5) Germania

L'Italia occupa solo la 25 posizione (dopo Francia e Spagna).  


La beceraggine malapartiana, dunque, può essere un modo poetico d'interpretare l'intimo carattere di un popolo. Ma, sicuramente non può essere il passaporto giusto per sfidare il nostro futuro. Non fate dei vostri figli dei nuovi "beceri". Fateli studiare!!
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