sabato 4 ottobre 2014

UN PARCO, E' UN PARCO, E' UN PARCO


"Una rosa, è una rosa, è una rosa"..... E parafrasando Gertrude Stein possiamo benissimo ripetere che "Un Parco, è un Parco, è un Parco". Si, ci riferiamo al Parco che dovrebbe nascere dalla rottamazione degli edifici senza qualità architettonica, non antisismici e frutto di un vero e proprio errore urbanistico dell'ex Ospedale Misericordia e Dolce. Su quei 7 ettari di terreno che prima dell'avventurosa costruzione dell'allora nuovo nosocomio pratese erano liberi da edificazioni l'amministrazione comunale, il sindaco Biffoni e l'assessore Barberis, hanno promesso di realizzare il Parco Urbano delle Mura. Attrezzato! Ed è su questo aggettivo che può girare, nel bene e nel male, tutta l'ambiziosa operazione che dovrebbe riguardare l'intero compound esterno all'area direttamente interessata: Piazza Macelli, Via Genova (e parcheggio), Via Monnet (e parcheggio), Via Cavour.
Attrezzato! Certo che un Parco deve essere attrezzato. Ma l'attrezzatura non può voler dire nuova cementificazione dell'area. Un Parco deve rimanere un Parco. Non l'occasione da prendere per ficcare dentro i sette ettari di terreno a disposizione all'interno delle Mura Medievali e dentro il Centro Storico edifici del tutto incongrui ed in contrasto con la dichiarata volontà di fare di quell'area un Parco. Ci riferiamo, ovviamente, alle mille proposte scritte e sentite, di voler realizzare al posto del Misericordia e Dolce le cose più disparate (ed anche disperate...). L'ultima delle quali è la costruzione di un Mercato Coperto alla maniera fiorentina (San Lorenzo in particolare....).
A nostro parere l'unica cosa che può essere realizzata in quell'area è un Parco. Perchè è la cosa che manca nel Centro Storico pratese. Non esiste un filo d'erba od un prato agibile per l'agglomerato fortemente antropizzato ed urbanizzato della parte centrale della città. Questa è l'esigenza da soddisfare e da prendere al volo!  
Ma se si vuole realizzare davvero un Parco le "attrezzature" debbono essere del tutto compatibili con l'area che si vuole rinaturalizzare. Nessun Parco Urbano al mondo, dai grandi Central Park ed Hyde Park, al Lussemburgo, alle nostre Cascine è "riempito" con edificazioni che contrastano con il destino di area naturale al servizio del pubblico svago e/o divertimento. Lo spazio che verrà lasciato libero dalla demolizione delle parti moderne del Misericordia e Dolce, anche per la sua modesta dimensione (rispetto ai grandi Parchi con i quali viene a volte confrontato..) deve essere soltanto riportato a verde pubblico. Con chioschi per il ristoro, piccole strutture sportive (playground, piste ciclopedonali, vasche d'acqua, giochi per bambini ecc. ecc.). Viene alla mente il paragone col parigino Parc Monceau. Anche per dimensionamento (8 ettari) simile all'area del MeD. In questo parco non esiste alcuna edificazione se non un tempietto in stile classico che caratterizza l'ingresso principale. Poi, all'interno, solo un chiosco-ristoro e alberi, boschetti, fiori, prati, acqua, ponticelli, sentieri, vialetti, panchine, statue, giochi......   

https://www.youtube.com/watch?v=EHabh1IbWXI&list=PLhZNuRNaT98QGEP7QINgh6RMr2yA9IL1-

Naturalmente il Parc Monceau, come dovrebbe essere anche il Parco Urbano delle Mura, è aperto solo di giorno. Assolvendo così alla sua più marcata funzione: quella di spazio verde urbano adatto alla sosta, al divertimento, alla ricreazione ed al riposo dei cittadini. Oltre che a rifornire il Quartiere di aria pura...... 
Qualsiasi altra idea che comporti cementificazione dell'area può, eventualmente, trovare il suo spazio all'esterno delle Mura medievali. Nel compound di Piazza Macelli, Via Genova, Via Monnet. Non si vede davvero perchè quello che può essere realizzato a poche decine di metri dal Parco (e dalle Mura) dovrebbe essere fatto al suo interno snaturandolo!

Posta un commento