sabato 2 agosto 2014

L'OPPOSIZIONE A PRATO?...RUSSA!!


Anche sfigati questi dell'opposizione! Dopo due mesi di sonno ed elaborazione del lutto (con scarsissimi tentativi di raccapezzarsi dopo la scoppola elettorale..) i partiti del centrodestra rappresentati in consiglio comunale (Forza Italia, Lista Cenni e Prato Libera e Sicura) scelgono per le loro prime valutazioni sull'operato della nuova Giunta Biffoni proprio il giorno meno adatto. Quello nel quale la notizia principale (per tutti meno che per un quotidiano locale beninteso...) è la richiesta di rinvio a giudizio per Roberto Cenni. Notiziona che, ovviamente, sommerge e fa scomparire tutte le altre. Cosicchè la minuscola conferenza stampa dei "leaders" dell'opposizione resta relegata tra le notizie minori. Desaparecida nel vorticoso giro di fatture, bilanci, soci, famiglie, vendite, negozi, miss Italia, contabili, commercialisti ecc. tra Italia, Svizzera, Lussemburgo, Messico,  Hong Kong, Cina e.....Russia. Che prima hanno portato al fallimento tutte le aziende del gruppo Sasch (che, naturalmente, sfoggiava nel logo un non campanilistico "Firenze-Italia"....alla faccia delle successive "guerricciole" provinciali scatenate dal Cenni contro l'invadenza del capoluogo toscano...) e adesso alla richiesta di rinvio a giudizio per l'ex sindaco, suo figlio ed altre 15 persone.
Ma le tre notizie contenute nel provvedimento della richiesta di rinvio a giudizio che c'hanno intrigato di più sono le seguenti:

1) il gruppo Sasch era già in difficoltà estrema al  momento della decisione di Cenni di candidarsi a sindaco (primavera del 2009);

2) il comportamento, invero strano, di un gruppo di Banche (MPS, Unicredit, Banca di Roma, Banca Commerciale) creditrici di Sasch per decine di milioni di euro che non hanno mosso un dito per cercare di riavere indietro i denari prestati a Roberto Cenni e soci;

3) i rapporti di Cenni (e Sasch) con Cina e Russia.

La prima notizia configura una "truffa" politica perpetrata da Cenni ai danni di Prato e dei pratesi. Agli occhi ignari dell'opinione pubblica nel 2009 Cenni incarnava ancora la figura di un imprenditore di estremo successo. Che aveva attività che spaziavano dalla produzione dei tessuti al loro confezionamento in prodotti di largo consumo ai negozi di vendita. Dalla sponsorizzazione di Miss Italia a quella del Teatro Tenda di Firenze. Parve cosa buona, pertanto, ai pratesi consegnare a Cenni le redini di una città che le baruffe interne al PD e le ultime giunte comunali avevano portato in uno stato comatoso. Certo avessero conosciuto la vera storia di Sasch col piffero che i cittadini avrebbero consegnato Prato nelle mani di un personaggio prossimo al fallimento (avvenuto nel 2010...).
Lo stesso incredibile pare il comportamento delle banche creditrici di Sasch. Che hanno continuato imperterrite a finanziare Cenni anche quando il suo gruppo era in preda alle ultimissime convulsioni. Improbabile che istituti di credito di quella portata non conoscessero le difficoltà di Roberto Cenni.
Ancora più incredibile il fatto che nessun passo le stesse banche abbiano compiuto per cercare di recuperare almeno parte del bottino finito nella voragine cenniana.
Provate voi a fare uno scoperto sul vostro conto corrente di 100 euro. Minimo vi telefona immediatamente il direttore chiedendovi di rientrare. Certo Cenni, all'epoca era pure il presidente di una ricca e forte Fondazione bancaria. Evidentemente godeva di credito ed appoggi illimitati anche per questa sua prestigiosa collocazione. Cane non morde cane?
La terza notizia racconta di rapporti privilegiati di Cenni con Russia e Cina. Nella prima Cenni pare avesse un "cliente" straordinario: per anni ed anni gli ha "venduto" la sua merce. Senza mai riscuotere un euro (alla fine saranno più di 30 i milioni non riscossi...). Ad un cittadino russo Cenni pare abbia venduto la sua villa del Forte dei Marmi. In Russia pare abbiano anche acquistato il marchio Sasch.
In Cina Cenni aveva delocalizzato parte della sua produzione. Ad Hong Kong, parte del territorio cinese seppure con speciale statuto, sono state trasferite, secondo la richiesta di rinvio a giudizio, ingenti quantità di denaro. Logico, dunque, che gli investigatori del Tribunale di Prato volessero seguire queste piste. Tuttavia, pare, nessuna rogatoria internazionale è stata ottenuta da parte delle autorità diplomatiche russe e cinesi.
Con le quali, evidentemente, Cenni ha mantenuto ottimi rapporti. Il che spiega molto bene il perchè, quand'era sindaco, Cenni oppose un secco NO ad un atto simbolico di riconoscimento dei diritti civili, politici ed umani dei cittadini tibetani e cinesi. Più del diritto potè, evidentemente, l'esigenza stringentissima di mantenere con le autorità diplomatiche cinesi rapporti privilegiati. A scanso di possibili "vendette"!
Adesso Roberto Cenni dichiara che all'interno del processo chiarirà tutto. Ma, più che altro, conta su di un fatto. Che l'accusa avrà molte ma molte difficoltà a portare prove concrete che il fiume di denaro in uscita da Sasch e diretto ai 4 angoli del mondo nascondeva, in realtà, il tentativo, in parte riuscito secondo loro, di occultare beni e risorse finanziarie da sottrarre al fallimento del gruppo.
Nel frattempo Roberto Cenni si è ritagliato il nuovo ruolo di capo dell'opposizione cittadina. Opposizione russa! (o cinese..?). 


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