venerdì 26 settembre 2014

SOCCORSO: RAMPE (E DIRIGENTI) BUONE PER TUTTE LE STAGIONI


Negli ultimi due/tre giorni la Giunta Biffoni ha incassato almeno tre buone notizie:

1) la sentenza del TAR ha confermato la legittimità della gara per la distribuzione del gas voluta dall'amministrazione precedente e vinta da Toscana Energie. Se anche la sentenza del Consiglio di Stato (al quale pare essersi appellata Estra..) la confermerà arriveranno in Tesoreria comunale 24 milioni di euro freschi freschi;

2) l'accordo con Regione Toscana riporterà nella disponibilità del Comune l'area dell'ex Ospedale Misericordia e Dolce

3) gli uffici tecnici del Comune hanno stabilito che al Soccorso è fattibile il superamento della strozzatura stradale sopra Via Roma anche realizzando un sottopasso. Nel contempo è stato deciso di riprendere la costruzione delle rampe d'accesso alla declassata.

E' su quest'ultima notizia che stamattina vogliamo concentrare la nostra (e la vostra) attenzione. Il cambio di progetto da sovrappasso a sottopasso era uno degli obbiettivi giocati in campagna elettorale da Matteo Biffoni e dalla sua alleanza. Ed anche lo scopo sociale del Comitato per la riqualificazione del Soccorso. Se le cose procedessero davvero in questa maniera quel Comitato sarebbe uno dei pochissimi ad aver vinto la propria battaglia.  

Tuttavia qualcosa non torna. Non tanto il fatto che la burocrazia tecnica del Comune abbia stabilito che il sottopasso è un progetto fattibile. O che in calce vi sia la firma dell'ing. Frasconi. Si sa i dirigenti legano l'asino dove vuole il padrone di turno anche a costo di smentirsi clamorosamente. 

"Il dirigente Frasconi ha perso le staffe: “Per i morti di via Ciulli ci sono io sotto processo, non voi. Le alternative che sono state proposte non sono valide e sicure quanto l'intervento che abbiamo scelto. Sopra è più sicuro che sotto. Sapete cosa ha chiesto il giudice che lavora sul caso di via Ciulli? Ha chiesto se vent'anni fa poteva esserci un'alternativa al sottopasso. Ecco noi dobbiamo pensare a cosa può essere sicuro tra venti, trenta anni. Siamo convinti della strada intrapresa”. (Il Tirreno, 7 aprile 2014)"

Ed in effetti la soluzione sovrappasso fu scelta perchè ritenuta più sicura e meno dispendiosa. Quel che rende assai dubbiosa la questione è la concomitante decisione "tecnica"(?) di riprendere i lavori per la costruzione delle rampe d'accesso. I cui lavori furono immediatamente sospesi all'atto dell'insediamento di Biffoni e della sua Giunta.
Quelle rampe, contestate con forza sin dall'inizio dei lavori da parte del Comitato, erano sempre state presentate  infatti come lavori propedeutici alla realizzazione del sovrappasso.
E tecnicamente era del tutto comprensibile. Un sovrappasso per essere raggiunto dai veicoli che arrivano dalle vie laterali ha indubbiamente bisogno di rampe d'accesso. Anche non essendo tecnici è difficile da comprendere come, qualmente, anche un sottopasso abbia bisogno di "rampe" d'accesso. Per accedere dove? Se il sottopasso venisse realizzato all'altezza del piano di campagna occorrerebbero non rampe ma normali racchette per l'accesso. E se il sottopasso fosse qualche metro sotto il piano di campagna servirebbero delle "discese" d'accesso. Non certo delle rampe! Adesso i tecnici sostengono che le rampe vengono fatte per motivi di "sicurezza stradale" tout court! Già ma se il problema era solo la sicurezza stradale perchè mai i lavori sono stati fermati per 100 giorni? C'è motivo per ritenere, dunque, che la decisione sia stata presa, probabilmente, per evitare contenziosi con la ditta che vinse l'appalto dei lavori. E che, ove fosse realizzato il sottopasso, si procederà alla loro rottamazione. Cosicchè i cittadini pratesi si troverebbero  ad aver pagato, con le loro tasse, alcune centinaia di migliaia di euro del tutto inutilmente. Il che rammenta la storia delle tante rotonde. Prima eseguite e poi distrutte per far posto ai fatidici sottopassi stradali. Le tele di Penelope, il fare e disfare, è uno sport nazionale. Ed anche Prato ha i suoi campioni! Ma si sa! I lavori pubblici generano, da sempre, vorticosi giri di denaro. E quel che, generalmente, ne consegue!   

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