giovedì 13 novembre 2014

AEROPORTO DI PERETOLA: IL RICORSO TAROCCO DI CENNI


Pubblichiamo, di seguito, il testo del ricorso al TAR promosso l'anno scorso (proprio di questi giorni) dalla Giunta guidata da Roberto Cenni (assessore all'urbanistica Gianni Cenni). Si tratta di quello che l'attuale opposizione dichiara essere l'unico ricorso amministrativo del Comune di Prato contro la nuova pista dell'aeroporto di Peretola. Cercando di "giocare" politicamente questa presunta caratteristica contro il sindaco Matteo Biffoni e la maggioranza di centrosinistra uscita dalle elezioni del 25 maggio.
Basta, tuttavia, leggere l'intero papello, redatto chissapperchè da un avvocato pisano, per rendersi conto che il ricorso non è affatto indirizzato contro la nuova pista peretolina contenuta nella variante al PIT deliberata da Regione Toscana nel luglio 2013, bensì contro la previsione di bloccare a terreno agricolo una porzione della piana Sud di Prato, stimata tra i 700 e gli 800 ettari. Su questi terreni, che il ricorso definisce "di frangia", il Piano Strutturale di Cenni e Cenni prevedeva una forte espansione edilizia. Ed è proprio questo "interesse" ad aver portato al ricorso in questione. In nessuna parte del documento, infatti, viene rammentata la nuova pista di Peretola (se non nel titolo della delibera approvata dalla Regione Toscana..) e/o gli eventuali e presunti danni arrecati a parte dei cittadini pratesi. L'obbiettivo era chiarissimo (vero Ordine degli Architetti...)! Cercare di far ridiventare quelle centinaia di ettari di terreno agricolo buoni per una ulteriore espansione edilizia. Da rimarcare come il ricorso al TAR non faccia minima menzione neppure del contrasto di quella previsione con il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) approvato dalla Provincia di Prato. Che, di fatti, si è inserita nella querelle opponendosi anch'essa al Piano Strutturale cenniano. Che, come abbiamo già detto, si basava sul concetto delle aree cosiddette di frangia. Esemplificando si può dire che se su 10 ettari di terreno agricolo era presente una casa colonica ecco che i restanti 9 ettari potevano considerarsi disponibili a nuovi insediamenti abitativi o industriali o artigianali. Una maniera assai subdola e "sfrangiata" per continuare a consumare territorio a fini meramente speculativi. 
Secondo le ultime notizie pervenute questo ricorso amministrativo rimarrà l'unico presentato dal Comune di Prato contro il PIT. Ma non contro l'aeroporto di Peretola così come Cenni ed i suoi pretoriani vorrebbero far intendere ai cittadini. E' veramente un peccato che anche i Comitati NOPeretola, sicuramente non sospettabili di impulsi cementificatori, abbiano dato credito a questa panzana divulgata ad arte dal centrodestra pratese. Ma si sa. Di buone intenzioni sono spesso lastricate le vie per l'inferno.     




































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