lunedì 22 settembre 2014

CASSA D'ESPANSIONE SUL TORRENTE VELLA


Il Torrente Vella (nome di chiara origine etrusca al pari del più grande Torrente Bardena) nasce dalle pendici del Monte Buriano. Scende dolcemente nell'angusta valletta di Vainella stretto tra la Villa Massai e la Villa Tintori. Passato il borgo di Vainella attraversa il grande prato che delimita e caratterizza, con quello corrispettivo dall'altra parte di Via Cantagallo, il confine urbanistico tra Prato e Figline.

Dopo poche centinaia di metri, all'altezza dello sbocco di Via Pacini in Via Cantagallo, il Vella finisce intubato. Un intero quartiere sorge, a Villa Fiorita, sul suo antico corso. Si ravvisa il suo antico tratto, adesso sepolto da uno strato di cemento, lungo la Via di Galceti.

Scorre ancora intubato fino ad oltre il Cimitero della Chiesanuova. Rispunta all'aria aperta per qualche metro tra Maliseti e Narnali. Ancora un brevissimo tratto del Vella è visibile dopo l'attraversamento sotterraneo della Via Pistoiese a Narnali.

Torna immediatamente sottoterra all'altezza della Via Scarlatti, a poche decine di metri dal sottopasso di Via Ciulli. Pare che l'allagamento, con discreta frequenza, del sottopasso (anche con gli esiti mortali drammaticamente noti..) sia dovuto all'esondazione del Vella proprio in questo tratto. Il Torrente prosegue intubato lungo il perimetro Nord dell'Ospedale Santo Stefano.
Nella cartina è indicato l'ipotetico percorso del Vella all'interno dell'area ospedaliera. Immettendosi, poco oltre, nel Torrente Iolo-Bardena. Nella foto sotto si notano bene le due portelle di ferro dalle quali esce l'acqua del Vella. In condizioni normali si capisce. Giacchè quando il Bardena-Iolo è in piena le due portelle vengono chiuse dalla forza della corrente. Cosicchè il deflusso dell'acqua del Vella è impedito. Ed il torrente, non trovando il suo abituale sfogo, pare tornare indietro. Molti residenti di Narnali e di Via Ciulli ritengono che questa sia una delle concause delle esondazioni che colpiscono l'area.

Occorre segnalare che mentre per la Provincia il Vella è da considerare alla stregua di un vero e proprio corso d'acqua superficiale, per il Comune di Prato, viceversa, il Vella è da considerare, ormai, una vera e propria fogna.
La notizia è che il Comune di Prato s'appresta a dare il via ai lavori per realizzare una cassa d'espansione della Vella in località Vainella. L'avevamo anticipato il 15 aprile scorso (http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/04/figline-vainella-vella-cassa-despansione.html).
Sull'asta del Torrente Bardena, prima dell'attraversamento di Figline, sono già state realizzate, da anni, due casse d'espansione. Che, per fortuna, ancora non hanno raccolto nemmeno un litro d'acqua. Tant'è che in una di esse qualcuno ha avviato anche una qualche coltura. Tra l'altro non sempre le casse d'espansione sono risolutive delle problematiche dei corpi idrici (http://www.pisatoday.it/cronaca/cassa-espansione-fiume-era-vuota-legambiente.html)
Le casse d'espansione, come si vede dalle foto, pur essendo (forse) utili non sono gradevoli da guardare. Specialmente se s'inseriscono in contesti non degradati.Tuttavia comprendiamo e condividiamo la necessità di provvedere alle misure che siano adatte a prevenire nuove esondazioni e nuove tragedie. Anche se non può naturalmente essere sottaciuta la gravissima responsabilità di chi ha consentito, diversi anni fa, la trasformazione del Vella in una fogna. Consentendo la costruzione sulle sue sponde di centinaia di abitazioni che hanno utilizzato il corso d'acqua anche come ricettore delle acque sporche dei residenti. 
Ma non possiamo accettare che la cassa d'espansione sia realizzata nel grande pratone che caratterizza l'ingresso al borgo di Figline. Pur con tutte le prevedibili cautele realizzative la cassa d'espansione muterebbe, in peggio, la natura di quel terreno. Per realizzarla, infatti, si dovrebbe scavare in quell'area una vasta fossa e cementificarne i bordi e/o comunque rinforzarli con incongrui pietroni.
E' invece assolutamente indispensabile che quel pratone mantenga il suo carattere del tutto agricolo. Perchè assolve ad un'essenziale funzione urbanistica. Continuare a salvaguardare l'identità singolare del paese di Figline. Unico borgo pratese che ancora non è stato totalmente raggiunto dalla "macchia" espansiva del costruito. In alternativa proponiamo di realizzare l'eventuale cassa d'espansione in due porzioni di territorio (individuati nella mappa qui sotto)

subito adiacenti (e descritte nelle foto seguenti..) al pratone in questione ma posti in una posizione molto meno impattante. E invisibili da chi percorre la via di Cantagallo.   









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