venerdì 24 ottobre 2014

LUCA RONCONI




Ieri il Consiglio Comunale di Prato ha deliberato di concedere la cittadinanza onoraria della città al regista teatrale Luca Ronconi. Mai provvedimento fu più giusto. Prato non è prodiga di cittadinanze onorarie, come si sa. Ma quella concessa a Luca Ronconi è del tutto meritata.
La presenza di Ronconi a Prato, dal 1976 al 1979, col suo Laboratorio di Progettazione Teatrale, è ancora memorabile. La Giunta d'allora (sindaco Lohengrin Landini, assessore alla Cultura Eliana Monarca) sfruttarono il boom economico che aveva consentito a Prato di diventare una delle città più ricche e dinamiche d'Italia anche per tentare di farla uscire dalla generale percezione di provinciale città-fabbrica. Dando l'incarico a Ronconi (non senza feroci polemiche politiche beninteso...) si intendeva fare di Prato anche un'icona della cultura, almeno teatrale, italiana. Operazione che si inseriva in progetti  che ancora oggi (nel bene - Gida, Macrolotti, PratoExpo. la grande scultura di Moore, ecc. e nel male - Interporto, ahinoi...) caratterizzano la città. L'operazione Ronconi funzionò a dovere. Prato divenne in quegli anni la capitale nazionale del teatro e del suo rinnovamento grazie al genio creativo del regista piemontese e dei suoi collaboratori (l'architetto Gae Aulenti che immaginò molte delle magnifiche scenografie per gli spettacoli ronconiani...gli attori Mariangela Melato, Marisa Fabbri, Massimo Foschi...).
Furono indimenticabili alcune delle rappresentazioni messe in scena (anche fuori dal Metastasio..) da Ronconi. Su tutte l'Orlando Furioso (Piazza delle Carceri); Le Baccanti (Magnolfi) e Orestea (Fabbricone).
Con queste opere Ronconi dette un formidabile contributo alla rottamazione dell'ancien règime teatrale italiano incrociando con personalissima visione le correnti che in tutto il Mondo cercavano nuovi approcci, nuovi significati all'ancora ottocentesca maniera di concepire la messa in scena teatrale.
L'esperienza pratese di Ronconi rappresentò, inoltre, il momento più alto della sua arte. La città, il sindaco, l'assessore alla cultura, la Giunta ed il Consiglio Comunale hanno fatto benissimo ad omaggiarlo facendolo divenire, da oggi, un nostro magnifico concittadino.     


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