sabato 18 ottobre 2014

TASI: LA BEFFA FINALE



E' passato anche il 16 ottobre. E con lui anche la data ultima (per non farsi addebitare interessi di mora..) per il pagamento dell'acconto della salatissima TASI stabilita dal Comune di Prato.
E, proprio in zona Cesarini, sono giunti anche due commenti sull'argomento da parte di Sindaco ed Assessore al Bilancio.
Dal primo cittadino con uno stringatissimo commento facebook ad un post di un ex consigliere comunale apprendiamo che "Delibera 99. Avrebbero pagato di più Giancarlo". Intendendo dire che i cittadini avrebbero pagato più di TASI se fosse stata applicata la Delibera di Giunta n. 99 del 4 aprile 2014 (giunta Cenni).
Più articolato il commento dell'Assessore al Bilancio (http://www.tvprato.it/2014/10/tasi-senza-detrazione-per-reddito-lassessore-al-bilancio-spiega-le-ragioni-lisee-e-poco-realistica-abbiamo-preferito-usare-i-dati-catastali/)
L'assessore spiega perchè ha deciso di non legare le detrazioni alla TASI con l'indice ISEE, che misura la capacità reddituale delle famiglie attraverso taluni parametri. E di esentare tutti gli inquilini.
Noi vogliamo utilizzare tutta la cautela possibile ed immaginabile nel commentare questi giudizi. In fondo è la prima manovra fiscale promossa dalla Giunta eletta a maggio. La TASI è uno strumento sicuramente "infernale" stabilito dai governi nazionali per "ripagare" i Comuni dall'abolizione dell'IMU sulle prime case. Tuttavia non possiamo accettare che gli amministratori tentino di far diventare bianco quello che è decisamente nero.
Conviene, dunque, analizzare nel dettaglio le loro affermazioni. Il sindaco sostiene pubblicamente che con la manovra della Giunta Cenni i cittadini avrebbero pagato di più. Mentre è vero esattamente il contrario. In effetti la Delibera 99 fissava al 10,6 per mille l'aliquota IMU sulle seconde case. Lo stesso ha fatto la Giunta Biffoni. E fissava al 6,5% l'aumento della TARI. Lo stesso ha stabilito la Giunta Biffoni. Perfetta parità quindi! E' sulla TASI che le due manovre divergono. La Legge nazionale prevedeva una aliquota TASI da 1 ad un massimo del 3,3 per mille. La Giunta Cenni aveva stabilito di fissare l'aliquota al 2,5 per mille. La Giunta Biffoni l'ha stabilita al 3,3 per mille. Con le seguenti conseguenze sui principali gruppi di contribuenti:

Rendita Catastale            Manovra Cenni                      Manovra Biffoni            differenza

600                                      252,00                                       333,00                     +  81,00      

700                                      294,00                                       388,00                      +  94,00                        
800                                      336,00                                       444,00                      + 108,00

900                                      378,00                                       499,00                       + 121,00  

E se la matematica non è un'opinione è chiaro quale sia la manovra che costa di più ai contribuenti. La Delibera 99 conteneva pure un risparmio di spesa, a parità di servizi di base, del valore di 8.200.000 di euro. Risparmio inesistente nella manovra della nuova Giunta! 
Le argomentazioni dell'assessore al Bilancio vertono sulle detrazioni previste per l'applicazione della TASI. Sostiene l'assessore che è stato deciso di non applicare l'indice ISEE in quanto quella certificazione sarebbe "poco realistica". Già! Ma intanto il Comune di Prato assegna con l'ISEE cose ben più rilevanti della detrazione TASI. Come, ad esempio, gli alloggi popolari.
E tuttavia l'ISEE poteva essere solo uno dei tanti indicatori da utilizzare (numero dei figli a carico; soggetti svantaggiati presenti nel nucleo familiare; pensionati; disoccupazione, ecc. ecc.).
Aver preso solo la rendita catastale (come se questo dato fosse invece "molto realistico" col Catasto che abbiamo...) ha comportato il risultato che la TASI pesa per quasi il doppio della vecchia IMU sulle abitazioni da 600 a 900 euro di rendita. Mentre sopra i 900 euro di rendita i proprietari si troveranno nella felice condizione di pagare meno di TASI rispetto a quanto pagavano di IMU. Si è scelto di tartassare pertanto i soggetti più modesti a vantaggio di quelli con patrimoni assai più elevati. Il Comune di Prato ha fatto il Robin Hood alla rovescia. La giustizia e l'equità fiscale sono rimandati ad altra scadenza!
In ultimo l'assessore al Bilancio tenta di giustificare anche l'esclusione degli inquilini dal pagamento della TASI, tassa sui servizi comunali indivisibili. Sostenendo che per molti la somma da pagare sarebbe stata così esigua da non meritare la perdita di tempo (e la spesa eventuale) del calcolo. Dichiarando che l'aliquota che si sarebbe potuta mettere a carico degli inquilini era pari al 10% dell'aliquota minima dell'uno per mille!!
La legge che fissa la TASI prevede che al suo pagamento debbano provvedere il proprietario dell'abitazione e l'eventuale inquilino. Quest'ultimo in una misura variabile e decisa dai Comuni che spazia da un minimo del 10 ad un massimo del 30% della tassa totale. Ovviamente niente ostava a che il Comune decidesse di esentare dal pagamento quei contribuenti la cui TASI (come inquilino...) non superasse una cifra minima! 
In conclusione sia il sindaco che l'assessore avrebbero quanto meno fatto meglio a restare silenziosi anche dopo la scadenza dell'acconto TASI. Le loro dichiarazioni imprecise e tendenziose non fanno altro che rigirare il coltello in una piaga che i contribuenti avranno altri mesi (in vista del saldo da pagare entro il 16 dicembre) per tentare di sanare!! 
Dopo il danno anche la beffa!!!    

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