lunedì 20 ottobre 2014

OSPEDALE SANTO STEFANO: UN ANNO DOPO



Ad un anno esatto dall'entrata in funzione del Nuovo Ospedale di Prato è possibile tracciare un primo bilancio dell'attività del nosocomio.
Per farlo occorre tenere presente almeno due cose:

1) Com'era e come funzionava il vecchio Ospedale Misericordia e Dolce;
2) Le previsioni che gufi, civette ed avvoltoi non hanno mancato di fare dall'ottobre 2013 (ed anche da prima).

Per quanto riguarda il primo aspetto il nuovo edificio di Galciana segna un miglioramento netto. Solo qualche irriducibile e testardo "avversario" non può essersi accorto che il Santo Stefano sta al Misericordia e Dolce come un attico sta ad una spelonca... D'altra parte nessuno ricorda come il MeD fosse addirittura un pericolo per la salute e l'incolumità dei cittadini. Non essendo costruito con criteri antisismici e non avendo neppure sistemi antiincendio. C'è da considerare poi che taluni reparti erano così logori strutturalmente da costituire costantemente una reale e concreta minaccia per pazienti e personale.
Miglioramento netto per i degenti. Che da camerate a 6 - 8 letti (con wc nei corridoi..) passano a più confortevoli e riservate camere con due soli letti (e wc all'interno...). 
Miglioramento pure per i visitatori. Si è passati da uno Spedale entro le Mura e lungo una direttrice di traffico assai pesante e penalizzato pure dall'estrema vicinanza con talune industrie (con emissioni di fumi e gas a due passi dalle finestre..)  ad uno realizzato in area di campagna, facilmente raggiungibile da qualsiasi punto della città grazie alla posizione vicina al sistema delle grandi strade di comunicazione. Il Santo Stefano è immerso nel verde dell'area tra Narnali e Galciana. E pur con l'handicap di essere stato costruito su territorio di pertinenza del Vella è, urbanisticamente, situato mille volte meglio del vecchio MeD.
Che dire poi del parcheggio interno al Santo Stefano. Finito innumerevoli volte nel mirino della contestazione per il pagamento richiesto all'utenza. Ma infinitamente migliore dei vecchi parcheggi di Piazza Macelli, Via Genova, Piazzale Ebensee, Via Monnet. Tutti notevolmente lontani dall'ingresso del MeD. E tutti senza alcun servizio per i cittadini. Quante volte abbiamo dovuto girare e girare alla ricerca di uno stallo libero! E quante polemiche per la presenza dei "parcheggiatori" abusivi. Senza contare lo stress dovuto al calcolo da fare per indovinare il pagamento della sosta (quanti minuti o ore..??). Adesso l'utente e/o il visitatore può lasciare il suo veicolo proprio davanti alla hall del Santo Stefano. E raggiungere, in due/tre minuti, qualsiasi zona di degenza o di servizio. Avendo in mano un ticket che gli consentirà di pagare il reale tempo di sosta.
Polemiche a non finire anche sulla capacità d'accoglienza del nuovo ospedale. Anche in questo caso previsioni del tutto sballate. Ad oggi, pur con qualche difficoltà, non sono segnalati che due o tre casi di emergenze concernenti i posti-letto. Dovute non tanto alla scarsità della dotazione del Santo Stefano quanto all'incapacità della ASL di realizzare quei presidi-filtro che pure erano stati ampiamente previsti nel progetto del Santo Stefano. Anche il surplus d'afflusso al Pronto Soccorso, che tuttavia ha mantenuto una sua capacità di accoglienza, è da mettere in relazione alla mancata realizzazione delle strutture esterne a supporto del Santo Stefano. 
Dopo un anno di attività pare anche nettamente migliorata la capacità del personale medico e paramedico di accettazione della nuova formula sanitaria con tutti i cambiamenti che la stessa struttura del Santo Stefano ha comportato.
Riguardo al punto 2) gufi, civette ed avvoltoi avvisavano che il MeD abbandonato avrebbe costituito un sicuro "rifugio" per orde di senza casa, extracomunitari, tossicodipendenti ecc. ecc.. Nessuna di queste foschissime previsioni s'è ovviamente avverata! 
Il bilancio complessivo di questo primo anno di attività del nuovo ospedale di Prato non può essere, pertanto, che positivo. Gufi, civette ed avvoltoi ce ne sono ancora. Come pure sono rimasti gli adoratori-adulatori del vecchio e cadente MeD. Chi per nostalgia delle cose del passato,  chi per calcolo politico. L'ultimo accordo tra Regione, ASL e Comune di Prato sul destino futuro dell'area dell'ex ospedale, prevedendo la rottamazione finale di gran parte degli incongrui edifici del MeD,  si incaricherà di spazzarli via definitivamente. Occorrerà, tuttavia, tener desta l'attenzione ed il controllo circa le realizzazioni che si vorranno fare in quello che il programma elettorale del centrosinistra voleva che fosse destinato a grande Parco Urbano delle Mura.   
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