lunedì 1 settembre 2014

MAGGIORANZA COMUNALE: PRIME CREPE??


Mercoledì prossimo (h.15) il Consiglio Comunale di Prato sarà chiamato ad approvare la manovra fiscale che istituisce la TASI e rincara la TARI del 6,5%. Naturalmente non vi sarà suspence. Il PD occupa la stragrande maggioranza dei seggi del Consiglio e la delibera di Monia Faltoni passerà tranquillamente.
Più che il risultato finale sarà allora importante ascoltare i vari interventi delle forze dell'opposizione ed anche delle due rappresentanti della Lista Civica Biffoni per Prato. Che aggiungono, di solito, il loro voto ai 19 del PD. Facendo parte integrante della maggioranza che guida il Comune.
Tuttavia negli ultimi giorni le consigliere Rosanna Sciumbata (che nel frattempo aveva chiesto le dimissioni della direttrice sanitaria dell'ASL Carli "colpevole" di aver proposto Dante Mondanelli come direttore della Società della Salute...) e Marilena Garnier hanno anticipato il rientro dalle ferie prendendo in contropiede la loro stessa maggioranza. Sono tre le mozioni che la Lista "Biffoni per Prato" ha presentato perchè vengano discusse. La prima riguarda le cure odontoiatriche a favore di soggetti che non potrebbero permettersi di curare il loro sorriso. La seconda auspica il parcheggio gratuito all'ospedale Santo Stefano per i parenti di pazienti bisognosi quotidianamente di assistenza.
Ma è la terza mozione ad essere stata interpretata dagli alleati come una vera e propria entrata a gamba tesa nel dibattito politico cittadino. Sciumbata e Garnier chiedono che vengano sospesi i pagamenti dei gettoni a tutti i consiglieri ed ai presidenti di commissione. Ovvero, in subordine, che venga stabilito un tetto alla riscossione dei gettoni. Complessivamente non più di due al mese! Lo scopo è quello di formare un fondo da mettere a disposizione di persone in difficoltà economiche.
E'questa mozione che ha causato e sta causando fibrillazioni all'interno del PD.
In più d'uno hanno cercato di convincere le due consigliere a trasformare in interrogazione la loro mozione. Le interrogazioni vengono discusse ma non sono messe in votazione. Quel che preme al PD, infatti, è non far arrivare ai voti la mozione. Pare chiaro, infatti, che il gruppo dei democrats non potrebbe votarla. I gettoni dei 19 consiglieri, oltre a rinvigorire i conti correnti individuali, servono anche al finanziamento del partito. Com'è noto una percentuale degli emolumenti di ogni eletto deve essere versata nelle casse del PD.
Chiaro che ci sarebbe una divisione nella maggioranza. E sulla mozione della lista "Biffoni per Prato" potrebbero pure convergere i voti dei tre rappresentanti del M5S e quelli, forse, degli altri gruppi dell'opposizione di centrodestra.
Opposizione che, tuttavia, dovrà marcare la sua presenza più che altro sulla delibera d'approvazione della TASI. Se sull'aumento del 6,50% della TARI anche Forza Italia e "Prato per Cenni" non potranno argomentare alcuna critica poichè tale rincaro era già previsto da una delibera della vecchia Giunta è sulla TASI che dovranno, se lo vorranno, dire qualcosa. Qualcosa in più, almeno, di quello che fino ad oggi, timidamente, ha dichiarato la sola consigliera Rita Pieri.
Tuttavia il PD pare assai più preoccupato che l'attivismo di Sciumbata e Garnier finisca per produrre qualche crepa nella formidabile maggioranza che le elezioni del 25 maggio hanno certificato. La dirigenza di Via Carraia, il sindaco e la Giunta sanno bene, infatti, che l'attuale atteggiamento della Lista "Biffoni per Prato" è la conseguenza delle scelte effettuate dopo le elezioni. Che hanno visto esclusa dalla Giunta proprio la Lista "Biffoni per Prato". Garnier e Sciumbata, evidentemente, mettono anche sul piatto la considerazione che in tutti questi tre mesi non sia stata convocata nessuna riunione della maggioranza politica (..a proposito, qualcuno ha idea di che fine abbiano fatto SEL, Federazione della Sinistra, Scelta per Prato, La Città per Noi e Italia dei Valori..??). Subodorando che il PD sia affetto da una specie di bulimia del potere. Incassata la vittoria i democrats non hanno mostrato la minima intenzione di dividere con nessuno il potere riconquistato. Facendo finta di non sapere che anche la bulimia, così come l'anoressia, è uno stato patologico da evitare e da curare.    
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