domenica 10 agosto 2014

IL FICO D'AMERIGO (ED IL CENTRODESTRA PRATESE)

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo




C’erano una volta la quercia e l’ulivo della sinistra. C’è oggi il fico del centrodestra. Fico verdino per l’occasione da non confondere con Verdini leader nazionale fiorentin-campigiano che ormai mangia solo aragoste e caviale. Rinviata e poi rinviata di nuovo per la pioggia, la cena sotto il fico ha avuto finalmente la consacrazione annuale. Nel momento in cui la celebre cena dei vip architettata dallo Sguanci andava in pensione, il ritrovo nel campo ai lati della strada che conduce da Vaiano a Schignano è diventato l’appuntamento-clou dell’estate, dove si sono dati convegno i politici militanti del centrodestra e i reduci dello tsunami Renzi-Biffoni per evitare di essere soppressi e fare la fine delle nutrie del Bisenzio. L’anfitrione e demiurgo, Amerigo Brandolin che ha incatenato Giove Pluvio per una giornata in cui a Prato pioveva a dirotto mentre in quel di Vaiano splendeva il sole. C’erano tutti i maggiorenti del centrodestra, non c’era il più amato dai pratesi, come dicono i numeri delle ultime votazioni e delle precedenti, il pigliatutto Giorgio Silli (responsabile immigrazione nazionale-coordinatore provinciale-consigliere comunale-presidente di commissione consiliare ecc.ecc.), assente giustificato, fresco d’investitura nazionale e d’investitura affettiva che ha trovato come Berlusconi la sua Francesca Pascale e sembra questa volta avviarsi, con gioia degli amici e con disappunto delle amiche, alle soglie del matrimonio. Anche a distanza, si è percepito l’influsso autorevole del nuovo nuovo coordinatore provinciale: tutte le volte che uno si azzardava a una mezza critica, andava via la luce dal campo e il discorso doveva ricominciare con presupposti diversi. Gli argomenti di fondo? Restituire a Forza Italia la leadership del centrodestra per una centralità lungimirante e responsabile; non uniformarsi alle sirene di sinistra anche quando ti sembra percorra il tuo stesso cammino, evitando soprattutto di essere fagocitati dal capoluogo regionale (ampliamento di Peretola ed area metropolitana in primis); opporsi alle direttive della stessa sinistra quali il sottopasso del Soccorso e la supercazzola biffoniana della messa all’incanto del vecchio ospedale; portare un contributo costante di idee in veste costruttiva con precisa distinzione di ruoli fra maggioranza e opposizione. Potesse parlare il fico, emergerebbero altri argomenti top secret che la liberalità del campo e delle abbondanti libagioni hanno posto in evidenza. Ma per tutto questo è atteso un nuovo cammino che dovrà avere naturalmente l’avallo del coordinamento provinciale, di cui un buon numero dei presenti a Vaiano fanno già parte, e quello del senatore Mazzoni che da Roma continua ad essere “mèta luce e guida” come il Santo Padre dei cattolici, ma con indispensabile celerità: la brevità della vita ci vieta di concepire speranze a lungo termine, ebbe a scrivere Orazio Flacco progenitore del neocordinatore Silli, quello del veni-vidi-vici (venni, vedi, vinsi), nominato coordinatore nell’arco di un pomeriggio, mentre il Biffoni continua a dispensare il fraterno “state sereni” di renziana memoria prima di giubilare Letta. “Se è destino che si debba essere mangiati rendiamoci almeno indigesti” hanno tuonato Mazzoni e Silli da Roma.


Roberto Baldi
(ex capogruppo consiliare di Forza Italia)
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