lunedì 6 ottobre 2014

C.A.P. CHIEDE ALTRI SOLDI PUBBLICI!


C.A.P. chiede altri due milioni e ottocentomila euro alla Provincia per pareggiare, dicono loro, la differenza tra costi di gestione del servizio di trasporto pubblico dal 2010 al 2013 e gli effettivi ricavi derivanti dalla vendita di biglietti ed abbonamenti. La metà dovrebbe essere posta a carico del Comune di Prato. L'altra metà ai 6 rimanenti Comuni della Provincia.
C.A.P. sostiene che il deficit in larga parte deriva, per Prato, dalla pedonalizzazione di Piazza delle Carceri che avrebbe comportato una drastica riduzione degli utenti! Perbacco!
Inoltre C.A.P. dichiara che il deficit è anche dovuto al maggiore costo del carburante ed all'impossibilità di aumentare il prezzo del biglietto per corsa. Riperbacco! Come se l'attuale costo non fosse già considerevolmente alto!
E, dunque, CAP chiede il rimborso "a piè di lista"!! Probabilmente è una possibilità legittima prevista dal contratto di servizio siglato con Provincia di Prato. Il cui testo è irrintracciabile sul sito dell'Ente.
Naturalmente niente sappiamo del Bilancio complessivo di CAP. E nulla ci viene detto circa la composizione della spesa che serve a CAP per chiedere ulteriori denari pubblici.
"Così vanno avanti anche i funai". E' il proverbio pratese che s'addice a questa situazione. L'azienda CAP può essere più o meno efficiente; il servizio può essere buono, cattivo o pessimo. Per CAP non cambia assolutamente niente! A fine anno il contabile fa i conti. E se scopre che CAP ha speso più di quanto ha incassato si rivolge all'ente pubblico per farsi rimborsare la presunta perdita.
Anzi! CAP ha tutto l'interesse a spendere più quattrini che può! Tanto è sicura al 100% che le somme mancanti rientreranno in cassa sotto forma di contributi straordinari delle casse pubbliche. Cioè delle tasse pagate dai pratesi. Ed è per questo, probabilmente, che gli enormi bus CAP del trasporto cittadino viaggiano mediamente con solo il 10% dei posti disponibili occupati. Senza che a nessuno venga in mente di utilizzare, specialmente su determinate linee ed orari, autobus più piccoli ma in grado di soddisfare lo stesso le esigenze delle utenze. Oppure può tranquillamente implementare il proprio organico. Adesso sono 430 i dipendenti di CAP. Siamo sicuri che siano tutti necessari ed indispensabili?
Se si fa un confronto con quanto successo negli anni scorsi alla società di trasporti fiorentina, ATAF (tra l'altro appartenente per il 25% a CAP.....) sorgono mille dubbi. Quando si è voluto agire per rimettere in sesto quella società, anche attraverso un piano industriale, ci si è accorti che 300 dipendenti su un totale di 1800 erano in esubero. Come a dire che in CAP possono esservi in esubero circa 70 dipendenti...


 
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