domenica 24 agosto 2014

MANOVRA FISCALE COMUNALE 2014: UN GIUDIZIO NEL MERITO



Lo scorso 20 agosto l'assessore al Bilancio del Comune di Prato Monia Faltoni ha presentato alla stampa la manovra fiscale che è stata elaborata dagli Uffici e che dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale nella seduta del prossimo 4 settembre.
In particolare l'attenzione deve rivolgersi all'introduzione delle nuove imposte denominate TASI (Tassa per i servizi indivisibili comunali) e TARI (Tassa sui rifiuti).
Per la TASI la legge nazionale che la introduce ha fissato per il 2014 un'aliquota massima del 2,5 per mille. Aumentabile fino al 3,3 per mille ove il Comune voglia introdurre delle detrazioni per particolari contribuenti. Oggetto della TASI è, sostanzialmente, la prima abitazione in passato esente dal pagamento dell'IMU. Saranno soggetti al pagamento della TASI i proprietari di prime abitazioni delle seguenti categorie catastali:

A/2 Abitazioni di tipo civile

A/3 Abitazioni di tipo economico

A/4 Abitazioni di tipo popolare

A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare

A/6 Abitazioni di tipo rurale

A/7 Abitazioni in villini

Poichè l'imposta è relativa ai servizi indivisibili offerti ai cittadini la legge nazionale offriva la facoltà per i Comuni di far pagare la TASI anche agli inquilini. Opportunità che il Comune di Prato ha ritenuto di non sfruttare. Dunque a pagare la TASI saranno soltanto i proprietari di prima casa.
La formula per calcolare la propria TASI è la seguente:

Rendita Catastalex1,05x160x3,3 per mille

Esempio: un appartamento (70 mq. + un garage di 18 mq), categoria catastale A3 (abitazione economica) situato nella periferia Nord della città pagherà 447,00 euro (rendita catastale 805,67x105x160x3,30).

Il Comune di Prato ha previsto le seguenti detrazioni:

Per le rendite catastali fino a 299,99 euro la detrazione sarà di euro 165;
Per le rendite catastali da 300 fino a 599,99 la detrazione sarà di euro 80.
In pratica solo le abitazioni con rendita catastale fino a 299,99 euro non pagheranno la TASI. Secondo i calcoli del Comune saranno 3.874 le prime case (pari al 7,83% del totale) esentate.

La prima osservazione che ci viene di fare è che il Comune ha scelto una manovra sulla TASI estremamente semplice. 
1) Ha fissato l'aliquota al massimo possibile (3,30 per mille);
2) Ha stabilito due categorie di detrazioni;
3) Ha deciso che la TASI si calcolerà solo sulla prima casa escludendo le altre abitazioni che soggiacciono al pagamento dell'IMU;
4) Ha stabilito di non chiedere alcun pagamento agli inquilini, come pure era possibile in base alla legge nazionale ed alla sua intima vocazione (si paga per i servizi comunali indivisibili, prestati erga omnes e dunque anche nei confronti degli affittuari).

Ma questa semplicità d'applicazione è anche il più grande limite della manovra. La TASI applicata in questa maniera è nient'altro che la reintroduzione dell'IMU sotto altra veste. A pagare sono, di nuovo e soltanto, i proprietari di prima casa.  
Era possibile ottenere lo stesso risultato di gettito previsto (17.350.000 euro) con altra applicazione che non risultasse di nuovo estremamente ed unicamente penalizzante per i proprietari di prima casa?
Certamente si! Altri Comuni d'Italia l'hanno fatto. Esemplare da questo punto di vista il caso del Comune di Milano. 
Che ha optato per un'applicazione della TASI assai più complessa, ma forse più equa e giusta, di quella di Prato.
Intanto fissando l'aliquota massima al solo 2,5 per mille. E scegliendo, per il regime delle detrazioni, di aumentare dello 0.8 per mille l'IMU sulle seconde abitazioni. 
Milano ha scelto, inoltre, di far pagare la TASI anche agli inquilini. Decidendo di esentare solo quelli con redditi medio-bassi. Risultato: un terzo degli inquilini milanesi, con redditi medio-alti, sarà chiamato a pagare la TASI. Non è scritto da nessuna parte, infatti, che l'inquilino sia di per sè stesso un contribuente meno capiente, dal punto di vista reddituale, del proprietario di prima casa. 
Inoltre le detrazioni tengono conto, oltre che del valore catastale puro e semplice, anche del reddito Irpef dei proprietari e del numero dei figli (con età inferiore a 25 anni) che abitano la prima casa.
In conclusione a Milano la media TASI che dovranno pagare i proprietari di prima casa sarà di 320 euro. A Prato, viceversa, la media sarà di oltre 380 euro!!
Ultima questione. Siccome la TASI dovrebbe far fronte al costo delle spese per i servizi comunali indivisibili, il Comune di Prato, come hanno fatto gli altri Comuni, dovrebbe in maniera trasparente dare atto di questi costi nella delibera che sarà portata all'approvazione del Consiglio Comunale il prossimo 4 settembre. Questi i servizi comunali indivisibili per i quali è stata istituita la TASI:

Servizi di polizia municipale
Anagrafe e Stato Civile
Manutenzione suolo pubblico
Manutenzione verde pubblico
Illuminazione pubblica 
Arredo urbano e pianificazione del territorio
Gestione dei lavori pubblici
Gestione infrastrutture, mobilità e semafori
Gestione fontanelle, ecc. ecc.

Due le scadenze per il pagamento della TASI: entro il 16 ottobre deve essere versato l'acconto. Entro il 16 dicembre va versato il saldo. Tutto con il modello F24 (banca o posta).

Poco da dire riguardo all'aumento del 6,5% della tariffa TARI occorrente per far fronte alle spese della raccolta e smaltimento dei rifiuti. La legge impone che il costo del servizio debba essere completamento coperto dalla tariffa. In questo caso i pratesi dovranno sorbirsi l'aumento per l'abnorme lievitazione dei costi di ASM SpA. Il problema è che questa azienda sembra ormai fuori controllo gestionale. Assunzioni incontrollate e spese eccessive per taluni servizi hanno fatto aumentare in questi ultimi 5 anni il costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. A questo occorre aggiungere l'altissima evasione (calcolata intorno al 30% delle bollette totali..) e la difficoltà di individuare tutte le utenze, fanno sì che il costo del servizio venga ripartito solo sul 55/65% dei cittadini serviti da ASM. 
Occorrerebbe davvero un controllo intenso sull'operato dell'azienda di proprietà del Comune. Che sarà peraltro guidata, ancora per due anni, da un presidente nominato dalla vecchia giunta di centrodestra. A chi risponderà adesso Canovai? Alla Giunta Biffoni o ai suoi originari padrini politici?    








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