giovedì 27 novembre 2014

PERETOLA: IL RICORSO AL TAR DEI CONTRARI (Seconda Parte)


"..Giorgio Vasari, che, nel testo "Le Vite", racconta come Lorenzo il Magnifico, deceduto nella Villa di Careggi, si facesse portare morente nella loggia posta verso la Piana per poter 'contemplare un'ultima volta le altre Ville medicee che di lì poteva vedere'..." (pag. 113)

Non si sono fatti mancare niente i redattori del ricorso. Anche il grande Lorenzo è chiamato in aiuto alle loro tesi. Ma, purtroppo, questa è solo letteratura. Così come gran parte delle 117 pagine inviate dagli avvocati Mauro e Guido Giovannelli (padre e figlio) al TAR della Toscana. 

Il ricorso verte innanzitutto e prioritariamente su due assunti:

1) A Peretola verrà realizzato un "nuovo" aeroporto;


2) Questa infrastruttura impatterà negativamente sul futuro Parco della Piana.

I ricorrenti, quasi tutti pratesi ricordiamo, non indicano alcun danno certo per Prato. Solo uno dei diciotto punti nei quali si articola il ricorso riguarda un vago disturbo acustico che interesserebbe alcune zone di Prato dal sorvolo (atterraggio e decollo) di alcune parti della città.
Tuttavia anche su questo aspetto è davvero singolare come il Comune di Prato (Giunta Cenni) non avesse presentato, a suo tempo, alcuna osservazione particolare.


Infine gli avvocati Guido e Mauro Giovannelli, pur vertendo il loro ricorso nella difesa dei sottoscrittori (quasi tutti pratesi così come i comitati e le associazioni interessate al ricorso...), se ne escono (pag. 97) con questa singolare e clamorosa affermazione:

"La città di Firenze ed i suoi abitanti risulteranno, infatti, se mai la nuova pista parallela convergente dovesse essere realizzata, certamente i più pregiudicati"! 

Ed il lettore è autorizzato a trarre una logica conclusione: dunque Prato avrà meno da temere di Firenze dalla nuova pista!  Facendo venir meno uno degli slogan più gettonati dai NOPeretola: Firenze scarica su Prato l'inquinamento della nuova pista!! 
Che questi siano i fili d'Arianna che percorrono e tengono insieme tutte le 117 pagine e la documentazione allegata è, infatti, innegabile. 
Si chiede al TAR l'annullamento del PIT non perchè si prevedano grossi danni per Prato, i suoi cittadini ed il suo territorio, (..giacchè è Firenze, a loro dire, che subirà gli eventuali maggiori danni..) ma perchè viene pregiudicato il Parco della Piana.



Il punto 3, pagina 6 del ricorso, la dice lunga sul contenuto complessivo e sul significato non troppo recondito del ricorso prodotto per i NOPeretola dagli avvocati pratesi Mauro e Guido Giovannelli. Abbiamo dovuto leggerlo non una ma due volte! Non credevamo ai nostri occhi. Per due motivi. E' una delle poche volte in cui nel ricorso viene menzionato il fatto che, attualmente, esiste già un aeroporto a Peretola. Nel prosieguo del documento avvocati e ricorrenti tratteggiano la proposta nuova pista come se ci si trovasse di fronte ad un nuovo aeroporto che Consiglio Regionale e Comune di Firenze vogliono realizzare in una piana intonsa (come si vede nell'affresco di Baldovinetti della fine del 1400....) e per questo destinata a diventare un Parco.


(Alesso Baldovinetti, Natività, Santissima Annunziata, Firenze)

L'altro motivo, assai più grave, è relativo all'incredibile osservazione sul fatto che l'attuale pista perpendicolare all'autostrada non ha minacciato seriamente l'area a Parco!!
Affermazione da far restare allibiti ed anche da far vergognare.......Perchè praticamente l'impianto del ricorso è basato sulla salvaguardia dei terreni della Piana attualmente liberi da insediamenti umani con la nuova pista che ne metterebbero a rischio, secondo i ricorrenti, la sopravvivenza. Il fatto che l'attuale pista collocata in modo da sorvolare a bassissime quote zone con migliaia e migliaia di cittadini residenti o che vi lavorano non è minimamente preso in considerazione dai ricorrenti. Come dire vale più la rapa ed il radicchio della Piana che la qualità di vita e la salute dei cittadini ai quali evidentemente i ricorrenti augurano di continuare a sorbirsi tutti i passaggi a bassa quota degli aerei che utilizzano l'aeroporto fiorentino.

Dunque secondo i ricorrenti a "rischio" non sono tanto le popolazioni quanto i 7.000 ettari di terreni che rimarranno liberi da ulteriori insediamenti. Par di capire, in sostanza, che anche questo ricorso sia stato prodotto sulla stessa linea d'attacco di quello precedentemente (2013) avanzato dalla Giunta Cenni. Ricordiamo infatti che il PIT approvato dalla Regione congela ad agricoli e verde 700 ettari di terreni situati nel sud del Comune di Prato. E che il Piano Strutturale approvato da Prato prevedeva di destinare ad ulteriore espansione urbanistica. Case, capannoni, uffici sarebbero potuti sorgere proprio su questi 700 ettari che, viceversa, la Regione destina a far parte integrante del complessivo Parco della Piana. 
Per comprendere il motivo di questa singolare apparente sinergia occorre soffermare la nostra attenzione su due aspetti:

1) Chi è l'avvocato Mauro Giovannelli;
2) A chi appartengono, per la maggior parte, i 700 ettari bloccati dal PIT.

Giovannelli non è solo il principe pratese degli avvocati amministrativisti. E' anche un solido e storico personaggio pubblico di Prato. Consigliere comunale (DC) dal 1960 al 1964; consigliere provinciale (DC) dal 1970 al 1980; presidente della Cassa di Risparmio di Prato dal 1987 al 1988. E' stato, inoltre, presidente della locale Arciconfraternita della Misericordia e membro del Consiglio d'Amministrazione della Fondazione Cariprato. E' consulente di CEI, CET e di varie diocesi toscane. E', dunque, un personaggio vicinissimo alla Curia pratese.
Alla quale, pare, appartengano gran parte dei 700 ettari di terreni che il PIT destina a verde agricolo.
E che paiono essere, davvero, il core business non solo del ricorso al TAR del Comune di Prato ma anche di quest'ultimo sottoscritto da una decina di comitati e da una ventina di altri cittadini (consiglieri regionali e comunali compresi..). Da sottolineare, a questo proposito, come anche i 5 consiglieri comunali del PD che hanno sottoscritto il ricorso siano espressione dell'area cattolica di quel partito. 
Si può dire che il cerchio è chiuso? E che sia il ricorso del Comune di Prato che quello dei comitati che si sono avvalsi dell'avv. Giovannelli mirano, innanzitutto, a salvaguardare interessi che con la nuova pista di Peretola hanno poco a che vedere? Parrebbe proprio di si!!
Posta un commento