lunedì 18 agosto 2014

VAINELLA, LE SACCA, VILLA FIORITA, VAINELLA (Passeggiata 2)

Lasciate l'auto (o la moto o, meglio ancora, la bici..) sulla Via di Vainella (prima di attraversare il ponte sul Rio Bagni, all'altezza del cartello Figline, voltate a destra costeggiando il grande pratone...).

Prima di arrivare al Borghetto di Vainella conviene fare una breve deviazione a sinistra per raggiungere Villa Tintori (direzione indicata da un cartello stradale).


Sede dell'associazione che gestisce la villa, i laboratori e le attività culturali lasciate in eredità al Comune di Prato dal grande restauratore-artista pratese.
Se il cancello d'ingresso è chiuso provate a suonare. Può essere che vi lascino visitare giardino e casa.
Ritornate sulla Via di Vainella. Il borghetto di Vainella è stato quasi completamente restaurato. Pure la vecchia fornace dove si produceva cemento è stata trasformata in un condominio. Sulla vostra sinistra, isolata su un cucuzzolo, potete vedere Villa Massai (purtroppo abbandonata da anni..) che domina il borgo.

 Andando diritto in fondo all'abitato, in leggera salita, prendete il sentiero che porta verso Le Sacca.

Il sentiero s'inerpica tra campi (sulla sinistra) ed il fitto bosco (sulla destra). Arrivati in cima su di un pianoro svoltate a sinistra ed imboccate uno stradello costeggiato da cipressi.


Poco dopo incontrerete sul vostro cammino la fascinosa Villa Fossombroni soprannominata "Bellavista" (ridotta ormai, ahinoi, ad un rudere..).

Da Villa Bellavista una breve camminata, lasciandovi a sinistra l'antica magione, vi porterà nei pressi del grande edificio dell'ex Convitto Cicognini. Era la sede estiva del Collegio.


Anche questo prestigioso complesso è quasi completamente diroccato. E' di proprietà dello Stato. Che non se ne occupa e/o preoccupa da anni ed anni. Scendendo per via delle Sacca prendete la prima deviazione a destra, Via per il Monticello. Dopo aver superato una grande villa, incontrerete, alla vostra sinistra, una vera e propria rarità per il territorio pratese. Un'antica ghiacciaia adesso restaurata e resa abitabile. E' stata colorata di un vivace color rosa.

Siete adesso nell'abitato delle Lastre. Anche questo borgo è stato quasi completamente restaurato. Lasciate Via per il Monticello e voltate a destra in via Le Lastre. Giungerete in breve sulla Via Cantagallo a Villa Fiorita. Imboccate sulla destra il grande cancello che conduce all'omonima Casa di Cura.

Percorrete il viale fino all'entrata della casa di cura. 
Dall'alto belle viste su Villa Fiorita.

Portatevi verso la sinistra dell'edificio. Verso il cartello che indica un parcheggio. Dopo aver superato, sul retro della villa, i servizi tecnici della clinica, uno stradello vi permetterà d'inoltrarvi nel bosco del Montino, la piccola altura che domina Villa Fiorita.


Dopo una breve e facile arrampicata si giunge in un ampio pianoro tenuto a prato e oliveto.

Lo spazio è circondato da un delizioso boschetto kurozawiano.

Dal limitare superiore del pratone imboccate la viottola sulla sinistra. Dopo un breve percorso pianeggiante arriverete in vista di una villa (ex colonica restaurata) isolata.



Vi si presenteranno belle viste sul Monteferrato.


Adesso, scendendo, avrete imboccato la Via Luigi Pacini. Che vi ricondurrà alla Via di Cantagallo. Da lì, prendendo a destra, dopo aver oltrepassato il grande prato coltivato a fieno che segna il confine tra l'inurbato pratese e Figline, vi riporterete in Via di Vainella. Chiudendo la passeggiata circolare. Consigliate solo buone scarpe da passeggio. Percorso in circa 120 minuti (comprese soste).
  
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