mercoledì 24 settembre 2014

AREA MISERICORDIA E DOLCE


Pare che sia giunta a buon punto la trattativa con la RegioneToscana riguardante il destino finale dell'area dell'ex ospedale Misericordia e Dolce. Sia il sindaco Biffoni che il presidente della Provincia Gestri sostengono che l'accordo con Rossi è in dirittura d'arrivo. Quali siano i dettagli ancora non è ben chiaro. Gestri sostiene che l'area dovrebbe ritornare nella disponibilità del Comune in cambio d'una cifra pari a 10 milioni d'euro. Resteranno, viceversa, a disposizione della ASL i circa 10.000 metri quadri della parte antica del MeD. E che gran parte della parte "moderna" dell'ex ospedale potrà e dovrà essere rottamata. Per realizzarci cosa? Nessuno al momento lo sa dire con chiarezza. Su quell'area in questi ultimi anni sono stati ipotizzati innumerevoli progetti. Parco Urbano; Polo Oncologico;  campus universitario; residenze civili; residenze per studenti; residenze per anziani; hotels; un parcheggio per il quartiere di Santa Trinità, ecc. ecc.. In questi ultimi giorni viene addirittura ipotizzato che in quegli edifici possa essere trasferito il Tribunale di Prato. In modo da riportare "gente" a ridosso del Centro Storico. Resiste, naturalmente, la proposta di riutilizzare parte del complesso per fini sanitari. In modo da sopperire alle presunte manchevolezze del Santo Stefano. Posizione, tuttavia, che non ha mai voluto tener conto dei circa 10.000 metri quadri già disponibili a questo eventuale utilizzo nella parte antica del MeD. Nessuna idea, per adesso, sul compound esterno all'area MeD (Piazza Macelli, parcheggi, Via Monnet, Via Genova, Via Carradori). Se non un generico "ne faremo un quartiere moderno ed europeo, una nuova porta d'accesso alla città"!
Il sindaco Biffoni sostiene che una nuova proposta potrebbe essere quella di realizzarvi un Parco Urbano con al centro un Mercato alimentare coperto (stile San Lorenzo a Firenze). Con le botteghe al pianterreno e ristoranti e bar al primo piano. L'idea è che un Parco, per essere "sicuro", debba essere "attrezzato"!
Biffoni sostiene pure che occorra una specie di concorso internazionale (Diocenescampieliberi...) per individuare le soluzioni adatte all'area!
Pur nella indeterminatezza dell'accordo che si va profilando alcune considerazioni preliminari possono essere svolte. La prima è che, come sempre sostenuto, un buon accordo con la Regione Toscana era ed è possibile. Dagli oltre 40 milioni di euro che qualcuno sosteneva occorrere per far tornare al Comune quell'area si è giunti, probabilmente, ad una somma 4 volte inferiore.  
Per le questioni urbanistiche e l'uso futuro dell'area si ha come l'impressione che quasi tutti gli attori siano affetti da horror vacui. Ovvero non si riesca a concepire che negli spazi urbani possano, e debbano, esistere, accanto ai pieni d'edificazione, anche i vuoti. Eppure l'area di cui stiamo discutendo ha un'indubbia vocazione ad essere un "vuoto". Tutto il quartiere intorno alle Mura cittadine era concepito anticamente come un susseguirsi di pieni e di vuoti. Come testimoniano le foto d'epoca o il ripetersi, sempre attuale per fortuna, di vuoti all'interno del perimetro di monasteri e conventi inframurari. O l'enorme cortile-giardino del confinante Collegio Cicognini.
 Orto di San Niccolò

Orto di San Niccolò (1)

Cosicchè l'idea di un Parco Urbano delle Mura resta la più congrua e la più interessante da svolgere. Sappiamo bene che c'è una corrente di pensiero che sostiene che i Parchi sono oggetti difficili da mantenere indenni da possibili futuri degradi. E che, dunque, occorre renderli vivibili e fruibili per 24 ore. Questa, probabilmente, la genesi dello pseudo Mercato di San Lorenzo da erigere internamente al Parco.
La prima obiezione che possiamo fare è proprio sulla concezione di Parco. A noi piace un Parco che offra spazi il più possibile liberi e rinaturalizzati (alberi, prati, fiori, acqua) con poche "attrezzature" (solo quelle indispensabili per gli utenti-play ground ed altri piccoli impianti sportivi e/o ricreativi, chioschi per bibite e panini, toilettes....-). Ed un Parco a chiusura. Al calar della sera, come nei grandi parchi urbani europei (Boboli o Luxembourg e Monceau a Parigi..), il Parco deve essere chiuso. Deve riposare. E continuare, seppure silenziosamente, a svolgere la sua importante funzione di polmone verde del centro storico. L'area Misericordia e Dolce si presta perfettamente per questo utilizzo. E' quasi completamente chiusa (dalle Mura medievali o da altri grandi edifici). E dunque facile da rendere inaccessibile dopo la chiusura.
Altamente opinabile ci pare, pertanto, la realizzazione di un Mercato coperto con botteghe e ristoranti. Vorrebbe dire commercializzare l'intera area (si pensi soltanto ai necessari rifornimenti per gli esercizi previsti. Camion e camioncini dovrebbero necessariamente raggiungere il mercato percorrendo tratti di Parco...). Per tacere dell'ulteriore concorrenza che nuocerebbe sicuramente ai negozi (e ristoranti) di prossimità del Centro Storico. Promuovendo, probabilmente, un'ulteriore sua desertificazione. Se davvero si sentisse la necessità (?) di un Mercato perchè, comunque, non volgere lo sguardo al di fuori del Parco e delle Mura? La Piazza Macelli potrebbe essere l'area più vocata a questa funzione. Lì c'erano i Pubblici Macelli ed il Mercato Ortofrutticolo. E spazio in abbondanza. Rottamando l'incongrua e degradata Palazzina del Comando dei Vigili Urbani ad esempio ovvero riutilizzando per questo nuovo uso i capannoni di fronte in parte già dedicati ad un uso commerciale (farmacia comunale).    
   




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